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Pasquetta record al Parco De Mita con 8mila persone. Ma nel ‘day after’ a far discutere è la convenzione non firmata
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Oltre ottomila presenze, tanto entusiasmo e un’atmosfera resa ancora più unica dai festeggiamenti per la promozione del Benevento in Serie B. La Pasquetta al Parco De Mita, con ingresso gratuito, è stata un’iniziativa positiva, ma dietro i numeri e le “good vibes” – come direbbero i tanti giovani presenti – c’è molto altro.
All’entusiasmo della folla si contrappone l’amarezza di Alessandro Pepe e Vincenzo Saccone, rispettivamente referente Libertas e presidente dell’associazione Città Verde, che insieme formano l’ATI che gestisce l’area. La cronaca degli ultimi giorni è nota: l’evento “Pasquetta Land” prevedeva inizialmente un ticket d’ingresso con spettacoli musicali e dj set, poi annullati a seguito di alcuni vertici istituzionali. Ieri, invece, si è entrati gratis, con l’unico divieto di introdurre contenitori in vetro e liquidi.
La vicenda aveva suscitato polemiche, generando discussioni politiche e interrogazioni comunali, ma anche dibattiti tra l’opinione pubblica sulla gestione di un bene comunale.
Una situazione che ha spinto gli organizzatori a fare chiarezza e, soprattutto, a pretenderla dagli enti preposti. Il riferimento è alla firma della convenzione, rimasta in sospeso, che ha costretto l’ATI a operare in un regime di provvisoria incertezza.
“C’è solo una firma provvisoria – ha spiegato Pepe – perché il Comune ci ha chiesto di attendere, visto che era in corso il progetto del ‘Parco delle Streghe’. Noi ci crediamo ancora in quel progetto e siamo pronti a fare la nostra parte, ma alla luce delle polemiche innescate da altri — che abbiamo accettato in silenzio e con garbo, portandole sulla nostra pelle — ora vogliamo mettere le cose a posto. Vorremmo che questa struttura fosse un luogo di ritrovo e svago, ma è giusto che chi viene qui contribuisca anche economicamente”.
“Siamo imprenditori – ha aggiunto – paghiamo degli stipendi e dobbiamo rientrare degli investimenti. Mio padre mi insegnava che quando un lavoro va in perdita bisogna chiudere: oggi siamo a meno 130.000 euro. So che questo non è dovuto a un nostro fallimento, ma alle condizioni in cui operiamo. Forse il messaggio è stato frainteso: qualcuno ha immaginato che l’amministrazione avesse messo delle risorse. Il Comune ci ha consegnato un luogo costruito e ci ha detto di investire per renderlo fruibile. Noi abbiamo investito, ora dobbiamo rientrare. Siamo pronti a fare quello che c’è da fare, diteci però come e in che modo.”
L’associazione ha già dato la propria disponibilità per bissare l’evento in occasione del 1° Maggio, ma occorre definire un piano operativo con forze dell’ordine che regoli accessi e uscite di emergenza: ” I dati di ieri parlano chiaro: abbiamo ospitato oltre 8.000 persone che si sono divertite senza creare alcuna difficoltà o subire disservizi. Anzi, ci hanno chiesto a gran voce di ripetere l’evento per il 1° maggio. Noi siamo pronti a farlo, ma a questo punto pretendiamo una sistemazione delle carte. Vorremmo che qualcuno ci desse una mano concretamente: chiediamo al Comune e a tutti gli enti preposti, compresi i Vigili e la Questura, di sedersi a un tavolo per creare un piano operativo definitivo. Dobbiamo stabilire vie d’accesso e di emergenza per realizzare qualcosa che possa restare nel tempo”.
Intanto il parco resterà chiuso per le prossime 48 ore. Le squadre di addetti alle pulizie sono già al lavoro: la mole di rifiuti lasciata richiede un intervento straordinario.




