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Sindacati

Contratto decentrato integrativo al Comune. Zollo e Corona (Slai Cobas) contro la firma di Cgil e Uil

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Nota dei componenti della RSU Slai Cobas, Alberto Zollo e Gabriele Corona, in merito alla firma del contratto decentrato integrativo 2012 del Comune di Benevento.

“Il 16 maggio l’amministrazione comunale di Benevento e la UIL – scrivono Zollo e Corona ricostruendo la storia – avevano annunciato che la bozza del nuovo contratto per i 400 dipendenti dell’Ente era stata firmata dalla intera delegazione sindacale. In verità, come da noi precisato il giorno dopo, quella bozza era stata sottoscritta alla chetichella da CGIL, CISL, UIL, DICCAP e 9 compenti su 12 della RSU, subito dopo che i sottoscritti, il componente la RSU della UGL e il rappresentante della CSA, avevano abbandonato la riunione già finita”.

“Nel comunicato stampa del 17 maggio, – continuano – precisammo che quella bozza, firmata in tutta fretta, era tanto confusa da aver certamente indotto in errore alcuni dei sottoscrittori che in nostra presenza avevano espresso diverse critiche al nuovo testo di contratto decentrato. Avevamo visto giusto perché ieri, la stessa bozza di contratto è stata firmata solo dalla UIL, dalla CGIL e 5 componenti della RSU (Bosco, Catillo, Calabrese, Tomossi e Caruso) eletti nelle liste di tali sindacati. I rappresentati della CISL e quelli della DICCAP con i rispettivi 3 componenti la RSU (Brugnetti, Catalano e Goglia), che pur avevano firmato la bozza del 16 maggio, ieri non hanno sottoscritto il contratto perché aspettano di essere convinti a farlo nella riunione per la firma delle “code contrattuali” prevista per il prossimo 20 luglio”.

“I sottoscritti rappresentanti della RSU, eletti nella lista dello SLAI COBAS, – evidenziano – non hanno firmato perché “gli istituti contrattuali previsti sono assolutamente aleatori e contraddittori al punto da rendere di difficile applicazione l’accordo. Questo contratto è l’esasperazione di una logica tutta centrata sul potere assolutamente discriminatorio dei dirigenti che già hanno dimostrato di non essere capaci di gestire il personale a fini produttivi”.

Zollo e Corona passano poi a esaminare a fondo la vicenda. “Non è chiaro, ad esempio, chi sono i dipendenti ai quali sarà corrisposta la indennità di disagio e neppure quelli che hanno titolo alla indennità di reperibilità. Ai lavoratori che finora godevano di indennità fisse mensili parametrate in base al disagio ed individuati con precisione, sarà corrisposto un premio incentivante la produttività solo se rimarranno fondi disponibili dopo aver pagati altri istituti contrattuali. E’ aberrante, inoltre, che per il personale amministrativo sia previsto un compenso per “responsabilità” sulla base di una selezione iniziale che individua, prima ancora della prestazione, il 25% dei bravissimi, il 50% dei sufficienti e il rimanente 25% di scarsi”.

“E’ significativo – concludono – che mentre per i dipendenti che lavorano in condizioni disagiate è prevista la indennità di 1 euro e 20 centesimi per ogni giorno di effettiva presenza in servizio, i due rappresentanti sindacali della UIL e della CGIL che sono in distacco, riceveranno comunque il compenso di produttività sulla media dei premi corrisposti ai dipendenti che sono in attività”.

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