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Benevento accoglie il nuovo arcivescovo Michele Autuoro: “Primo anno di ascolto per conoscere il Sannio. Aree interne priorità”
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Una giornata intensa, scandita da incontri, preghiera e primi momenti di confronto con la comunità. È iniziato così il ministero di mons. Michele Autuoro, nuovo arcivescovo metropolita di Benevento, che ha vissuto il suo primo giorno nel Sannio tra emozione, saluti e un chiaro orientamento: partire dall’ascolto.
Il programma si è aperto poco prima delle 9 nella Basilica della Madonna delle Grazie, luogo simbolico per la comunità sannita, dove l’arcivescovo ha affidato il suo cammino pastorale alla Vergine Maria, patrona del territorio. Un gesto significativo che ha segnato l’inizio di una lunga giornata proseguita con la visita alla Caritas diocesana e all’ospedale Fatebenefratelli nel quartiere Ferrovia, due realtà emblematiche dell’impegno sociale e assistenziale della Chiesa locale.
Prima degli appuntamenti istituzionali, però, mons. Autuoro ha incontrato i giornalisti nella sala del centenario del convento della Madonna delle Grazie. Un confronto diretto e cordiale, nel quale ha tracciato le prime linee del suo approccio pastorale: “Grazie per l’attenzione, non sono abituato – ha detto con semplicità – ma non mi sento a disagio. Sono molto contento di essere qui. La comunicazione è importante: il Vangelo è annuncio, ed è un servizio per il bene”.
Parole che delineano uno stile improntato al dialogo e alla collaborazione con il territorio. “Non ho al momento priorità pastorali – ha aggiunto – questo primo anno sarà una fase di ascolto. Sono qui per conoscere questa terra”.
Una terra, quella sannita, per lui ancora in gran parte inesplorata: “Conosco poco Benevento – ha ammesso – ci sono stato solo in alcune occasioni, tra cui a Pietrelcina. Per me è tutto nuovo”. Un’ammissione che si traduce in un impegno concreto a entrare gradualmente nelle dinamiche locali, senza schemi predefiniti.
Tra i temi centrali emersi durante l’incontro, quello delle aree interne, già al centro dell’azione del suo predecessore, mons. Felice Accrocca. Mons. Autuoro ha confermato la volontà di proseguire su questa linea, annunciando una nuova edizione del Forum delle Aree Interne tra fine agosto e inizio settembre: “È una priorità su cui lavorare – ha spiegato – coinvolgendo giovani e istituzioni. La CEI se ne farà carico anche a livello nazionale. Servono alleanze educative, con le università e le realtà locali. La Chiesa deve essere pungolo”.
Nel suo intervento non è mancato un richiamo forte alla fraternità e alla pace: “Viviamo una crisi di fraternità – ha sottolineato – dobbiamo ricostruirla con un dialogo vero e sincero. Mi accompagna una frase: ‘Sono venuto per dare la vita e averla in abbondanza’”.
Significativo anche il riferimento a San Gennaro, figura simbolo della Chiesa campana: “Sono stato chiamato poche ore prima della processione della traslazione. L’ho visto come un segno. Dobbiamo riscoprire la prossimità alle realtà”.
Ampio spazio anche al tema della crisi vocazionale, affrontato con realismo: “Il calo è generale – ha osservato – ma il Signore continua a chiamare. Siamo noi che spesso non sappiamo ascoltare. Serve un rinnovato impegno nella pastorale giovanile”. Forte della sua esperienza nella formazione, maturata in 14 anni di ministero, mons. Auturo ha ribadito la necessità di accompagnare i giovani e interrogarsi sul ruolo del sacerdote nella società contemporanea.
Un messaggio chiaro è stato rivolto anche alle comunità delle aree interne: “Dobbiamo riscoprire il valore del battesimo e il ruolo condiviso tra clero e laici. Siamo tutti discepoli missionari. Mi guida l’immagine del seminatore: avere fiducia nella forza del seme e della Parola”.
Nel pomeriggio, il programma di ingresso ufficiale prenderà il via con una serie di appuntamenti istituzionali e pastorali. Alle 16 l’incontro con i sindaci e le autorità civili e militari presso il teatro De La Salle, alla presenza del sindaco Clemente Mastella e del prefetto Raffaela Moscarella. A seguire, il dialogo con giovani e universitari nel chiostro di San Domenico, con il coinvolgimento delle associazioni diocesane e il saluto del rettore dell’UniSannio, Maria Moreno.
Momenti di preghiera e raccoglimento si alterneranno agli incontri pubblici: alle 17 la visita privata alla basilica di San Bartolomeo, sulla tomba dell’Apostolo, insieme al clero diocesano. Poi, alle 17.30, l’accoglienza festosa in piazza Roma da parte dei fedeli, accompagnata dalla Symphonic Band del Conservatorio “Nicola Sala”.
Il momento culminante sarà alle 18.30, con la solenne concelebrazione eucaristica nella Basilica Cattedrale, preceduta dalla processione dal Palazzo arcivescovile. Ad accogliere mons. Autuoro sul sagrato, il presidente del Capitolo metropolitano, mons. Abramo Martignetti. Un rito ricco di simboli – dal bacio del crocifisso all’aspersione con l’acqua benedetta – che segnerà ufficialmente l’inizio del suo ministero pastorale.
Accanto a lui, il Nunzio Apostolico in Italia, mons. Edgar Peña Parra, insieme ai vescovi e ai presbiteri presenti. Una presenza che sottolinea l’importanza dell’evento per l’intera Chiesa italiana.
Si apre così una nuova fase per l’arcidiocesi di Benevento, nel segno dell’ascolto, del dialogo e della costruzione di relazioni. Mons. Autuoro parte con una direzione chiara: conoscere, comprendere e accompagnare una comunità chiamata ad affrontare sfide complesse, senza perdere la speranza.




