Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

Medio Calore

Castelpoto, stelle e memoria nel giardino dedicato a Chiara Mancini: serata speciale con l’Unione Ciechi

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

L’11 agosto, alle 20.30, il giardino di Chiara Mancini, a Castelpoto, ha aperto le sue porte all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Benevento per una serata dedicata alle stelle, alla memoria e alla possibilità di guardare il cielo anche attraverso il tatto e le parole.

Ad accogliere gli ospiti sono stati i genitori di Chiara, emozionati e attenti a ogni dettaglio. Un’emozione comprensibile, perché quella serata nasceva dal desiderio di trasformare il ricordo della figlia in qualcosa di vivo, condiviso e capace di parlare ancora alle persone.

E il giardino, ieri sera, ha fatto il resto. Gli ulivi, le pietre a secco, le montagne sullo sfondo, le luci della valle e le lanterne disseminate tra le sedie e le balle di fieno trasformate in sedute hanno creato un’atmosfera sospesa. Un luogo raccolto, quasi un *hortus conclusus*, dove la natura e il cielo sembravano diventare parte integrante della serata.

A fare da filo conduttore è stato il racconto mitologico dell’Orsa Maggiore e dell’Orsa Minore. Il papà di Chiara ha riscritto un piccolo dramma sulla storia di Callisto e Arcade, mentre la mamma lo ha interpretato con una partecipazione che ha reso il racconto particolarmente intenso.

Al centro del mito c’è una madre separata dal figlio, trasformata contro la propria volontà e costretta a vivere lontano da lui. Quando finalmente lo ritrova, Arcade non la riconosce e, vedendo davanti a sé soltanto una bestia, tende l’arco per colpirla. Sarà l’intervento del dio padre a cambiare il destino di entrambi: Callisto e Arcade vengono trasformati in costellazioni, condannati a rimanere per sempre vicini e, allo stesso tempo, separati.

Una storia antica che, in quel giardino, ha assunto un significato profondamente contemporaneo. Perché anche Chiara, da un anno, è una presenza che non viene percepita come assenza, ma come una luce trasformata. È lei ad aver ispirato questo percorso e quel giardino che porta il suo nome è diventato uno spazio capace di custodirne la memoria attraverso l’accoglienza, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri.

Poi è arrivato il cielo vero. Un astrofilo ha accompagnato i presenti in un viaggio tra stelle, costellazioni e pianeti, riuscendo a unire competenza scientifica e capacità narrativa. Al termine dell’incontro, le domande e la curiosità dei partecipanti hanno prolungato spontaneamente la serata, tanto da far nascere l’idea di organizzare un appuntamento dedicato esclusivamente agli associati dell’Unione Ciechi, con più tempo a disposizione per ascoltare, fare domande e sperimentare.

Perché quella sera il cielo non è stato soltanto osservato. Sul tavolo, illuminato da una luce calda, era stato sistemato un modello del Sistema solare con pianeti realizzati in scala, da esplorare attraverso il tatto per comprenderne dimensioni e proporzioni. Accanto, tavole tattili realizzate con tecnologie laser e 3D permettevano di ricostruire con le dita le costellazioni, compresa proprio l’Orsa Maggiore appena raccontata attraverso il mito.

E poi il telescopio, con le immagini progressivamente elaborate dal sistema digitale, ha permesso a chi poteva farlo di cercare nel cielo reale quei punti luminosi appena descritti. Una stella, fino a quel momento soltanto un nome o un racconto, diventava così qualcosa di concreto, da individuare e riconoscere.

La serata è scivolata via lentamente, accompagnata dal canto dei grilli, dall’odore del fieno tiepido e dalle ultime parole prima della musica di Francesco Guccini. Sopra tutti, il cielo.

Un cielo che quella sera è diventato anche un modo per ricordare Chiara: non attraverso un’assenza immobile, ma attraverso qualcosa che continua a muoversi, a essere condiviso e a generare incontri.

Nel suo giardino, Chiara continua così a essere una piccola luce. Una stella polare capace di indicare una direzione e di riportare lo sguardo verso l’alto.

È forse questo il significato più autentico della serata voluta dai suoi genitori: trasformare il dolore in un luogo di incontro e il ricordo in un’esperienza capace di coinvolgere tutti, anche chi il cielo non può guardarlo con gli occhi.

Perché, in fondo, una stella può essere vista anche con le mani, ascoltata attraverso una voce, riconosciuta in un racconto. E può continuare a brillare ogni volta che qualcuno, in quel giardino, alza lo sguardo verso il cielo o tende una mano per cercarla.

Annuncio

Correlati

redazione 2 settimane fa

Castelpoto capitale della rigenerazione culturale: stasera l’inaugurazione di S(t)uoni Art Residency

redazione 3 settimane fa

S(t)uoni Art Residency: il 28 luglio a Castelpoto l’inaugurazione delle opere site-specific e delle “Panchine Sonore”

redazione 2 mesi fa

Castelpoto, Vito Fusco vara la nuova Giunta: Caruso vicesindaca, Tedino assessore

redazione 3 mesi fa

Artista iraniano rifugiato dona un’opera al Comune di Castelpoto: “Un quadro per la libertà delle donne”

Dall'autore

redazione 21 secondi fa

Benevento, in carcere 21enne: era destinatario di un’ordinanza per spaccio di droga

redazione 2 ore fa

Sannio: oggi pomeriggio allerta per temporali improvvisi

redazione 2 ore fa

Forestazione, la FAI-CISL chiede incontro agli enti delegati: “Serve una linea comune per affrontare le criticità”

redazione 2 ore fa

Campoli del Monte Taburno, successo per la XXII edizione di Calici di Stelle targata Forum dei Giovani

Primo piano

redazione 21 secondi fa

Benevento, in carcere 21enne: era destinatario di un’ordinanza per spaccio di droga

redazione 2 ore fa

Sannio: oggi pomeriggio allerta per temporali improvvisi

redazione 3 ore fa

Miasmi, Mastella: “Accertamenti Arpac coperti da segreto istruttorio. Tutelerò mia comunità da allarmismi immorali”

redazione 3 ore fa

Colonia felina ad Apice, LAV Benevento scrive al Comune: “Servono interventi urgenti per tutelare i gatti”

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content