POLITICA
Mastella lancia ufficialmente la candidatura del figlio Pellegrino alle prossime Regionali

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La politica campana si prepara a un nuovo, significativo, passaggio di testimone. Clemente Mastella, sindaco di Benevento e figura storica della politica italiana, si appresta a lanciare la candidatura del figlio Pellegrino alle prossime elezioni regionali. Una mossa – già nota da settimane alla stampa locale – che non è solo una scelta familiare, ma un vero e proprio “passaggio di brand”, come lo stesso ex ministro ha definito il cognome Mastella in una recente intervista esclusiva al Corriere del Mezzogiorno, che ora ne sancisce l’ufficialità.
La decisione di puntare su Pellegrino non è casuale, ma arriva dopo un periodo di riflessione e una serie di delusioni che hanno spinto Mastella a puntare sulla continuità familiare. Clemente Mastella non nasconde l’amarezza per le delusioni subite, citando specificamente due figure chiave della giunta De Luca in Campania: “Io e mia moglie Sandra siamo rimasti molto scottati dal consigliere regionale (Gino Abbate, ndr) che abbiamo sostenuto e dall’assessore regionale al Turismo (Felice Casucci, ndr)… entrambi, poi, ci hanno traditi”.
Una rottura che ha creato un vuoto che gli amici di Mastella hanno suggerito di colmare in modo naturale: candidando il figlio. Una mossa che il sindaco giustifica con pragmatismo politico: “Il cognome Mastella, per la nostra piccola comunità sannita, è come un brand”. Un brand da non disperdere, soprattutto ora che la moglie, Sandra Lonardo, ex parlamentare, ha lasciato la vita politica attiva. “E allora meglio rivolgersi a forze fresche.”
La candidatura di Pellegrino porta con sé un singolare consiglio paterno, che rivela un tocco di politica “vecchio stile” e un’attenzione maniacale all’immagine. Alla domanda sulla volontà del figlio, Mastella rispolvera un aneddoto del Cavaliere: “Vuole farlo, ma non sono d’accordo con lui sulla barba: Berlusconi aveva ragione, quelli con la barba non hanno un impatto immediato sulla gente. Insomma, farebbe bene a radersi se vuole fare…”
Una battuta che evidenzia come per Mastella la politica sia fatta anche di percezioni e simboli, dove un look “pulito” e tradizionale può fare la differenza nel conquistare il consenso popolare.
L’intervista al Corriere del Mezzogiorno si allarga poi a un’analisi più amara della politica contemporanea. Mastella denuncia la mancanza di “palestre di formazione politica” e la trasformazione dei partiti in “ectoplasmi”. In questo vuoto, l’unica vera “comunità” in cui si può instaurare un rapporto di fiducia è la famiglia. Una visione chiara, che riflette la realtà di una politica sempre più personalizzata e meno ideologica.
A riprova di questa tendenza, Mastella conclude citando altri esempi dal panorama campano, come la lotta tra Vincenzo De Luca e Gaetano Manfredi, definendo i due leader come “piccoli Putin” in piena “tregua”, e menziona altri esponenti politici i cui figli o consorti sono attivi in politica. “Il figlio di De Luca fa il deputato e ora anche il segretario regionale del Pd, mentre il padre prepara una lista civica alle elezioni; Fraioianni ha la moglie parlamentare; il mio amico Franceschini pure. E poi si impuntano.”