CRONACA
‘Concorsopoli’, l’avvocato Raffaele Scarinzi querela Gabriele Corona: denuncia depositata alla Procura di Benevento
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Non si è fatta attendere la risposta dell’avvocato Raffaele Scarinzi alle dichiarazioni di Gabriele Corona. È stata depositata oggi alla Procura di Benevento una denuncia-querela nei confronti dell’attivista, dopo le accuse e le ricostruzioni relative alla vicenda dei concorsi pubblici.
Scarinzi premette nel suo scritto di essere stato chiamato in causa a titolo personale e non quale soggetto istituzionale, essendo totalmente estraneo alla politica e all’amministrazione pubblica della città di Benevento.
Secondo Scarinzi, con il suo intervento pubblico Corona avrebbe volutamente alterato le evidenze oggettive dell’indagine, proponendo una narrazione falsa e suggestiva che, attraverso un giudizio sommario di piazza, alternativo a quello dei tribunali e privo di contraddittorio, avrebbe calpestato la dignità delle persone coinvolte. Una condotta che integrerebbe il reato di diffamazione, punito con la reclusione fino a due anni.
A suo giudizio, neppure la formula dubitativa utilizzata durante l’evento per evocare collegamenti e responsabilità escluderebbe l’illecito, poiché l’insinuazione del dubbio rappresenterebbe uno dei metodi diffamatori più ricorrenti.
Scarinzi contesta inoltre la denuncia che Corona avrebbe presentato alla magistratura, nella quale sarebbe stato ipotizzato un possibile scambio tra agevolazioni nei concorsi, non meglio specificate nelle modalità, e presunte contropartite politiche. Secondo l’avvocato, tale iniziativa integrerebbe il reato di calunnia, punito con la reclusione da due a sei anni.
Nella sua esposizione, Scarinzi ripercorre la vicenda delle annotazioni contenute in alcuni fogli Excel attribuiti a Gennaro Santamaria, nei quali sarebbero stati indicati, per ciascun candidato ai concorsi, nominativi associati alla dicitura «segnalato». Secondo quanto riferito dallo stesso Santamaria, tuttavia, queste sponsorizzazioni non avrebbero avuto alcun seguito né prodotto effetti concreti.
Il dato presentato da Corona sarebbe particolarmente suggestivo: su 27 vincitori di concorso, 24 risulterebbero tra i segnalati. Un elemento che ha alimentato l’indignazione pubblica attraverso una lettura orientata dei fatti.
E’ noto a tutti – dice Scarinzi – che Santamaria stesse costruendo una propria rete autonoma di potere e relazioni. Il cosiddetto libro mastro dei concorsi si limiterebbe, secondo la sua interpretazione, ad associare un candidato idoneo a un soggetto terzo, indicato non come segnalante ma come «segnalato».
La lettura ritenuta più logica è che i fogli Excel siano stati compilati a valle delle procedure concorsuali, quando le graduatorie erano già state stilate, per poter segnalare un proprio interessamento al soggetto pubblico o privato ritenuto vicino al candidato. Una ricostruzione che, a suo avviso, sarebbe coerente con le dichiarazioni di Santamaria, secondo cui non avrebbe influenzato in alcun modo le procedure.
Questa versione, prosegue l’avvocato, sarebbe compatibile anche con quanto riferito da diverse persone coinvolte, alcune delle quali si accingerebbero a presentare a loro volta querela: secondo quanto riportato da Scarinzi, alcuni non avrebbero mai parlato con Santamaria o non avrebbero avuto alcun contatto con il presunto soggetto segnalato.
Per stabilire come si siano effettivamente svolti i fatti, Scarinzi ritiene quindi decisiva l’individuazione della data di redazione dei fogli Excel. Un accertamento che potrebbe essere già stato effettuato dalla Procura e che contribuirebbe a spiegare la delimitazione dell’attuale incidente probatorio.
Nel corso dell’evento, Corona avrebbe annunciato di voler parlare esclusivamente delle sponsorizzazioni dei 27 vincitori di concorso, ritenendo legittimo farlo perché la responsabilità del coinvolgimento sarebbe stata comunque di Santamaria e perché gli sponsor ricoprirebbero ruoli pubblici, almeno nella vita amministrativa di Benevento.
Secondo Scarinzi, tuttavia, Corona avrebbe contraddetto queste premesse chiamandolo più volte in causa, nonostante la sua presunta sponsorizzazione non fosse collegata ad alcun vincitore di concorso e l’avvocato non ricoprisse ruoli nella vita pubblica beneventana.
Scarinzi contesta anche i riferimenti a possibili contropartite per i concorsi che sarebbero stati agevolati. Per quanto riguarda la procedura del 2023, non andata a buon fine, l’avvocato sostiene di non aver presentato reclami alla Provincia di Benevento per il mancato utilizzo della graduatoria trasmessa dal Comune di Vitulano per un posto di istruttore amministrativo contabile. La vicenda era stata affrontata in un articolo di Altrabenevento del 21 gennaio 2025.
Scarinzi ricorda di aver risposto già allora, contestando quella che definisce una ricostruzione giuridica e fattuale del tutto erronea. Corona, secondo la sua versione, avrebbe replicato senza entrare nel merito delle contestazioni.
Nell’evento del 23 ottobre scorso, prosegue l’avvocato, Corona avrebbe invece collegato, in maniera allusiva, la presunta contropartita relativa al concorso del 2025 alla firma del Comune di Vitulano sulla mozione di sfiducia presentata alla Comunità montana del Taburno.
Scarinzi contesta questa ricostruzione soprattutto sul piano cronologico, sostenendo che la vicenda della Comunità Montana si sarebbe verificata successivamente al concorso, anch’esso non andato a buon fine. Per questo non vi sarebbe stata alcuna ragione per sostenere la mozione promossa da Noi di Centro. Scarinzi afferma inoltre che, in quella circostanza, la sua posizione sarebbe stata improntata alla mediazione tra i gruppi in contrapposizione. L’avvocato Scarinzi annuncia infine di aver avviato iniziative sia in sede penale sia in sede civile.



