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POLITICA

Finanziamenti pubblici ai partiti e privilegi della casta. Forza Nuova contro i comitati referendari

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Nota di Andrea Caporaso, responsabile provinciale di Forza Nuova Benevento, contro i partiti, sindacati e associazioni che hanno avviato la raccolta firme per la presentazione dei 4 quesiti referendari.

“In questo periodo – spiega Caporaso – un vasto gruppo di partiti, sindacati e associazioni (IdV, SEL, FdS, Verdi, Fiom, CGIL…) ha avviato una raccolta firme utile alla presentazione di 4 quesiti referendari: cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti; azzeramento dalla diaria ad onorevoli e senatori e delle norme che gli rendono l’indennità mensile esente da ogni tributo e ne impediscono il sequestro o pignoramento; abrogazione delle modifiche sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori; abrogazione del decreto legge n.138, rimarcando la centralità del Contratto Nazionale del Lavoro in merito ad importanti materie come: la classificazione e l’inquadramento del personale, la disciplina dell’orario di lavoro, i contratti a termine, le modalità di assunzione, ecc…”.

“L’apparente anima sociale dei comitati referendari, contro i privilegi della casta e per l’emancipazione delle masse lavorative, – continua – presenta tuttavia nell’agire una grave ipocrisia di fondo: con una mano invocano l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti ma con l’altra, qualora raggiungano il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto, incasseranno dallo Stato milioni e milioni di euro (ben più di un semplice rimborso spese; in occasione del referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento la sola Italia dei “Valori” per essere stata tra i promotori di due quesiti, ha incassato più di un milione di euro)”.

Forza Nuova, in fede alle sue radici nazional-popolari, superando in questa peculiare situazione i tradizionali steccati politico/ideologici, – prosegue il responsabile provinciale – si impegna concretamente a sostenere i quesiti proposti (contando orgogliosamente del solo contributo dei propri militanti) ed invita esplicitamente i comitati, qualora raggiungano il quorum, a non incassare i finanziamenti pubblici e a rendersi protagonisti della promulgazione di una normativa che estenda l’abrogazione dei ristorni anche all’ambito referendario, ritenendo che la Nazione abbia ben altre priorità ben lontane dall’ingrassare una classe politica inconcludente, individualista, sempre più lontana dai reali bisogni della collettività”.

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