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POLITICA

Inchiesta Arpac, deposizione spontanea di Clemente Mastella

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L’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, è stato al Tribunale di Napoli davanti al Gup, Eduardo de Gregorio, che sta celebrando l’udienza preliminare per lo scandalo Arpac che vede imputati, tra gli altri, Mastella e sua moglie Sandra Lonardo.
L’ex Guardasigilli si è difeso dall’accusa di associazione per delinquere. "Come non ci sono associazioni per delinquere di magistrati, così non ve ne sono tra i partiti", ha detto Mastella che ha rivendicato la correttezza del suo partito, dicendo, tra l’altro, che "se l’Udeur ha agito in maniera illegittima sono illegittime anche tutte le nomine che sono state fatte con il suo appoggio tra cui l’elezione di Giorgio Napolitano a Capo dello Stato".
La deposizione spontanea di Clemente Mastella davanti al Gup del Tribunale di Napoli per l’inchiesta Arpac, è durata circa mezz’ora. Mastella si si è difeso ed ha parlato di "umiliazione subita". "Questo mio ‘delinquere’ interviene solo e soltanto nel periodo della mia esperienza di ministro della Giustizia – ha sottolineato l’ex Guardasigilli – da cui, dopo gli addebiti ingiusti che mi sono stati mossi e pagando un costo altissimo, mi sono dimesso per serietà istituzionale con un gesto di cui la vita politica italiana è assai avara e non credo che questo appartenga ai codici di onore delle associazioni per delinquere". "Non ho mai preso una lira, la mia cultura contadina me lo impedisce: siamo gente umile, mio nipote è morto pochi giorni fa", ha ricordato Mastella facendo riferimento alla morte, di Ruggiero Di Blasio, suo nipote, nell’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio di cui era titolare. "Non faccio più il ministro, il partito è sgangherato. – ha aggiunto – Sono ferito perché amo la politica". "Nessun comune amministrato dal mio partito è mai stato sciolto per camorra e di questo mi vanto", ha aggiunto.
In aula l’ex ministro ha incontrato per la prima volta il dottor Bruno Rolando, che è accusato di aver fatto nominare primario: si è intrattenuto con lui ironizzando sull’accusa. "Dopo aver dedicato un’intera vita al perseguimento di interessi collettivi – ha detto Mastella al Gup – per me è inconcepibile pensare che mi venga contestato il reato di promozione di un’associazione per delinquere esclusivamente per la mia qualità di segretario nazionale del partito Udeur".

 

 

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