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Comune di Benevento

Tares, salta il Consiglio Comunale per mancanza del numero legale. L’opposizione: “L’amministrazione Pepe si dimetta”

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Dopo solo 46 minuti salta la seduta del consiglio comunale di Benevento per mancanza del numero legale. Presenti nella sala consiliare di Palazzo Mosti soltanto tre esponenti della maggioranza: Francesco Zoino (IdV), Angelo Miceli (capogruppo Pd) e Giuseppe Zollo (Pd). Con loro anche il sindaco Fausto Pepe e il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Izzo.

A rappresentare l’opposizione, invece, otto consiglieri. All’ordine del giorno c’era la spinosa questione relativa alla Tares. Il Consiglio, probabilmente, verrà aggiornato a martedì prossimo in attesa che il Tar si pronunci sulla legittimità della tassa, sentenza che dovrebbe arrivare nella giornata di domani.

Intanto tra i banchi della minoranza monta la rabbia. In serata è arrivata una nota che attacca l’amministrazione Pepe alla luce di quanto successo al Comune. “Ancora una volta – scrivono – l’Amministrazione Pepe si è sottratta al pubblico dibattito del Consiglio comunale. I consiglieri di maggioranza, che erano presenti nelle stanze del “Palazzo” (che non si sono fatti neppure scrupolo di farsi vedere dai numerosi giornalisti presenti), non hanno avuto il coraggio di accomodarsi in Aula per discutere della Tares, un argomento di tale delicatezza sul quale è intervenuto addirittura il Prefetto di Benevento su esposto dei consiglieri di opposizione.

Evidentemente – aggiunge l’opposizione – sono molto imbarazzati nel dover sostenere un monocolore Pd che quotidianamente si dibatte tra l’assenza cronica di assessori e dirigenti, le ultimissime intercettazioni relative a presunte commistioni, inviti a comparire da parte della Direzione Distrettuale Antimafia nonché gli odierni avvisi di garanzia della Guardia di Finanza sul presepe di Dalisi.

Giunti a questo punto, il sindaco Pepe ed i suoi ascari – conclude la nota – devono fare l’unica cosa possibile: dimettersi, a tutela propria e delle istituzioni che sono stati chiamati a rappresentare”.

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