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Galilei Vetrone, gli studenti dell’indirizzo CAT presentano rilievo 3D del Complesso di Santa Sofia

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La storia millenaria dei Longobardi incontra l’innovazione digitale grazie agli studenti dell’IIS Galilei-Vetrone. Si è tenuto questa mattina l’evento conclusivo del modulo 7 “Complesso Monumentale di Santa Sofia”, percorso inserito nel programma Scuola Viva finanziato dalla Regione Campania. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli allievi delle classi terze, quarte e quinte dell’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT), impegnati nel rilievo integrale e nella restituzione 3D del sito Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

“In una fase iniziale – ha spiegato il docente Ignazio De Lucia – abbiamo fatto dei seminari di approfondimento sul complesso monumentale, ricerche archivistiche. Poi abbiamo operato direttamente sul campo rilievi con il laser scanner. Poi con la metodologia BIM abbiamo riprodotto tutti quei grafici che ci hanno consentito di realizzare la stampa“. 

L’iniziativa è stata sviluppata in stretta collaborazione con partner di rilievo come Confindustria, ANCE e Formedil. L’esperienza ha permesso, da un lato, di rafforzare il senso di appartenenza al territorio, promuovendo il rispetto e la tutela dei beni culturali; dall’altro, ha puntato a rilanciare una figura tecnica in continua evoluzione.

“I nostri studenti sono degli ottimi tecnici rilevatori, utilizzano tecnologia con laser scanner e con droni. Utilizzano bene la tecnologia BIM che gli consente comunque la restituzione grafica e tridimensionale di tutti quanti i manufatti architettonici, sia di rilievo che di progettazione”

Presente all’appuntamento anche l’arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca che si è soffermato sull’importanza del lavoro di squadra. “Tutti siamo importanti. Nessuno può ritenersi superiore all’altro, anche il lavoro più umile e nascosto è prezioso”, ha detto Accrocca che portato la sua esperienza personale:  “Sono uno storico e spesso mi imbatto in manoscritti antichi che sono arrivati fino a noi in ottimo stato. Di chi è il merito? Dell’autore, certo, ma anche di quell’uomo che la storia non ricorderà mai che, con competenza, ha preparato l’inchiostro giusto“.

“Se si sbaglia la miscela – ha aggiunto – alcune sostanze presenti nell’ inchiostro può forare la carta o la pergamena e, nel giro di qualche decennio, far perdere il contenuto del lavoro. Quindi, tutti siamo importanti e nessun lavoro è meno dignitoso dell’altro”. L’Arcivescovo ha, infine, invitato i ragazzi a proseguire il loro impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico della nostra Provincia.

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