Valle Telesina
Telese Terme, la nota di “Telese Riparte” sull’appello di Carofano al Consiglio di Stato
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“Finalmente la riserva è stata sciolta. Carofano ha comunicato di aver presentato appello contro la sentenza del Tar che ha sciolto il consiglio comunale e rimandato i cittadini a votare per gravi irregolarità nelle operazioni di voto e di scrutinio”. Così in una nota il gruppo Telese Riparte.
“Singolare – prosegue l comunicato – la motivazione ‘tecnico-giuridica’ non esplicitata che lascia tutto nel mistero più fitto e contraddice una decisione chiara basata su circostanze di fatto incontrovertibili. Auspicavamo una decisione presa nell’interesse della collettività, ma ancora una volta le nostre aspettative sono andate deluse. Carofano è rimasto fedele a se stesso e ad i suoi interessi.
Piuttosto che prendere atto della gravità di quanto accaduto – attacca Telese Riparte – si ostina a rincorrere una vittoria ad ogni costo assumendosi la responsabilità di lasciare il paese commissariato anche per un lungo periodo di tempo, il che significa lasciare il paese senza una guida politica in grado di prendere decisioni in termini di programmazione e di indirizzo. La cosa è ancora più grave se si pensa che il paese è politicamente fermo da più di cinque anni e piuttosto che fermarsi ha necessità di correre per recuperare il tempo perduto.
Una decisione quindi – sottolinea la nota – più che mai scellerata che condanniamo senza se e senza ma in quanto fatta unicamente per prendere tempo, per ricompattare una squadra allo sbando dal momento che non tutti i suoi ex candidati hanno accettato la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato.
Ciò che dispiace – conclude Telese Riperate – è che ancora una volta a rimetterci saranno solo i cittadini. Intanto il progetto politico di ‘Telese Riparte’ continua. A breve partiremo con una serie di iniziative ed incontri nei quali affronteremo i temi che stanno a cuore ai cittadini. Evidenziamo che da una parte c’è il bisogno della gente, l’esigenza di riprogettare il futuro di una comunità in difficoltà e di costruire una speranza in cui tutti si riconoscono, e dall’altra c’è un gruppo dirigente rancoroso che mette se stesso al di sopra dell’interesse della comunità”.

