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POLITICA

La proposta di Iorio (Civico22): ‘Le opere in acciaio a piazza Risorgimento per ridare senso ad uno spazio svuotato di funzioni’

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“Le opere in acciaio specchiato dell’artista albanese Helidon Xhixha, tre sculture dai volumi sinuosi ed estroflessi, a volte corrugate da inquietanti linee cicatriziali, sono attualmente esposte lungo il Corso Garibaldi. Acquistate dal comune di Benevento, potrebbero ridare senso a una piazza Risorgimento svuotata di funzioni, al di là della pensilina, riunite per unitarietà d’immagine e pluralità di visione”. La proposta arriva da Giuseppe Iorio, segretario di Civico22.

“A parte uno splendido torso maschile, coerentemente allocato nel Teatro Romano, sono opere sicura-mente astratte che però non perdono mai del tutto il contatto con la realtà o, meglio, con una realtà che non si svela, restando sfuggente e insondabile.

Piazza Risorgimento potrebbe essere il luogo ideale: per motivazioniche non conosciamo, il caso pro-babilmente, tutta la zona che va da via Tonina Ferrelli ai giardini della Rocca letteralmente pullula di sculture, a costituire un fortuito e affascinante museo diffuso. Si comincia con la statua a figura intera di Leonardo Bianchi, si prosegue con il composito monumento ai caduti di piazza IV Novembre e, senza dimenticare i busti marmorei di beneventani illustri in Villa Comunale, si arriva alla statua dell’imperatore Traiano e al leone stilita davanti al Castello. I giardini della Rocca, poi, sono una vera miniera: opere contemporanee (una recita: Memoriae), bassorilievidi un monumento ai Borboni mai realizzato, arcane sculture in pietra di Mastronunzio, un leone e dei busti romani antichi, capitelli compositi per ogni dove.

Ma la stessa piazza Risorgimento dà il suo contributo a questo variegato, peripatetico Bargello beneventano: le opere di Xhixha sarebbero infatti guardate a vista dalle grandi statue bronzee di lavoratori “appese” sulla facciata dell’ex INAIL e, sia pure di sbieco, dal grande discobolo della palestra Alfredo Amato della scuola Mazzini. Il quale, invece di concentrarsi come da canone sul suo corpo, per non vedere le condizioni in cui versa guarda in avanti”, conclude Iorio.

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