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CRONACA

Estorsione, concorrenza sleale e rapporti con i Casalesi: arrestato di nuovo Nicola Cosentino

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Estorsione e concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica, le accuse che hanno portato in manette, per la seconda volta in un anno, l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Il leader della nuova compagine politica Forza Campania ed esponente di Forza Italia, è stato arrestato dai carabinieri di Caserta stamani insieme ai fratelli Giovanni e Antonio, nell’ambito di un’inchiesta sulla vendita di carburanti in provincia di Caserta. Coinvolto già dell’inchiesta denominata ”Il Principe e la Scheda Ballerina’, Cosentino, dopo alcuni mesi trascorsi nel carcere di Secondigliano, era tornato in libertà l’8 novembre scorso.

L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Nicola Cosentino, emessa dal gip di Napoli su richiesta dei pm Antonello Arbituro, Francesco Curcio e Fabrizio Vanorio ed eseguita dai carabinieri di Caserta, fa parte di un insieme di 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone, tra cui Pasquale e Antonio Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi. La famiglia Cosentino, proprietaria di vari distributori di carburante, avrebbe agito con pratiche commerciali lesive della concorrenza.

Gli arresti sono scattati perché i fratelli Cosentino avrebbero imposto la vendita nel Casertano di prodotti petroliferi delle loro aziende di famiglia (Aversana Petroli, Aversana Gas e Ip Service). I fratelli Cosentino,scrivono i pm, “attraverso un sistema di coercizione in danno di amministratori e funzionari pubblici costringevano il comune di Casal di Principe e la Regione Campania ad adottare atti amministrativi illegittimi per impedire o rallentare la creazione di altri impianti da parte di società concorrenti”.

Un comportamento, aggiungono i magistrati della Dda di Napoli, reso possibile dal fatto che i Cosentino continuavano ad avere un rapporto molto stretto con i Casalesi. Tanto che – scrive ancora Borrelli – ” a Giovanni Cosentino è stata contestata anche una continua attività di riciclaggio a favore del clan, svolta attraverso il meccanismo del cambio degli assegni di provenienza illecita con denaro contante”. Un legame che fa ipotizzare, secondo i pm, uno ” stabile rapporto di cointeressenza di Nicola Cosentino e del fratello Giovanni con esponenti del clan dei Casalesi, con alcuni dei quali sussistono rapporti di parentela e/o affinità… Da questo legame discendeva poi il divieto imposto dai vertici del clan di operare estorsioni ai danni di impianti riconducibili ai Cosentino, a differenza di quanto avveniva per i concorrenti”.

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