Medio Calore
Apice, l’opposizione boccia il DUP 2027–2029: «Servono impegni concreti, non soltanto programmi e promesse»
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Un Documento unico di programmazione privo di una visione chiara per il futuro di Apice, con obiettivi che, secondo l’opposizione, non sarebbero sufficientemente accompagnati da risorse, scadenze e impegni concreti. È questa, in sintesi, la valutazione espressa dal gruppo consiliare “Insieme per Apice”, che nel corso del Consiglio comunale del 26 ottobre 2026 ha motivato il proprio voto contrario al DUP 2027-2029, sollevando una serie di questioni che riguardano direttamente lo sviluppo del territorio e la vita quotidiana dei cittadini.
Politiche sociali e giovanili, agricoltura, turismo, centro storico, opere pubbliche, tariffe dei servizi comunali e creatività urbana: sono numerosi i temi affrontati dai consiglieri di opposizione, che hanno chiesto alla maggioranza maggiore chiarezza sulle priorità amministrative e, soprattutto, sulle modalità e sui tempi con cui intenderebbe tradurre gli obiettivi programmatici in interventi reali.
Prima ancora di entrare nel merito del DUP, tuttavia, il gruppo ha voluto porre l’attenzione su un episodio verificatosi all’inizio della seduta: la mancata trattazione di alcune interrogazioni consiliari precedentemente trasmesse via PEC e, secondo quanto riferito dall’opposizione, presentate nei tempi previsti.
«Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio comunale spiegazioni sul perché le interrogazioni non fossero state inserite nell’ordine del giorno e non avessero ricevuto neppure una risposta scritta. Di fronte alla nostra richiesta non abbiamo ottenuto alcun chiarimento. È intervenuto poi il sindaco, sostenendo che non fossero state portate in Consiglio perché sarebbe stata seguita una procedura sbagliata».
Una spiegazione che non ha convinto il gruppo, che ha posto un ulteriore interrogativo: perché, se la procedura era errata, in precedenti occasioni le medesime modalità erano state accettate?
Per “Insieme per Apice” la questione non è puramente formale. Le interrogazioni rappresentano, infatti, uno degli strumenti fondamentali attraverso cui i consiglieri esercitano il proprio mandato, chiedono informazioni e verifiche sull’attività amministrativa e portano all’attenzione del Consiglio questioni di interesse pubblico.
«Il Consiglio comunale è il luogo del confronto, della trasparenza e delle risposte ai cittadini. Le interrogazioni non sono una formalità né una perdita di tempo. Ci è stato impedito di svolgere pienamente le nostre funzioni e questo atteggiamento rischia di alimentare dubbi e incomprensioni, aumentando la distanza tra il palazzo e i cittadini». Il gruppo parla di una maggioranza ormai «chiusa a riccio» e denuncia un atteggiamento di chiusura che, a suo giudizio, ostacola il confronto istituzionale.
Passando all’esame del Documento unico di programmazione, l’opposizione ha contestato soprattutto l’assenza di una strategia sufficientemente definita. Secondo “Insieme per Apice”, la relazione della maggioranza non avrebbe delineato con chiarezza le priorità del prossimo triennio, né fornito indicazioni adeguate sulle risorse disponibili, sullo stato dei progetti e sui tempi di realizzazione.
Politiche sociali e giovanili rappresentano uno dei primi capitoli sui quali il gruppo ha chiesto maggiore concretezza. L’attenzione è rivolta in particolare alle famiglie fragili, alle persone con disabilità, agli anziani e ai giovani. L’opposizione vuole sapere quali risorse saranno effettivamente destinate a queste categorie, quanti cittadini potranno beneficiare dei servizi e quali risultati l’Amministrazione intenda garantire.
«Dietro ogni voce di programma ci sono persone e famiglie che hanno bisogno di risposte concrete, non soltanto di obiettivi dichiarati», sottolinea il gruppo, evidenziando la necessità di trasformare gli impegni sociali in servizi misurabili e realmente accessibili.
Altro settore strategico è quello dell’agricoltura, considerata una componente fondamentale dell’economia locale e delle prospettive di sviluppo di Apice. Tra le ipotesi contenute nella programmazione figurano la promozione delle aziende del territorio, la creazione di un marchio territoriale e il sostegno alla valorizzazione e alla trasformazione dei prodotti agricoli. Si fa riferimento anche all’apertura di un punto di riferimento comunale per un centro servizi.
Proprio su quest’ultima proposta l’opposizione chiede chiarimenti: esiste uno studio di fattibilità? Quali sono i costi previsti? Dove dovrebbe sorgere la struttura e attraverso quali finanziamenti si pensa di realizzarla?
Per “Insieme per Apice” la valorizzazione delle produzioni locali non può rimanere un principio generale, ma deve diventare un percorso concreto, capace di sostenere le imprese, creare nuove opportunità e collegare il comparto agricolo al turismo e alla promozione enogastronomica.
Turismo e valorizzazione del patrimonio storico e culturale costituiscono un altro fronte sul quale l’opposizione sollecita una programmazione più organica. Apice dispone di importanti risorse, da Apice Vecchia al Castello dell’Ettore, fino al Ponte Appiano, legato alla storia della Via Appia, senza dimenticare i luoghi di culto e le altre testimonianze del territorio.
Un patrimonio che, secondo il gruppo, potrebbe contribuire in maniera significativa all’attrattività turistica del paese, a condizione che venga inserito in una strategia complessiva, con servizi per i visitatori, accessibilità, collegamenti e interventi programmati.
Particolare attenzione è stata riservata al Ponte Appiano. Lo stesso DUP richiama la necessità di chiarire la titolarità delle aree e aggiornare la progettazione in vista della ricerca di finanziamenti. L’opposizione chiede quindi di conoscere i prossimi passaggi amministrativi, le risorse che si intendono intercettare e le relative scadenze.
Non meno delicata la situazione del centro storico, che secondo “Insieme per Apice” continua a vivere una condizione di abbandono, mentre restano irrisolte le questioni relative ai bandi e ai contratti concessori. Un tema che, per il gruppo, richiede interventi e decisioni non più rinviabili.
Sul versante dei lavori pubblici, le osservazioni hanno riguardato soprattutto la manutenzione delle strade, l’illuminazione, il drenaggio delle acque e la manutenzione complessiva del territorio. Questioni che incidono direttamente sulla sicurezza e sulla qualità della vita dei residenti.
L’opposizione chiede che il programma delle opere pubbliche distingua chiaramente gli interventi già finanziati da quelli ancora in fase di progettazione, indicando le fonti di finanziamento, le priorità e i tempi previsti. «I cittadini hanno il diritto di sapere quali lavori saranno realizzati, quando inizieranno e quali problemi intendono risolvere». Il gruppo ha inoltre ricordato di essere ancora in attesa dei sopralluoghi congiunti promessi dall’Amministrazione per verificare alcune criticità relative agli interventi in corso.
Un altro capitolo riguarda le tariffe e il costo dei servizi comunali. Nel DUP si fa riferimento, tra le altre cose, alla revisione delle tariffe della mensa scolastica in relazione all’ISEE e a un sistema di contribuzione progressiva per il trasporto scolastico. Su questi aspetti “Insieme per Apice” ha chiesto criteri trasparenti, informazioni puntuali e un’attenta valutazione delle ricadute economiche sulle famiglie, con particolare riguardo a quelle in condizioni di maggiore difficoltà.
Tra gli argomenti affrontati anche le Comunità energetiche rinnovabili. Per il gruppo di opposizione, la loro costituzione non è sufficiente: occorre informare adeguatamente la cittadinanza, promuovendo le opportunità offerte e favorendo la più ampia partecipazione possibile.
Attenzione anche alle iniziative dei giovani. “Insieme per Apice” ha espresso sostegno alle loro proposte e alle attività che intendono promuovere, ribadendo la disponibilità a collaborare. Allo stesso tempo, ha richiamato l’importanza della trasparenza nella gestione delle risorse: quando alle spese contribuisce l’Amministrazione comunale, e quindi la collettività, è necessario che le iniziative siano accompagnate da una rendicontazione chiara dei costi e dei risultati.
Infine, il gruppo ha espresso perplessità sul metodo seguito per l’approvazione del Regolamento di disciplina sulla creatività urbana. L’idea di trasformare Apice in un percorso artistico a cielo aperto viene considerata positivamente, ma l’opposizione contesta l’assenza di un confronto preventivo sull’individuazione dei luoghi destinati agli interventi.
«Non possiamo accettare che su una scelta così importante la maggioranza abbia deciso in totale autonomia, senza coinvolgere e ascoltare le altre componenti del Consiglio comunale».
È proprio dalla somma di queste osservazioni che è maturato il voto contrario al DUP 2027-2029. Una posizione che il gruppo rivendica come espressione del proprio ruolo istituzionale e non come opposizione pregiudiziale alle iniziative dell’Amministrazione.
«Il ruolo dell’opposizione in Consiglio comunale non è contestare ogni iniziativa per principio, ma esaminare gli atti, evidenziarne le criticità, chiedere spiegazioni e verificare che gli impegni amministrativi siano effettivamente realizzabili. Il confronto non deve mai mancare prima di ogni provvedimento».
La conclusione affidata da “Insieme per Apice” alla propria presa di posizione è un richiamo alla concretezza dell’azione amministrativa: «Un DUP non si giudica soltanto da ciò che promette, ma da ciò che permette concretamente di realizzare e dalle modalità attraverso le quali la maggioranza mette in atto le proprie azioni e i relativi controlli».
Una bocciatura politica, dunque, che investe non soltanto il contenuto del documento di programmazione, ma anche il metodo con cui, secondo l’opposizione, vengono assunte le decisioni amministrative. La richiesta è quella di un confronto più aperto e di una programmazione nella quale ogni promessa possa tradursi in risorse, tempi certi e risultati verificabili per la comunità di Apice.




