CRONACA
Tragedia sul lavoro a San Leucio del Sannio, muore a 25 anni dopo una caduta da un impianto
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Ancora una tragedia sul lavoro, ancora una vita spezzata mentre si guadagnava da vivere. Il dramma si è consumato alla frazione Casale Maccabei, nel territorio di San Leucio del Sannio, all’interno di un’azienda che opera nel settore della lavorazione degli inerti e della frantumazione del pietrisco. A perdere la vita è stato un giovane di 25 anni originario del Camerun.
Inutili i soccorsi: per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe precipitato da un impianto oppure dalla scala che stava percorrendo per raggiungerlo. Una caduta nel vuoto che si è conclusa con un impatto violentissimo al suolo, rivelatosi fatale.
Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente e chiarire eventuali responsabilità. Al momento, dunque, restano da definire le circostanze nelle quali si è consumata la tragedia.
Una morte che riporta drammaticamente al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e che si aggiunge alla dolorosa sequenza di incidenti mortali registrati anche nel territorio sannita.
LE REAZIONI – “Ancora un morto sul lavoro e sempre con le stesse e poco chiare dinamiche. Oggi è toccato ad un giovane di appena 25 anni, venuto dal Camerun in cerca di una nuova vita ed invece ha trovato la morte”. Lo dichiara Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania. “Le nostre denunce sono sempre le stesse: occorrono vigilanza e formazione sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che vanno rafforzate con investimenti, assunzioni di personale in forza agli Ispettorati sul lavoro, sanzioni e certezza delle pene per i colpevoli. La Campania, anche quest’anno, è tra le prime regioni italiane per numero di morti sul lavoro con quasi 70 decessi. Il prossimo 20 novembre scenderemo in piazza in tutta la Campania per lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Chiederemo conto al Governo anche della strage infinita di lavoratrici e lavoratori nel nostro Paese”, conclude Ricci.
“Quante persone devono ancora morire, quante vite devono ancora essere spezzate mentre si è a lavoro? Oggi è morto un ragazzo di soli 25 anni, venuto dal Camerun per vivere una vita migliore e non per morire”. Così Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania e Alfredo Di Rubbo, coordinatore della Uil di Benevento. “Cosa aspetta questo Governo a mettere in campo azioni efficaci e mirate per la sicurezza sul lavoro? Serve riconoscere il reato di omicidio colposo, insediare una procura speciale, fare ispezioni a tappeto e prevenire gli incidenti sul lavoro con la formazione costante dei lavoratori. La Uil – concludono i sindacalisti – è da tempo che fa le sue proposte sul tema della sicurezza sul lavoro ma resta inascoltata. Per il giovane Valery, la Uil Campania si costituirà parte civile”.



