POLITICA
I 50 anni nelle istituzioni di Mastella: “Il mio segreto? Essere vicino alla gente”. Gli ospiti illustri: “Un uomo dalla grande umanità”
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Il colpo d’occhio del Teatro Romano di Benevento offre la sintesi perfetta di una storia politica e umana lunga mezzo secolo. È qui che si sono accesi i riflettori sulla serata che ha celebrato i cinquant’anni nelle istituzioni di Clemente Mastella, circondato da un parterre straordinario di ospiti d’eccezione: ministri, sindaci, grandi imprenditori e volti storici della Repubblica. Un evento denso di emozioni, introdotto dall’editorialista del Corriere della Sera Marco Demarco e condotto da Gigi Marzullo.
Diversi contributi video hanno raccontato la vita istituzionale, cristiana e familiare dell’attuale sindaco di Benevento, ripercorrendo le tappe di una carriera indissolubilmente legata alla figura di Ciriaco De Mita, che per Mastella ha rappresentato un mentore e un punto di riferimento fondamentale sin dagli esordi. Questo profondo legame, politico e umano, è stato idealmente suggellato stasera sul palco dalla presenza di Giuseppe De Mita, figlio dello storico leader della Democrazia Cristiana, accolto tra la commozione tangibile del pubblico e dello stesso primo cittadino.
Al Teatro Romano c’erano tutti: la famiglia al completo con i nipoti, i rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle istituzioni locali, tanti amici storici del mondo politico e quelli che l’hanno sempre sostenuto fin dall’inizio. Tra le prime file è spuntato anche un personaggio d’eccezione: Corrado Ferlaino, lo storico presidente del Napoli, a testimonianza di un legame profondo e radicato negli anni.
I grandi ospiti della serata hanno fatto convergere i loro interventi su due binari precisi: il tratto profondamente umano di Mastella e il valore identitario della provincia. Un concetto espresso con forza da Diego Della Valle:
“Ci conosciamo da una vita non abbiamo neanche bisogno di parlarci per capirci. Io so com’è e che valore ha, quindi andiamo avanti tranquilli, tutti e due. Siamo tutti e due rimasti di casa in provincia, io sono felicissimo di averlo fatto, quindi la provincia è un grande cementatore di valori, di rapporti, e di cose serie. Quindi il fatto anche di essere due provinciali, credo che abbia stimolato la nostra amicizia, molto.”
A fargli eco, sottolineando l’importanza delle risposte concrete alle comunità e del contatto diretto con le persone, è stato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha evidenziato come la politica debba ritrovare quella capacità di ascolto che Mastella incarna nel suo rapporto quotidiano con il territorio.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ricordato la disponibilità assoluta del sindaco verso i cittadini, allargando poi lo sguardo alla sfida del riscatto strategico delle zone montane e collinari, da sempre al centro della politica di Mastella: “Clemente è un personaggio unico, io ho l’onore di essere suo amico e quindi ne conosco i tratti di umanità anche nel rapporto interpersonale e credo che questi cinquant’anni non siano una ricorrenza a caso. Se qualcuno diceva che il successo è durare, se lui è durato così tanto e non se ne intravede il termine finale del suo impegno politico, vuol dire che c’è stata qualità. Sul fatto comunque di valorizzare le proprie esperienze partendo dalle aree interne, io credo ce ne siano opportunità. Adesso è anche un fenomeno culturale, noi dovremmo orientare tutte le politiche di valorizzazione delle aree interne partendo dalla necessità di creare opportunità, cioè vivere in questi luoghi bellissimi, ma senza essere lontano dai circuiti che contano.”
L’ex presidente della Camera e amico di lunga data, Pier Ferdinando Casini, ha legato invece il tratto umano a un aneddoto memorabile e ironico della carriera politica: “I ricordi sono tanti. Ad esempio quando battei Berlusconi nelle preferenze qui a Benevento, incorrendo nelle sue ire. Aveva fatto tutto Clemente, evidentemente, perché io a Benevento ero venuto a stento due, tre volte. Comunque, al di là di questo, è un cammino, un cammino lungo, oggi un momento di gioia, ma anche di riflessione. E credo che la ricetta è stata quella della grande umanità di Clemente, del suo rapporto con la gente. Perché in politica, senza la gente non si è nessuno, con la gente si è tutto”
Lo scrittore Maurizio De Giovanni, invece, ha offerto una riflessione di profondo spessore culturale, legando la figura del sindaco al senso delle istituzioni e dello Stato: “La figura di Clemente è eccezionale, straordinaria, una figura che rappresenta una continuità ma rappresenta anche qualcosa di profondamente individuale. È la figura che rappresenta con durezza e con molto dolore per quanto mi riguarda, come se ci sia stata una perdita di qualità clamorosa nella politica italiana, come ci sia stata una perdita culturale di senso dello Stato che Clemente rappresenta e che noi ci teniamo stretto per non perderla.”
Il momento più atteso della serata è arrivato quando la parola è passata al festeggiato. Mastella si è concesso alle domande in un amarcord che ha unito la grande storia della Repubblica a squarci di vita intima e familiare. Sul segreto di una longevità politica che attraversa le stagioni della Repubblica, Mastella non ha avuto dubbi: “Essere stato sempre vicino alla gente. Poi io posso essere considerato in tanti modi, qualcuno sprezzante nei miei riguardi, pazienza.”
Mastella ha poi svelato un retroscena del 1976: a causa di un grave virus che aveva colpito il figlio Pellegrino di pochi giorni aveva quasi deciso di non candidarsi. Superato il dramma familiare, la notte delle elezioni si era profilata un’altra beffa: con 64 mila voti sembrava il primo dei non eletti. Ormai rassegnato a casa, era stato svegliato all’alba da Ciriaco De Mita che gli annunciava la vittoria, scatenando la commozione di tutta la famiglia. Mezzo secolo di storia che si chiude con l’immagine più dolce: quella di un leader che guarda al futuro attraverso i passaggi generazionali della sua famiglia, circondato dall’affetto di chi ha voluto e continua a volergli bene.




