fbpx
Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

CRONACA

Appalti, arresti al Comune di Benevento: i commenti. Mario Pepe (PD): “Dimettetevi”

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

Il primissimo commento all’inchiesta giudiziaria che ha colpito il Comune di Benevento arriva dall’esponente del Partito democratico, Mario Pepe.

“I fatti accaduti nella città di Benevento – scrive il deputato sannita – mi hanno scioccato ed offeso. Mi ero presentato con un volto pulito alle primarie del Pd nella città di Benevento ma non sono stato sostenuto. Avevo dichiarato che vi era una cappa greve ed asfissiante di poteri latenti e camaleontici sulla città di Benevento.

I dirigenti e i consiglieri – aggiunge Pepe – non mi hanno voluto seguire e si sono orientati diversamente nel voto. La magistratura, ben nota per la sua integrità e correttezza istituzionale, farà certamente il suo dovere. A me tocca esprimere vicinanza al Sindaco che ho sempre in verità consigliato con affetto per il bene suo e della città.

È necessario – continua – andare ad un chiarimento politico e procedere alle necessarie, immediate ed opportune dimissioni perché la città di Benevento, al di là dei partiti e di quelli che presumono di rappresentarla, possa ritrovare fiducia in se stessa, in nuove classi dirigenti e in una nuova amministrazione per il bene della comunità e per il progresso e lo sviluppo dei nostri cittadini”.

SEL – “Stiamo seguendo attentamente la vicenda che vede coinvolti il Sindaco Pepe e altre figure rilevanti dell’Amministrazione comunale di Benevento.

Crediamo sia necessario, nell’interesse dell’Amministrazione tutta e delle persone coinvolte, fare chiarezza sui reati contestati. In queste ore, l’attività degli organismi inquirenti e l’evoluzione delle indagini daranno sicuramente un quadro della situazione più chiaro e definito”. A dichiararlo sono il coordinatore regionale Sel, Arturo Scotto, e quello provinciale Gianluca Serafini. 

UIL – Il segretario generale della Uil di Benevento, Fioravante Bosco, avuto notizia dei fatti che interessano amministratori, dirigenti e funzionari del comune di Benevento, “esprime nei loro confronti sentimenti di leale, sentita e fraterna solidarietà”. 

“Pur essendoci un quadro accusatorio abbastanza grave – continua Bosco -, sono certo che tutti gli incolpati, sin dai prossimi giorni, sapranno chiarire la propria posizione davanti ai giudici. Per ogni altro commento sulle cose da fare per uscire da questa triste storia, bisognerà attendere lo sviluppo dell’operazione. Si può essere facilmente smentiti se si emettono giudizi affrettati, prima di conoscere il quadro accusatorio della Magistratura sannita, la quale per la verità, ha sempre operato con grande cautela, correttezza e rigore istituzionale”.

IDV – Il Coordinamento Provinciale dell’Italia dei Valori esprime solidarietà e vicinanza umana al Sindaco Pepe e alle persone colpite dai provvedimenti giudiziari eseguiti stamani. “Esprimiamo, nel contempo, piena fiducia nell’operato della Magistratura e attendiamo serenamente l’esito della giustizia nella quale crediamo totalmente. Il nostro partito è presente nelle Istituzioni perché vogliamo che resti alta la tensione morale nell’espletamento dell’azione amministrativa e politica ed, in questo momento difficile, chiediamo ai cittadini di Benevento di non perdere la fiducia nei valori di trasparenza e correttezza che devono sempre animare quanti sono a servizio della collettività”.

NUOVO PSI – Il coordinamento cittadino del Nuovo Psi, riunitosi alla presenza del Presidente Provinciale Davide Zarro e del Segretario Provinciale Raffaele Tibaldi, esaminati gli ultimi gravissimi avvenimenti che hanno decapitato i vertici istituzionali del Comune di Benevento con provvedimenti che erano attesi da oltre un anno e mezzo e su cui, nonostante le continue richieste, né il Sindaco e né il suo Partito hanno mai ritenuto di dover informare il Consiglio Comunale ed i cittadini, pur esprimendo la doverosa solidarietà personale, ritiene urgente affidare agli elettori di Benevento il giudizio in merito.

Pertanto il Coordinamento Cittadino invita sin da adesso il proprio consigliere comunale, Avv. Raffaele Tibaldi, ad assumere tutte le iniziative affinché si giunga a formalizzare le dimissioni sue e di quei consiglieri comunali che vorranno aderire alla iniziativa.

FORZA NUOVA – “Alla luce dell’eccellente operazione delle forze di polizia che ha portato agli arresti personaggi di spicco dell’amministrazione comunale, di cui anche il Sindaco Fausto Pepe è stato raggiunto da un avviso di garanzia con obbligo di dimora, prendiamo atto che che la nostra città è stata violentata da loschi personaggi dediti alla malavita, usando l’attività amministrativa dell’ente non per il bene e l’interesse dei cittadini ma per soli e meschini interessi personali”. Lo dichiara il segretario cittadino di Forza Nuova, Ciro Vallone.

“Vista la gravità dei reati contestati, – aggiunge – chiediamo al sig. Prefetto di Benevento di sciogliere la giunta comunale e quindi il commissariamento dell’ente stesso. Per molti anni abbiamo subito l’arroganza e la superbia di questa gente, per molti anni abbiamo subito il soffocamento di questa città, rendendola invivibile e provocando nei giovani il disagio sociale, e la disubbidienza nelle istituzioni”. 

“La nostra città e i beneventani – prosegue Vallone – sono stati traditi da quelle stesse persone che hanno avuto nelle scorse elezioni amministrative il massimo consenso elettorale, tanti cittadini che hanno creduto alle chiacchere, ora facciamo i conti con la realtà dei fatti. La nostra città deve cambiare,anche noi dobbiamo cambiare mentalità, e spero per tutti di aver capito la lezione”.

“GENEROSO SIMEONE” – L’Associazione culturale “Generoso Simeone” non si associa alle voci di giubilo per quanto accaduto a Benevento, in relazione alla vicenda degli illeciti compiuti dall’ attuale classe dirigente della città. “Non perché abbiamo legami con l’amministrazione Pepe, che abbiamo ritenuto al tempo elettorale inadeguata a governare e che continuiamo ad avversare politicamente, ma perché innanzitutto crediamo fermamente nel garantismo e un indagato non è colpevole fino a condanna definitiva e in secondo luogo perché riteniamo che chi è stato veramente sconfitto in questa vicenda sia il Sannio”.

“La politica clientelare – aggiunge la nota – continua a vincere sulla nostra terra ed è capace soltanto di accrescere il “sottosviluppo”, l’asservimento, l’inquinamento, la disoccupazione, il depauperamento di una terra potenzialmente fruttuosa”. 

“Una classe politica veramente credibile – continua – deve partire dai progetti e dalle idee, considerando il partito un mezzo per realizzarle e non il fine per realizzare se stessa; deve mostrare trasparenza ed oggettività di giudizio, rinunciando a dividere il territorio in amici e nemici, ma imparando a considerare anche l’avversario un cittadino”.

“Qui non si tratta più di difendere il nuovo contro il vecchio, qui si tratta del diverso, del reale, del progetto, delle idee, della volontà, della identità, delle aspirazioni, di tutto quello che portiamo dentro senza poterlo mai esprimere. Il sistema – conclude l’associazione – non si cambia cambiando qualche uomo, ma cambiando il sistema”.

RIFONDAZIONE COMUNISTA – “I risultati dell’indagine della Procura di Benevento, avviata tre anni fa, rappresenta un indicatore valido di quello che sta avvenendo nella nostra terra, che non è un’oasi felice, come qualcuno vorrebbe far pensare. Sarà la magistratura, ovviamente, a fare chiarezza sugli indagati, tra i quali spiccano i nomi di Fausto Pepe, sindaco di Benevento, Luigi Boccalone, presidente del consiglio comunale, e Aldo Damiano, consigliere provinciale già assessore ai lavori pubblici. Tuttavia, questa notizia conferma quanto da tempo associazioni come Altra Benevento ( di cui condividiamo) vanno sostenendo: la provincia di Benevento è divenuta terra di conquista della malavita organizzata”.

Ad affermarlo è Fiorenzo Parziale, responsabile politiche sociali e lavoro della segretaria provinciale di Rifondazione Comunista. 

“Quanti servizi di pulizia e mensa di enti pubblici – si chiede Parziale – potrebbero essere gestiti dalla camorra? Vengono sversati rifiuti tossici anche nella nostra terra? Le imprese locali si poggiano tutte su capitali interamente puliti?”.

“Questi interrogativi – aggiunge – necessitano di risposte che il lavoro egregio delle autorità sapranno dare nei tempi e nei modi di loro competenza. Questo è il nostro auspicio. Ma non basta, perché le dinamiche di sviluppo nella nostra provincia sono state da decenni costruite sulla mediocrità e miopia politica, al di là di qualche esperimento positivo, piuttosto che su un’adeguata programmazione dello sviluppo locale”.

“Ogni cittadino dotato di buon senso – continua Parziale – sa che la maggior parte di coloro che guidano le istituzioni economiche e politiche della nostra terra sono privi di una visione politica ampia e tesa al bene comune, così come sono poco socializzati all’acquisizione delle competenze utili allo sviluppo e al benessere della nostra comunità”.

“Serve, allora, un’azione di unità delle forze migliori nella nostra società orientate al bene comune e alla logica antitetica a quella clientelare, che nell’ultimo decennio ben si è coniugata e fusa alla pratica malavitosa. Per fare questo, c’è bisogno del risveglio civile dei cittadini beneventani: diffidino da tutti quegli amministratori che, per minimizzare pratiche discutibili di esternalizzazione dei servizi, di gestione del territorio, di compravendita di palazzi, arrivano ad affermare che la malavita organizzata a Benevento non esiste”.

“Tristi, umiliati, sofferenti, ma in fin dei conti nemmeno meravigliati, per ciò che è accaduto e che sta emergendo, – conclude il segretario provinciale – crediamo che sia giunto il momento di valorizzare quei percorsi, minoritari ma positivi, di buona politica e riprenderci il destino della nostra terra”.

GRANDE SUD – “Alla luce di quanto successo a nome mio personale e del coordinamento provinciale di Benevento, pur esprimendo solidarietà ai coinvolti, ritengo doveroso ed urgente l’azzeramento di Palazzo Mosti. Inoltre ritengo giusto affidare agli elettori di Benevento il giudizio di quanto accaduto”.

A dichiararlo è Evangelista Campagnuolo, coordinatore provinciale di Grande Sud.

IO X BENEVENTO – “L’associazione “Io x Benevento”, in relazione alle vicende giudiziarie che hanno interessato Palazzo Mosti, intende esprimere la propria gratitudine e riconoscenza alla magistratura che, finalmente, con questa operazione inizia a debellare un sistema politico-affaristico che stava condizionando lo sviluppo sociale e culturale della nostra città. 

Sicuramente c’è ancora molto da accertare, ma gli inquirenti, oggi, hanno aperto alla citta’ una finestra di speranza, di fiducia, ove la collettività può iniziare a costruire il proprio futuro libera da condizionamenti. Pur essendo dei garantisti, riteniamo che per ciò che riguarda il Comune di Benevento non c’è da soprendersi, sono anni che denunciamo le irregolarità che caratterizzavano lo stile politico e la cultura istituzionale del sindaco e dei suoi collaboratori.

Confidiamo nell’operato della Magistratura e aspettiamo, con attenzione e premura, il prosieguo delle altre indagini. Il Partito Democratico e i Consiglieri di maggioranza, dovrebbero solo vergognarsi di sostenere personaggi che continuano a mortificare una città che invece di essere valorizzata per il proprio patrimonio artistico-culturale e umano, viene, periodicamente, citata in fatti di cronaca giudiziaria dai media nazionali. 

Sappiamo benissimo, che non ci sarà nessun gesto di responsabilità, che nessuno si dimetterà, e, pertanto, chiediamo agli Organi preposti di intervenire per liberare la Città definitivamente da una classe dirigente che non si occupa del bene colletivo”.

SIL – “Dal comunicato diffuso dalla Procura di Benevento in seguito ai provvedimenti restrittivi a carico di amministratori, funzionari comunali ed imprenditori emerge un quadro a dir poco preoccupante della situazione politica amministrativa in cui versava il Comune di Benevento, assediato, e citiamo testualmente, “da un vero e proprio comitato trasversale di affari che ha determinato un condizionamento e un inquinamento ambientale nelle procedure d’ufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilità dell’Ente comunale e sulle sue risorse”.

La Procura utilizza parole ferme, di fronte alle quali si impone una riflessione della politica, di tutta la politica, salvaguardando naturalmente il principio sacrosanto della presunzione di innocenza dei singoli. Di fronte a ipotesi di reato tuttavia così gravi un movimento politico ha il dovere di esprimersi. Noi pensiamo che sia stata offesa una istituzione importante ed una città intera. La crisi che attanaglia Benevento è molto grave ed è necessario agire con fermezza, chiarezza di intenti e responsabilità. Crisi economica innanzitutto, ma anche crisi politica, istituzionale, ed etica.

Il nostro movimento è nato nel tentativo di ridare al Sud la speranza negata in tanti anni da politica corrotta e dal malaffare diffuso. Non è nostro costume speculare sulle vicende giudiziarie, ma non si può più rimandare l’appuntamento con la riflessione per le sorti di questa città e dell’ intero territorio provinciale. Bisogna rimettere al centro del dibattito politico l’ interesse generale contro ogni forma di malgoverno e sopraffazione amministrativa.

La parola spetta ora ai cittadini, senza spiegazioni di comodo e mediazioni goffe. Ci aspettiamo quindi dagli amministratori coinvolti, in primis il Sindaco, atti di responsabilità, anche per evitare guai peggiori all’ Ente comunale. E’ in ballo la credibilità della politica e delle istituzioni”.

CONFINDUSTRIA – “Si tratta di una vicenda molto delicata che va gestita con la determinazione e la discrezione propria degli organi inquirenti. Riponiamo la nostra piena fiducia nell’operato della magistratura, convinti che vada fatta chiarezza e perseguita fino in fondo la verità dei fatti. 

La riservatezza e non il “silenzio” che ha ispirato Confindustria nelle prime ore di ieri, è frutto di un senso di responsabilità, cui l’intera classe dirigente del territorio dovrebbe far riferimento, considerata l’impossibilità di esprimere posizioni  prima di avere un quadro chiaro sulla vicenda.

I valori dell’etica, della legalità e della moralità, sono principi guida cui si ispira l’azione di Confindustria e che la stessa continuerà a diffondere e perseguire all’interno e all’esterno del proprio sistema.

Confindustria è umanamente vicina a quanti in questo momento si trovano ad affrontare una situazione delicata, fiduciosa che quanto prima attraverso “la verità” riusciremo a ritrovare un clima di serenità su cui basare il nostro futuro”.

ALTRABENEVENTO“L’indagine condotta dalla Digos di Benevento e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, sugli appalti del Comune di Benevento, fa emergere un gravissimo e inquietante livello di corruzione nell’Ente, scrive in una nota il coordinatore dell’associazione “altrabenevento”,Sandra Sandrucci.

“Amministratori di centrosinistra, tecnici e funzionari pubblici – scrive Sandrucci – hanno incassato denaro o si sono fatti “regalare” soldi, cemento, fontane, cucce per cani, auto, panchine o hanno preteso lavori da parte di ditte incaricate dal Comune di effettuare opere pubbliche. Il tutto con uno sperpero enorme di finanziamenti pubblici. Addirittura, amministratori e dirigenti di centrodestra, per favorire alcuni faccendieri, hanno acquistato con i soldi dei cittadini ad un prezzo sproporzionato, dieci volte quello reale, un rudere in centro storico sostenendo che si trattasse della “casa di San Gennaro”.

“Nei prossimi giorni – prosegue la nota – sarà possibile comprendere meglio le ragioni che hanno indotto il Giudice per le Indagini Preliminari a negare gli arresti per un ex assessore ai Lavori Pubblici e i provvedimenti restrittivi chiesti dalla Procura per altri 11 indagati e capire chi e come, anche attraverso lettere anonime, ha tentato di indirizzare o condizionare l’indagine”.

“Per ora – spiega il coordinatore -, oltre le responsabilità penali che sono individuali, emergono certamente le evidenti responsabilità politiche delle amministrazioni che dal 2004 si sono succedute e per questo siamo curiosi di assistere alla discussione da tempo annunciata da parte del Consiglio Comunale sulle responsabilità amministrative che comunque emergono da questa e dalle altre 7 indagini della Procura della Repubblica sul Comune di Benevento”.

“A breve – conclude la nota di altrabenevento – torneremo sul ruolo delle ditte legate al cognato dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, già da noi segnalate alla Procura nel 2009, sullo scandaloso “Parco di Cellarulo”, oggi “Parco delle mazzette”e sul ruolo della Cooperativa San Valentino, la sua composizione, il suo rapporto con confindustria, la sua sede all’ASI e i candidati di riferimento nelle ultime elezioni amministrative”.

GESESA –  Il Presidente della GESESA S.p.A. Mirko Francesca, esprime tutta la sua solidarietà umana nei confronti del Sindaco di Benevento Ing. Fausto Pepe per le vicende che lo hanno visto coinvolto nelle ultime ore. Allo stesso tempo confida nell’operato della Magistratura che farà luce sull’intera vicenda.

LEALTA’ PER BENEVENTO esprime “ampia solidarietà e vicinanza al proprio Consigliere Comunale Aldo Damiano, al Sindaco ed a tutte le persone coinvolte nella vicenda giudiziaria ieri venuta alla ribalta con l’auspicio che tutti possano dimostrare la propria innocenza e la propria estraneità ai fatti contestati, riponendo piena fiducia nell’operato della Magistratura affinchè faccia chiarezza sull’intera vicenda nel più breve tempo possibile”.

UDC – “La vicenda giudiziaria che ha investito l’amministrazione comunale di Benevento è preoccupante ed inquietante. Preoccupano le quantità in provvedimenti cautelari della procura dopo circa tre anni di indagini; preoccupa la quantità di persone investite in questa vicenda e la gravità e la quantità dei reati ipotizzati da parte della procura”.

Ad affermarlo è Gennaro Santamaria, segretario provinciale dell’Udc. 

“E’ inquietante, mentre, il quadro di degenerazione amministrativa, etica e politica prescritta dalla procura della Repubblica in riferimento ai comportamenti degli amministratori, dei dirigenti e dipendenti del Comuni del Benevento, nonché degli imprenditori coinvolti in questa vicenda.

Appartenendo alla cultura giuridica garantista – continua nel suo commento Santamaria – per cui c’è la presunzione d’innocenza per tutti i soggetti coinvolti fino all’emanazione della sentenza di ultimo grado, e in questo senso va l’umana solidarietà ai soggetti coinvolti in questa vicenda, non è dubbio che quanto accaduto imponga un’immediata riflessione di ordine politico.

Le vicende che riguardano l’inchiesta fanno riferimento a fatti amministrativi determinatesi nel corso del primo mandato dell’amministrazione Pepe. E’ bene ricordare che nel periodo precedente gli illeciti ipotizzati dalla procura, vi erano state scelte politiche che denunciavano una certa equivocità dei comportamenti di alcuni amministratori della giunta Pepe.  

Così come, pur non potendo documentare in modo puntuale alcune circostanze, il sottoscritto in campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Benevento, tenutosi nel 2011, ebbe modo di denunciare agli organi di polizia, voci e dichiarazioni di cittadini beneventani sulla compravendita di voti. 

Tutto quanto rappresentato, fa presumere, almeno da parte mia, una certa fondatezza nelle accuse formulate dalla procura di Benevento. Comunque al di la di questo, e non volendo decretare in anticipo la colpevolezza dei soggetti coinvolti, credo che si imponga una riflessione politica sull’opportunità che gli amministratori coinvolti in questa vicenda facciano un passo indietro rispetto ai ruoli ricoperti. 

Questo consentirebbe da una parte agli stessi di potersi difendere con maggiore libertà dalle accuse ricevute, e dall’altra di consentire alla città di riavere un governo non sfiorato da sospetti e accuse infamanti. Questa scelta si impone ancor di più in un momento politico e sociale in cui la delegittimazione della politica e dei politici agli occhi dei cittadini è fortissima.

Ovviamente, nel concludere, – spiega Santamaria – questa posizione rappresentata, non può essere assolutamente equivocata come un tentativo di speculazione o sciacallaggio politico, atteso che autorevoli rappresentanti del partito democratico, partito di maggioranza assoluta al comune di Benevento, e altri amministratori che sostengono questa amministrazione, hanno avanzato proposte analoghe a quelle da me rappresentate”.

AZIONE SOCIALE SUD – In rispetto dei ruoli e delle competenze assegnate per legge che riguardano i soggetti interessati dall’inchiesta, il movimento politico  Azione Sociale Sud non vuole entrare in merito alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto amministratori comunali in queste ultime ore.

“Lo stile che ha contraddistinto l’azione politica del movimento – spiega il coordinamento cittadino – non può permettere semplici valutazioni dell’ultima ora che risulterebbero sterili ed infruttuose verso un territorio cittadino che ha bisogno di chiudere una pagina politica per indirizzarsi verso strade più virtuose”.

“Davanti allo scenario amministrativo che gli organi inquirenti hanno manifestato ed al cospetto della volontà della maggioranza consiliare di continuare una avventura così accidentata, il movimento politico chiede a tutta la minoranza consiliare di formalizzare subito le dimissioni da Palazzo Mosti”.

“Coloro che si sono candidati nella scorsa consiliatura per amministrare la città e cioè  Raffaele Tibaldi e Carmine Nardone per una forma di stile e per indurre una reazione a catena rispetto ad altri, – conclude Azione Sociale Sud – diano l’esempio fin da oggi, salgano a Palazzo Mosti e formalizzino le dimissioni da consiglieri”.

A.L.B.A. – “Le notizie dei procedimenti a carico di amministratori e tecnici dell’apparato comunale di Benevento ci spingono a chiedere ai soggetti interessati ed alle forze politiche di fatto coinvolte un’assunzione di responsabilità e di atti conseguentemente derivanti. 

Riteniamo che ci debba essere trasparenza cristallina nel procedere, proprio per non dare la stura al qualunquismo della cosiddetta antipolitica che mette tutto e tutti nel gran calderone della chiacchiera. 

Giudichiamo utile che gli amministratori ed i tecnici coinvolti mettano un’opportuna distanza tra se stessi e la struttura amministrativa, dimettendosi o sospendendosi per facilitare le azioni della giustizia, visto che per alcuni è stato addirittura imposto l’obbligo di dimora. 

Nella serena consapevolezza dei propri ruoli invitiamo anche le altre forze politiche a sostenere, con fatti, la necessaria e dirimente assunzione delle responsabilità morali e politiche che questi gravi avvenimenti impongono e rilanciare così su più alti livelli – che non siano di mero ricettario localistico –  il dibattito politico nel nostro territorio, tenendo conto del quadro difficile e complesso dello scenario politico nazionale ed internazionale”.

SLAI COBAS – “Nessuno di noi gioisce per i provvedimenti restrittivi e il coinvolgimento di colleghi nella vicenda giudiziaria, ma dobbiamo anche ricordare che molte volte abbiamo insistito affinchè la organizzazione dei settori comunali e la gestione del personale fosse orientata ai principi della correttezza e della efficacia dell’azione amministrativa”. Ad affermarlo è il coordinatore Alberto Zollo.

“Non siamo stati ascoltati – aggiunge – perché le amministrazioni che si sono susseguite, dal 1998 ad oggi, hanno sempre preferito la gestione clientelare del personale, compreso la attribuzione degli incentivi per la progettazione e la gestione delle opere pubbliche ai tecnici comunali per le variante fatte nell’interesse delle ditte, la certificazioni e i mandati di pagamenti per lavori non eseguiti”. 

“Indipendentemente dall’esito delle indagini penali, – conclude Zollo – riteniamo che gli atti relativi al pagamento di incentivi consistenti (2% dell’ammontare dei progetti) pagati ai tecnici per lavori non eseguiti devono essere inviati alla Corte dei Conti e deve essere rivisto completamente il regolamento di attribuzione di tali compensi che, come emerge da questa indagine, sono diventati strumenti di coinvolgimento e corruzione”.                    

Annuncio
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Correlati

redazione 6 giorni fa

Benevento, indette le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea del Forum dei Giovani

Giammarco Feleppa 6 giorni fa

Benevento, denominate nove nuove strade. Una ricorderà don Alfonso Del Grosso, primo parroco a Pezzapiana

redazione 7 giorni fa

Mensa scolastica, pubblicato l’avviso per l’iscrizione al servizio: partirà il 30 settembre

redazione 7 giorni fa

Noi Sanniti: “Vicenda coordinatore Ambito B1 chiarita in maniera tempestiva e esaustiva. No al valzer di pareri”

Dall'autore

redazione 8 ore fa

Disagi idrici in città, l’opposizione: ‘Non è priorità per l’amministrazione. Perché non se ne discute nel prossimo Consiglio?’

redazione 9 ore fa

Decreto ‘Salva Casa’, il senatore Matera relaziona in aula: ‘Misura a tutela della proprietà’

Christian Frattasi 10 ore fa

San Bartolomeo in Galdo, l’istituto scolastico ‘Medi’ si trasferirà in via Costa

redazione 11 ore fa

Attività chiusa al campo da rugby, il presidente Palumbo: ‘Comportamenti inaccettabili, si accertino responsabilità’

Primo piano

redazione 8 ore fa

Disagi idrici in città, l’opposizione: ‘Non è priorità per l’amministrazione. Perché non se ne discute nel prossimo Consiglio?’

Christian Frattasi 10 ore fa

San Bartolomeo in Galdo, l’istituto scolastico ‘Medi’ si trasferirà in via Costa

redazione 11 ore fa

Attività chiusa al campo da rugby, il presidente Palumbo: ‘Comportamenti inaccettabili, si accertino responsabilità’

redazione 11 ore fa

Airola, ancora problemi all’IPM. Il Sappe chiede trasferimento di minori detenuti e avvio dei lavori di ristrutturazione

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content