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Università

Ricercatori sanniti sui tetti delle facoltà per dire “No alla riforma Gelmini”

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“No alla riforma Gelmini”. Questo striscione sventola da questa mattina sui tetti delle Facoltà dell’Università del Sannio: Giurisprudenza, come Ingegneria, come Scienze.
É la risposta sannita alla protesta del mondo universitario contro l’ultima tappa del Decreto Legge firmato Gelmini, che domani sarà votato alla Camera.
“In alto l’Università, cerchiamo di tenere alta l’Università buttata giù dai tagli”  è il grido del Prof. Daniele Davino, dal tetto della Facoltà di ingegneria.
Sono tornati da Roma, per dare voce alla protesta, anche i ricercatori che in questi giorni sono saliti sul tetto della Facoltà di Architettura della Sapienza. “Se il Decreto dovesse essere votato rimarremo attivi per far capire quanto non va nel sistema Università, che viene ulteriormente colpito” – ha dichiarato il prof. Carlo Di Cristo, manifestando tutta la sua delusione per non aver visto sui tetti di Roma esponenti del mondo accademico e ribadisce: “Quello che si è fatto fin qui è una riforma che sta bene solo ai Baroni e ai Privati”.
Dello stesso avviso anche il Prof. Fernando Goglia, Direttore del Dipartimento di Scienze Biologiche e Ambientali che ha dichiarato: “Il Decreto Legge colpisce la cultura, che è l’elemento trainante di un pese. Su di essa – dice – bisognerebbe puntare soprattutto in un momento di crisi, come insegnano la Germania e gli Stati Uniti”.
“Le straordinarie mobilitazioni di studenti e ricercatori in questi giorni stanno mostrando che un paese intero si oppone a una riforma che distrugge la ricerca e l’Università pubblica e ad un governo incapace di dare risposte alla crisi.” E’ la dichiarazione del Collettivo Autonomo Universitario che ha manifestato questa mattina accanto ai ricercatori e al Comitato Insegnanti Precari. “Basta coi proclami! – dicono dal canto loro i precari della scuola – Martedì chi voterà sì in Parlamento si renderà complice di un massacro avviato già due anni fa!”
Intento questa sera i ricercatori italiani saranno in diretta dal tetto di Roma con la trasmissione l’Infedele e da Saviano una ricercatrice veneta leggerà una nota stilata in queste notti di protesta.

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