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CRONACA

Perseguita l’ex amante e la sua famiglia per anni: scatta il divieto di avvicinamento per 55enne di Montesarchio

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Un incubo durato anni, fatto di pedinamenti, insulti e paura quotidiana: si chiude con un provvedimento dell’autorità giudiziaria la vicenda che ha visto vittima un’intera famiglia in Valle Caudina.

Nella giornata di ieri, i militari del Comando Stazione Carabinieri di Montesarchio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento ad una intera famiglia, con l’obbligo di mantenere una distanza minima di un km. Il provvedimento – che prevede anche l’applicazione del braccialetto elettronico, ai sensi dell’art. 275 bis c.p.p., e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria – è stato emesso dal GIP del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura sannita.

Destinataria della misura è una donna italiana di 55 anni, residente a Montesarchio, gravemente indiziata del reato di atti persecutori nei confronti di un intero nucleo familiare composto da marito, moglie e due figli minori.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna – non accettando la fine di una relazione extraconiugale con il capofamiglia, conclusasi da circa cinque anni – avrebbe messo in atto nel tempo una serie di condotte persecutorie, sistematiche e reiterate. Tra queste, pedinamenti, appostamenti e continui insulti rivolti a tutti i componenti della famiglia.

Un comportamento che avrebbe generato nelle vittime un perdurante e grave stato di ansia e paura, alimentando un concreto timore per la propria incolumità e costringendole a modificare le abitudini di vita e a limitare la libertà di movimento.

L’attività investigativa è stata avviata a seguito della denuncia presentata dalle persone offese e delle successive integrazioni. Le indagini, coordinate dalla Procura di Benevento e condotte dai Carabinieri di Montesarchio, si sono sviluppate attraverso l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza comunali, l’ascolto delle vittime – inclusi i minori, sentiti in audizione protetta con il supporto di specialisti in psicologia – e l’escussione di persone informate sui fatti.

Un quadro indiziario ritenuto grave e concordante, che ha portato all’emissione della misura cautelare nei confronti della donna, difesa dall’avvocato Vittorio Fucci.

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