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Housing sociale a Santa Clementina. Salviamo il Paesaggio: “Ora un consiglio per revocare la delibera”

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“Avevano visto bene Salviamo il Paesaggio e le Associazioni Ambientaliste nel chiedere al Sindaco, ai sensi dell’art. 75 dello Statuto Comunale, che il Consiglio aprisse di nuovo il confronto per tornare sulle decisioni prese a dicembre 2012; avevano ragione quei Consiglieri che avevano sottoscritto una richiesta per dedicare una intera seduta di Consiglio su questo argomento; infatti l’ultimo Consiglio Comunale è stato necessario ed illuminante”.

Lo scrive in una nota il Forum “Salviamo il Paesaggio”.

“Durante il dibattito – aggiunge l’associazione – si è appreso che, nel giugno 2011, nel corso dei lavori di redazione del Piano Urbanistico Comunale è stata considerata l’osservazione n. 171 di un cittadino proprietario di terreni a S. Clementina, il quale richiedeva che quell’area rimanesse destinata ai servizi (F5)invece che ad agricoltura protetta (E1); il Consiglio Comunale si è giustamente espresso per il non accoglimento della proposta andando, invece, ad emendare il vecchio Piano Regolatore Generale considerato troppo invasivo per le caratteristiche dell’area.

Quindi nel luglio 2011 – continua – il Consiglio Comunale adottava il nuovo PUC; il piano era, in generale, pessimo perché prevedeva un numero esagerato di nuovi alloggi, una piattaforma logistica con nuovo massiccio consumo di suolo; unica nota positiva era la destinazione di S. Clementina, Pantano e parte di Serretelle a zona agricola protetta che si sommava a Cellarulo (Parco Verde Archeologico) ed ai corridoi ecologici del Sabato e Calore e si configurava come un enorme polmone verde al servizio della città. Anche in armonia con la “Carta della naturalità” della Provincia che riconosce la collocazione dell’area nella fascia medio-alta.

Ma il Sindaco Pepe – prosegue l’associazione ambientalista – aveva in mente altro: quel polmone verde gli serviva strumentalmente solo per il mantenimento delle proporzioni tra zone urbanizzate e zona verde, imposte dalle norme vigenti, attendeva che il PUC terminasse il suo iter procedurale per poi variarlo per accogliere l’housing sociale a S. Clementina. Questa circostanza è stata candidamente affermata dallo stesso Sindaco nell’intervista a ntr24.tv.

Inoltre in questa intervista – spiega “Salviamo il Paesaggio” – traspare un atteggiamento arrogante teso a sminuire il ruolo dei Consiglieri Comunali lasciando intendere che sono soldatini al suo servizio pronti a votare qualsiasi cosa e negarla un momento dopo se gli viene richiesto.

Il Sindaco vuole portare all’indeterminazione delle regole, considera il PUC come uno strumento da piegare alle proprie esigenze per giustificare una scelta e poi il suo contrario; prima nega l’accoglimento di una osservazione al PUC perché troppo invasiva, poi è pronto a fare una variante sulla stessa area 2-3 volte più invasiva della prima.

Lunedì però, molti Consiglieri, hanno dimostrato di essere cittadini di Benevento dotati di sensibilità e amore per la propria città, di capacità di discernimento tra quelle che sono le scelte devastanti dell’ambiente e quelle adatte a garantire progetti per il suo avvenire.

Al tempo del rimpasto a marzo, con una lettera aperta, Salviamo il Paesaggio chiedeva a Sindaco di dare un segnale di discontinuità poiché aveva ancora metà del proprio mandato per fare scelte coraggiose capaci di annullare delibere evidentemente pericolose a favore di altre volte alla valorizzazione della città e del suo patrimonio storico archeologico, architettonico e verde. Nulla di questo è stato fatto, si è continuato imperterriti sulla vecchia strada.

Questa vecchia strada prevede la cementificazione di S. Clementina, di fronte a questa palese aggressione molti consiglieri non ci stanno, speriamo saranno conseguenti: riconvocare – conclude il Forum – un nuovo Consiglio con all’oggetto la revoca in autotutela la delibera n. 56 perché inutile, dannosa e incoerente con lo strumento urbanistico vigente che, in mezzo a tante negatività, una cosa buona la contiene: l’avere considerato S. Clementina dove l’Appia, regina delle vie, entrava in città come area a verde agricolo”.

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