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La lettera dei pendolari Benevento–Roma: “Rimborsi inutili, vogliamo arrivare al lavoro”

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Una “presa in giro”. Così definiscono le misure proposte da Trenitalia i pendolari della tratta Benevento–Roma, alle prese con l’interruzione del servizio ferroviario prevista dal 15 al 27 settembre. In una nota diffusa nelle ultime ore, un gruppo di utenti abituali del collegamento denuncia pubblicamente la situazione, parlando di disagi gravissimi, costi insostenibili e “l’ennesima prevaricazione ai danni dei cittadini del Sannio”.
“Non ci interessa un rimborso parziale dell’abbonamento – scrivono i pendolari –. Noi vogliamo solo poter raggiungere Roma per lavorare, come facciamo ogni giorno. Le alternative offerte da Trenitalia non risolvono nulla”.
Il cuore della protesta riguarda proprio l’efficacia delle misure compensative previste: secondo quanto comunicato, i titolari di abbonamento potranno usufruire gratuitamente di bus sostitutivi fino a Caserta, ma da lì in poi dovranno acquistare i biglietti (con prenotazione obbligatoria) per viaggiare sui Frecciarossa da Caserta a Roma.
“Un’alternativa impraticabile – spiegano –. I biglietti di seconda classe risultano sempre esauriti, ogni mese è una corsa contro il tempo per prenotare. L’unica soluzione sarebbe acquistare quelli di prima classe, a un costo medio tra i 20 e i 25 euro a tratta. E tutto questo nonostante abbiamo già pagato un abbonamento”.
Nel mirino anche la mancanza di un sistema di prenotazione riservato agli abbonati, che – spiegano – li costringe, nella migliore delle ipotesi, a spese aggiuntive quotidiane, e nella peggiore a saltare giorni di lavoro.
“Ci viene detto che potremo viaggiare gratis fino a Caserta. Bene, ma a noi serve arrivare a Roma. Se va avanti così, potremmo utilizzare questo “servizio” per andare a visitare la Reggia, sfruttando le ferie che saremo costretti a prendere perché impossibilitati a raggiungere il nostro posto di lavoro”.
Una situazione paradossale, aggravata – aggiungono – dal sovraffollamento cronico dei treni sulla tratta Caserta-Roma, dall’assenza di tutele per i titolari di carnet e dalla mancanza di comunicazione efficace da parte dell’azienda.
“È l’ennesima scelta calata dall’alto senza considerare le reali esigenze dei pendolari. Non chiediamo rimborsi simbolici: chiediamo un collegamento reale ed efficiente con Roma, compreso nell’abbonamento che abbiamo regolarmente acquistato”.
I pendolari lanciano un appello alle istituzioni locali e regionali affinché si facciano portavoce della protesta presso Trenitalia. “Speriamo che qualcuno, al di là degli annunci, capisca in che situazione grottesca ci troviamo”.