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CULTURA

«Love Wheels 646», due sanniti in bici alla conquista dell’America

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Alla conquista dell’America. Cuore e anima, sudore e fatica, in lungo e in largo per le strade di due continenti con tutte le difficoltà del caso. Questa, in altre parole, la storia di Giuseppe Campochiaro e Giovanna Napolitano, i 2 giovani amorosini partiti in bicicletta lo scorso 17 aprile proprio da Amorosi con direzione Los Angeles. Quasi 4 mila chilometri percorsi nel vecchio continente passando per Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

Da Lisbona poi il trasferimento in aereo sino a New York dove ha avuto inizio la grande traversata di 6 mila chilometri attraversando la leggendaria Route 66 sino in California.

Attualmente il viaggio procede spedito verso la costa ovest degli Usa. Un’impresa che si aggiunge a quella portata a termine lo scorso anno da Amorosi e Capo Nord, oltre 5 mila chilometri percorsi in poco più di 70 giorni. La prima parte dell’itinerario è trascorsa senza non poche difficoltà ma riscontrando lungo il percorso l’entusiasmo e l’accoglienza di tanti amici e sostenitori in Italia come in Francia, Spagna, Portogallo e Stati Uniti dove sono stati accolti dai tanti connazionali lì residenti.

Su tutte New York, Philadelphia, Baltimore, Washington, Chicago e poi ancora, da qui ai prossimi giorni, Kansas City, Las Vegas, dove arriveranno tra qualche giorno, e appunto Los Angeles. Un’impresa tutta da seguire sulla pagina facebook «Love Wheels 646» e sul sito web dedicato all’iniziativa.

«Quando raggiungi  un obiettivo, anche se questo fa parte di un progetto decisamente più ampio, l’emozione è sempre forte – le parole di Giuseppe e Giovanna, raggiunti telefonicamente in una delle loro soste americane -. Sicuramente quello che stiamo affrontando è un viaggio diverso da quello portato a termine lo scorso anno, difficoltà e organizzazione sono di ben altro tenore, ma non ci lasciamo intimorire, tanta prudenza, soprattutto, e la voglia di lasciarsi guidare dal piacere e dallo stupore della scoperta. Un’avventura, un’impresa, esistono poche parole per descrivere quella che andrà a concludersi da qui alle prossime settimane.

La paura di lasciare, che qualcosa posso non andare per il verso giusto c’è sempre, non sai mai quello che potrai trovare dietro la prossima curva, spesso non conosci neanche il posto dove ti fermerai per la notte ma forse è proprio lì che risiede la magia del viaggio, il fascino di pedalare per le strade del mondo con il tempo scandito dal vento che soffia lento, dal tuo respiro, dal battito del cuore»

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