CRONACA
È morto Roberto Costanzo, addio a un protagonista della politica sannita
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È morto all’età di 97 anni Roberto Costanzo, storico esponente della Democrazia Cristiana e protagonista per decenni della vita politica e istituzionale del Sannio.
Costanzo si è spento a San Marco dei Cavoti, il paese nel quale era nato e al quale era rimasto profondamente legato. Negli ultimi giorni le sue condizioni di salute si erano aggravate dopo una polmonite. Nelle ultime ore una crisi respiratoria ha portato al decesso.
Una lunga carriera politica iniziata negli anni Sessanta. Nel 1964 fu eletto consigliere provinciale di Benevento. Con la nascita delle Regioni a statuto ordinario, nel 1970, entrò nella prima Giunta regionale della Campania diventando il primo assessore regionale all’Agricoltura. Il passaggio alla politica europea arrivò nel 1979, quando venne eletto al Parlamento europeo nelle liste della Democrazia Cristiana. Fu riconfermato nel 1984 e rimase a Strasburgo fino al 1989.
Particolarmente importante anche il suo impegno nel mondo economico e produttivo. Dal 1991 al 2004 fu presidente della Camera di Commercio di Benevento. Nel corso della sua attività ricoprì inoltre incarichi nella Coldiretti e in Confcooperative e fu presidente nazionale di Terranostra. Terminata la stagione degli incarichi istituzionali, Costanzo continuò a intervenire nel dibattito pubblico attraverso articoli e pubblicazioni, mantenendo l’attenzione soprattutto sui problemi del Sannio, dell’agricoltura e delle aree interne.
Nel 2025 aveva pubblicato, insieme ad Antonio Coletta, “50 anni di Democrazia Cristiana nel Sannio”, ripercorrendo la storia politica di una stagione che aveva vissuto direttamente.
LE REAZIONI – “Diciamo addio in questo assolato sabato agostano ad un grande protagonista della politica sannita del Secondo Dopoguerra: Roberto Costanzo. In lui la concretezza del fare si univa ad un pensiero politico raffinato: il suo volume ‘La Campania non finisce a Capodichino’ fu un cardine concettuale di quella necessità di riscossa delle aree interne, nel loro rapporto anche conflittuale con le zone costiere e metropolitane, che da lustri è l’esercizio alla trave, quello più difficile negli sport ginnici, per la classe politica delle province meridionali. Questa prova del nove Costanzo l’ha affrontata con determinazione e brillantezza nei lunghi anni di impegno politico anche, e non solo, in Regione Campania”, lo scrive nella nota di cordoglio il sindaco di Benevento Clemente Mastella. “Ebbe sempre l’acutezza di capire che il settore primario si evolveva e il Sannio aveva urgenza di non perdere altri treni. Dell’agricoltura sannita era un conoscitore incredibile. Il mio rapporto con lui fu franco, sincero e mai costruito. La politica non sempre consente di abitare gli stessi spazi e percorrere gli stessi sentieri, anche quando, come per noi, la casa è comune e la nostra casa è sempre stata la Dc . Il nostro rapporto è rimasto sempre vero e negli ultimi appuntamenti pubblici, come la presentazione del suo libro sulla Dc sannita, l’amarcord si congiungeva alla stima e all’affetto. Condoglianze ai familiari, buon viaggio Roberto”.
“Roberto Costanzo – aggiunge il presidente della provincia Nino Lombardi – ha speso la sua vita a servizio dell’ emancipazione delle classi sociali più deboli e per la crescita e lo sviluppo delle aree interne meridionali. Il suo impegno quotidiano ed instancabile nelle Istituzioni democratiche, nate dopo la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale e della dittatura fascista, ha testimoniato il senso più nobile ed alto della politica: quella che è a servizio della cittadinanza per costruire nuove condizioni di vita in particolare per i più umili. Militante della Democrazia Cristiana da sempre, vicino a uomini del calibro di Bosco Lucarelli e Mario Vetrone, dalla sua amata San Marco dei Cavoti, città del pre-Fortore anch’essa segnata dai problemi sociali tipici delle aree interne meridionali, Roberto Costanzo è stato protagonista in prima persona della lotta della Federazione Coltivatori Diretti per il riconoscimento della dignità del lavoro nei campi ed il riscatto di tutte le figure e di tutti gli operatori del mondo rurale, contribuendo i misura notevole a cambiare profondamente le nostre campagne e quelle di tutto il Paese con il riconoscimento effettivo della uguaglianza dei diritti sancita nella Carta Costituzionale. Amministratore pubblico di lungo corso, ha sempre portato presso la Provincia di Benevento, la Regione Campania, il Parlamento Europeo, la Camera di Commercio di Benevento una grande passione civile sottesa ad un disegno ed un programma strategico di sviluppo, fondato su un notevole patrimonio culturale e politico. La sua lucidità di analisi e di proposta non si è mai spenta, risultando al contrario sempre forte e vivida anche in questi ultimissimi giorni non avendo mai interrotto la sua attività pubblicistica. Sempre ha offerto alle Istituzioni e a quanti hanno avuto e hanno l’onore di guidarle, i suoi argomentati pareri, i suoi preziosi consigli, le sue critiche costruttive. Il Sannio ha perso una figura eminente del dibattito pubblico ed un pezzo fondamentale della sua storia. Esprimo a nome personale e della Provincia di Benevento tutta il sincero cordoglio per la scomparsa di una vera guida nel nostro cammino”.
“La scomparsa di Roberto Costanzo – sottolinea il presidente di Coldiretti Benevento Gennarino Masiello – rappresenta una grave perdita per il mondo agricolo, per le istituzioni e per l’intero territorio sannita. Roberto Costanzo ha dedicato una parte importante della sua vita alla crescita e alla valorizzazione dell’agricoltura, ricoprendo ruoli di grande responsabilità all’interno della Coldiretti e delle istituzioni. Da assessore regionale all’Agricoltura della Campania a europarlamentare, fino alla presidenza della Camera di Commercio di Benevento, ha sempre mantenuto un forte legame con il nostro territorio e con il mondo produttivo. Per la Coldiretti di Benevento, la sua scomparsa assume un significato particolarmente doloroso. Roberto Costanzo è stato un dirigente autorevole, un uomo delle istituzioni e soprattutto una persona che ha saputo interpretare le esigenze degli agricoltori e del mondo rurale, contribuendo con il suo impegno a dare forza e dignità al settore agricolo sannita. Ricordiamo la sua passione, la sua competenza e la sua capacità di guardare al futuro, con la consapevolezza che l’agricoltura rappresenta non solo un comparto economico, ma una parte fondamentale dell’identità e dello sviluppo del nostro territorio. A nome mio personale, della Coldiretti di Benevento e di tutta la nostra organizzazione, esprimo la più profonda vicinanza alla famiglia Costanzo, nel ricordo di un uomo che ha lasciato una traccia significativa nella storia agricola e istituzionale del Sannio. Il suo impegno e il suo esempio resteranno nella memoria della nostra comunità”.
“Ci ha lasciato un grande protagonista della vita politica e culturale del nostro territorio”, scrive Carmine Nardone. Un uomo che ha attraversato la storia del Sannio lasciando un segno profondo, non soltanto per le responsabilità che ha ricoperto, ma soprattutto per la passione con cui ha saputo guardare alla sua terra. Uno degli ultimi suoi interventi pubblici è stato, pochi giorni fa, nella sua amata San Marco dei Cavoti, dove volle commentare il mio ultimo libro Masserie e vita contadina. Fu per me un momento particolarmente intenso. In quella occasione ricordò anche la sua amicizia con mio padre Fiorentino. Quelle parole trasformarono la presentazione di un libro in qualcosa di più: un incontro tra memorie, generazioni e storie personali che appartengono alla stessa terra. Con lui abbiamo condiviso, nel corso degli anni, idee, progetti e battaglie per un Sannio più forte, più giusto e più consapevole delle proprie risorse. Lo abbiamo fatto anche partendo da posizioni politiche diverse, ma senza mai smarrire il rispetto e la capacità di riconoscere nell’altro un compagno di strada quando in gioco c’era il bene della nostra comunità. È forse questo il ricordo più bello che oggi porto con me: la possibilità di essere diversi nelle idee e, nello stesso tempo, uniti dall’amore per la propria terra. La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità di San Marco dei Cavoti, nel Sannio e nel mondo della Coldiretti, di cui è stato una voce autorevole e appassionata. L’ultima volta che ci siamo incontrati, parlando di contadini, di terra e di memoria, forse non sapevamo che stavamo consegnando alla memoria anche un pezzo della nostra amicizia. E oggi, mentre il Sannio saluta un suo figlio, mi piace pensare che quella conversazione continui ancora, da qualche parte, tra le colline, le masserie e quella terra che entrambi abbiamo tanto amato. A chi gli ha voluto bene, alla sua famiglia, alla comunità di San Marco dei Cavoti e a tutta la grande famiglia della Coldiretti, esprimo le mie più sentite condoglianze”.
“Il Sannio perde una delle sue voci più autorevoli. Futuridea – aggiunge l’associazione in una nota – perde un amico, un compagno di strada, una presenza insostituibile. Fino a pochi giorni fa era ancora con noi, a discutere, a progettare, a guardare avanti. Ci sono persone che appartengono al proprio tempo. E poi ci sono persone che attraversano il tempo. Roberto Costanzo apparteneva a questa seconda, rarissima categoria. A 97 anni ci lascia un protagonista della vita del Sannio, un uomo che ha attraversato la storia della Repubblica, della politica, dell’agricoltura, della cooperazione, delle istituzioni e dell’Europa, senza mai perdere il legame profondo con la sua terra. Ma oggi, per noi di Futuridea, non è soltanto il Sannio a perdere Roberto Costanzo. Lo perdiamo noi. Perdiamo un amico, una memoria straordinaria, una voce libera e autorevole. Perdiamo soprattutto un uomo che, fino a pochi giorni fa, era ancora pienamente dentro il nostro presente e dentro il nostro futuro. Roberto Costanzo non si era ritirato dalla vita. Continuava a esserci, a partecipare alle iniziative di Futuridea, a discutere, leggere, interrogarsi e guardare il mondo con una curiosità che non aveva età. E, soprattutto, continuava a parlare di futuro. È questa l’immagine di Roberto Costanzo che vogliamo conservare: non quella di un uomo che si congeda a 97 anni, ma quella di un uomo di 97 anni che non aveva ancora smesso di progettare il domani. Roberto è stato dirigente agricolo, amministratore, consigliere regionale, parlamentare europeo, presidente della Camera di Commercio di Benevento, protagonista del mondo cooperativo, studioso, giornalista e scrittore. Ma gli incarichi non bastano a raccontarlo. Dietro tutto c’era una convinzione profonda: la politica, le istituzioni e la cultura hanno senso quando servono a migliorare la vita delle comunità. Ha dedicato la sua vita a questa idea, mantenendo sempre saldo il legame con il Sannio, la Campania e l’Europa. Roberto Costanzo aveva una qualità rara: sapeva guardare indietro senza vivere nel passato. La memoria, per lui, non era nostalgia, ma uno strumento per comprendere ciò che ancora doveva accadere. Per questo era così importante ascoltarlo. Per questo la sua voce ci mancherà. Era vicino a Futuridea perché Futuridea vive di una parola che Roberto Costanzo ha praticato per tutta la sua esistenza: futuro. Il futuro delle aree interne. Il futuro dei giovani. Il futuro delle comunità. Il futuro di una terra che non voleva vedere marginalizzata. Fino a pochi giorni fa era ancora con noi: presente, lucido, capace di discutere, di mettere in discussione certezze e di aprire nuove domande. È difficile accettare che quelle discussioni non ci saranno più. Ma resterà ciò che ci ha lasciato. Una responsabilità: continuare a credere nel Sannio, nelle aree interne, nella terra, nella cultura, nell’impresa, nei giovani. Continuare a discutere, progettare, immaginare. Perché Roberto Costanzo ci ha insegnato che il futuro non è qualcosa che semplicemente accade: è qualcosa che dobbiamo costruire insieme. E noi continueremo a farlo. Anche per lui. Caro Onorevole Costanzo, ci mancheranno la tua voce, la tua ironia, le tue analisi, le tue provocazioni e quel tuo modo diretto di affrontare le questioni. Ci mancherà sapere che, nella nostra sala conferenze di Futuridea, prima o poi avresti preso la parola. Fino all’ultimo sei rimasto fedele a te stesso: curioso, libero, innamorato della tua terra, sempre pronto a sentirti utile. A 97 anni, mentre molti avrebbero scelto di raccontare ciò che era stato, tu continuavi a parlare di ciò che poteva ancora essere. Questo ricorderemo. Questo porteremo avanti. Il Sannio ti deve molto. Futuridea ti deve molto. Noi ti dobbiamo molto. E quando parleremo di futuro, una parte della tua voce sarà ancora lì”.
Il consigliere regionale Pellegrino Mastella (Casa Riformista – Italia Viva – Noi di Centro), profondamente affranto per la scomparsa, ricorda l’onorevole Roberto Costanzo. “In queste ore penso soprattutto all’uomo, prima ancora che al politico, all’europarlamentare, all’amministratore, al dirigente agricolo e al grande conoscitore delle dinamiche del nostro territorio. Penso alle nostre telefonate, alle tante conversazioni, ai suoi suggerimenti, alle critiche quando necessarie, alle sue osservazioni e a quei consigli che, soprattutto negli ultimi tempi, non mi ha mai fatto mancare. La cosa che mi impressionava maggiormente era la sua voglia di continuare a capire e a discutere. Nonostante l’età, era ancora attentissimo a ciò che accadeva. Leggeva, si informava, ragionava sui problemi e non rinunciava mai a dire la sua. Era ancora, a tutti gli effetti, in prima linea sui temi che considerava importanti per il futuro del Sannio. Roberto Costanzo non si è mai limitato a ricordare il passato. Questa era la sua grandezza. Guardava al futuro. Parlava dei giovani, delle aree interne, dell’energia, dell’agricoltura, della rappresentanza del Sannio. E lo faceva con la stessa passione con cui aveva affrontato la politica per tutta la vita. La sua eredità più importante è l’impressionante memoria storica. Quando discutevamo di un problema, spesso andava indietro di decenni e ricordava decisioni, persone, progetti, errori e intuizioni. Ma non lo faceva per nostalgia. Utilizzava quella memoria per capire meglio il presente e, soprattutto, per suggerire cosa sarebbe stato necessario fare domani. E continuava a sentirsi parte attiva della comunità». Roberto Costanzo aveva una caratteristica che ho sempre apprezzato: non ti diceva necessariamente quello che volevi sentirti dire. Ti diceva quello che pensava fosse giusto dirti. Anche quando poteva essere scomodo. E lo faceva con la libertà di chi non aveva più nulla da dimostrare e con l’autorevolezza di chi aveva vissuto direttamente molte delle stagioni politiche che noi oggi studiamo sui libri. Era un uomo libero. Libero nelle iniziative, libero nei giudizi, libero di criticare e libero di suggerire. E soprattutto aveva un grande senso delle istituzioni. Nonostante le appartenenze politiche e la lunga esperienza nella Democrazia Cristiana, ha sempre guardato alla politica come strumento per il bene della comunità. Questo credo sia uno degli insegnamenti più importanti che ci lascia.
“Con Roberto Costanzo non scompare soltanto un protagonista della storia politica del Sannio e della Campania, ma una memoria preziosa della nostra terra. Per me, soprattutto, viene a mancare un amico vero, con il quale ho condiviso negli anni un rapporto profondo, fatto di stima, affetto e sincero confronto”. Così il consigliere regionale Fernando Errico. “Roberto – sottolinea Errico – ha attraversato decenni della vita politica e sociale del nostro territorio mantenendo sempre un legame fortissimo con il Sannio. Anche negli ultimi anni, nonostante l’età, continuava a seguire con lucidità e attenzione le vicende della nostra provincia, offrendo analisi e riflessioni mai banali”. “Il nostro rapporto – aggiunge – andava oltre la dimensione politica. Era un’amicizia autentica, costruita nel tempo, e Roberto era per me una persona con cui confrontarmi, alla quale chiedere un consiglio, certo di trovare sempre una parola sincera e autorevole. Porterò con me il ricordo delle nostre conversazioni e della sua straordinaria capacità di leggere il presente senza mai perdere di vista la storia e le radici del territorio. Oggi – conclude Errico – il Sannio perde una voce autorevole e un protagonista di una stagione importante della vita democratica. Alla famiglia rivolgo il mio più sincero e affettuoso cordoglio”.
“Esprimo, a nome mio personale e dell’intera comunità politica di Fratelli d’Italia Sannio, il più sincero cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo”. Così in una nota alla stampa il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera, Coordinatore provinciale del partito. “Con lui il Sannio perde una figura di grande spessore politico e istituzionale, che per decenni ha dedicato il proprio impegno per il territorio, rappresentando una stagione importante della storia politica e istituzionale sannita al di là degli schieramenti. Anche negli ultimi anni non aveva smesso di intervenire nel dibattito pubblico con attenzione e passione, continuando a offrire il proprio contributo sui grandi temi che riguardano il futuro del Sannio. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini rivolgo, a nome mio e di Fratelli d’Italia,, cordoglio e vicinanza”.
“Siamo addolorati dalla scomparsa di Roberto Costanzo. Il suo impegno politico ed istituzionale sono stati punto di riferimento per tante e tanti che hanno scelto di avvicinarsi al mondo della politica, dai più giovani ai più adulti. Sostenitore di un’Europa unita e forte che fosse in grado di essere punto di riferimento per l’emancipazione delle aree interne, la sua determinazione e la passione per la politica anche dopo il suo impegno istituzionale saranno per tutti esempio nel tempo. Ci stringiamo al dolore della sua famiglia e dei suoi cari”, è il messaggio Stefano Orlacchio della segreteria PD Città di Benevento.
“La scomparsa di Roberto Costanzo, grande protagonista della politica sannita negli ultimi decenni lascia un vuoto. La sua figura è stata centrale e il suo contributo allo sviluppo sociale ed economico della provincia di Benevento è stato indimenticabile. Lascia una eredità importante e resta un riferimento per le classi dirigenti di questo territorio. Giunga l’espressione del mio cordoglio a tutti i familiari “, lo scrive in una nota il vicesindaco di Benevento Francesco De Pierro.
“Esprimo il mio più sincero cordoglio per la scomparsa di Roberto Costanzo. Lo ricordo – dice Rocco Cirocco, consigliere comunale di Molinara – attraverso tante discussioni, alcune pubbliche, sulle aree interne, sulla necessità di guardare prima di tutto a chi le abita e a ciò che le comunità possiedono, in termini di storia, risorse, paesaggio e identità. Parlavamo della cura dei territori e di quanto, un tempo, ci fosse una maggiore capacità di programmare, mentre oggi tutto rischia di perdersi dentro i grovigli dei progetti, spesso concentrati sulla spesa del periodo di investimento e molto meno sulla capacità di sostenere nel tempo ciò che viene realizzato. Erano confronti mai banali, anche privati. Roberto Costanzo aveva una mente lucida e pacata. Sapeva ascoltare e argomentare, anche quando le nostre convergenze di pensiero non collimavano. Ed è proprio questo che ho sempre apprezzato: la possibilità di discutere senza che la distanza delle idee diventasse distanza umana. Personalmente lo ricorderò anche alla presentazione del mio “Fortore nei pedali”, in più paesi della provincia, quando volle spendere parole importanti invitando a leggere la nostra terra con gli occhi del ciclista girovago. Una passione, quella per le due ruote a pedali, che ci accomunava e che rendeva ancora più naturali certe nostre conversazioni. Purtroppo non ho fatto in tempo a discutere con lui del mio ultimo libro, che gli avevo portato e donato. Mi resta, però, il ricordo della nostra chiacchierata, proprio in quell’occasione. Ed è forse il richiamo più importante che porto con me. In quella conversazione ho capito quanto avesse compreso, ancora prima di leggere quelle pagine, il peso che ha avuto per Molinara la perdita di una generazione di giovani. Ho riconosciuto, ancora più chiaramente, l’amore che Roberto Costanzo aveva per Molinara. Un amore mai retorico, fatto di attenzione, di memoria e di preoccupazione per ciò che sarebbe rimasto dopo di noi. Ciao Onorevole”.



