POLITICA
‘Del Vecchio gioca per interesse personale coi sogni dei giovani artisti’

Ascolta la lettura dell'articolo
Da Jean Pierre El Kozeh, operatore culturale, riceviamo e pubblichiamo:
“In questi ultimi cinque anni ho fortemente sperato che l’ età anagrafica del nostro assessore alla cultura trovasse una corrispondenza nelle sue azioni che auspicavo fossero quindi improntate ad un nuovo modo di intendere la politica e quindi di agire.
Fin dall’ inizio invece – con l’azzeramento totale dell’ esperienza di gestione delle attività culturali delle precedenti amministrazioni seguendo la peggiore logica dello spoil system – e nel corso della sua attività da assessore poi – tenendo ad esempio bloccata la fondazione Città Spettacolo per oltre tre anni pur di non riconoscere la validità di idee avute da altri o con la disastrosa scelta “napolidiretta” di Moscato alla direzione artistica dell’omonimo festival – ha dimostrato di essere figlio di quella scuola politica per cui prevale la logica dell’appartenenza piuttosto che quella del merito e della qualità.
E una delle abitudini peggiori del vecchio modo di fare politica è quello, in procinto delle elezioni, di indire conferenze stampa in cui si fanno annunci di progetti futuri e futuribili che non si basano sul nulla se non sul sentito dire e sul tentativo di intercettare consenso.
Quando poi questi annunci tentano di far leva sui sogni ed ambizioni dei giovani essi superano ogni decenza!
Parlare infatti di etichetta discografica (cioè di un’ azienda) senza spiegare come si provvederà all’ attività distributiva o al necessario supporto di marketing e promozione vuol dire promettere di costruire un palazzo e pensare che per farlo basti al massimo l’architetto.
Parlare di produrre giovani artisti identificati attraverso un bando senza specificare come saranno definiti i rapporti con essi (tecnicamente le forme possibili sono varie e riconducili alle tre tipologie fondamentali che sono di distribuzione, licenza o discografico completo detto anche artistico) vuol dire non ragionare in termini professionali ma – presupponendo la buona fede – essere quantomeno dei dilettanti allo sbaraglio.
E non basta la collaborazione attiva dei bravi organizzatori di eventi del Morgana o degli ottimi musicisti coinvolti nella giuria per rispondere a queste esigenze strutturali minime (nonché di budget…a proposito…sono stati impegnati i fondi necessari?) per realizzare una etichetta discografica: chi ha un po’ di competenza professionale in ambito musicale sa che ognuna delle tre macroaree in cui si divide il business della musica (discografia, editoria e live) richiedono, ognuna di esse, expertise e competenze diverse oltre che relazioni che si costruiscono solo avendoci lavorato.
Capisco che l’ottimo assessore abbia trovato impossibile chiedermi un consiglio in merito magari ricordandosi che sono stato direttore generale vicario di una multinazionale discografica o docente ad un master in marketing, management e comunicazione della musica della Sapienza ma avrebbe potuto almeno interpellare un altro figlio della nostra Città che ha maturato esperienze altrettanto significative se non superiori alle mie nel campo arrivando oggi a ricoprire il ruolo di responsabile della Sony Publishing Italia.
Naturalmente dubito che l’assessore che scopre le ricchezze di Benevento andando a Milano ne sia a conoscenza (se ha piacere gli fornirò nome e recapiti) mentre non dubito riceverò pronta replica che tenterà di depotenziare le mie argomentazioni a polemica di chi si sente escluso o di chi, avendo lanciato pochi mesi fa una iniziativa simile (l’ etichetta Over The Rock), reagisce quindi ad una minaccia competitiva. Simili risposte susciterebbero in me naturale ilarità che non riuscirà però a compensare la tristezza immensa che provo quando vedo giocare solo per interesse personale con i sentimenti, le speranze ed i sogni dei giovani artisti beneventani”.