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Sindacati

Provincia, posti dirigenziali da occupare mentre gli enti vanno verso lo svuotamento delle funzioni

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“Abbiamo avuto notizia che, nella seduta del 30 dicembre 2011, la Giunta Provinciale – scrivono in una nota  Giannaserena Franzé in rappresentanza della segretaria provinciale della Funzione Pubblica Cgil e la Rsu del medesimo sindacato, Serafino De Bellis, Gabriella Gomma, Carlo Mirra – ha adottato una deliberazione di indirizzi (ancora non pubblicata!) per la costituzione di rapporto di lavoro dirigenziali a tempo indeterminato (n. 1), a tempo determinato (n. 2) ed extra dotazione organica (n. 2).

Relativamente alla costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, siano essi dirigenti o non, la normativa vigente consente nuove assunzioni nel limite del 20% della spesa del personale cessato nell’anno precedente.
Per quel che ci risulta la spesa del personale a tempo indeterminato, cessato nel 2011, ammonta a circa 350.000 euro, per cui il 20% della stessa è pari a circa 70.000 euro.
Tale somma non consente l’assunzione di dirigenti a tempo indeterminato in quanto la somma necessaria è di gran lunga superiore (circa € 110.000,00).

Tra l’altro, anche se ciò fosse possibile, non si capisce la volontà dell’Amministrazione di coprire un posto di dirigente a tempo indeterminato, quando l’art. 23 della legge 214 del 2011 (la legge di conversione del cosiddetto decreto Salva Italia) di fatto svuota di quasi tutte le competenze le Province lasciando alle stesse ‘esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze’ e trasferisce ‘ai Comuni, entro il 31 dicembre 2012, le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province, salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza’. Il comma 19 del suddetto art. 23, dispone, inoltre, che: ‘Lo Stato e le Regioni, secondo le rispettive competenze, provvedono altresì al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l’esercizio delle funzioni trasferite, assicurando nell’ambito delle medesime risorse il necessario supporto di segreteria per l’operatività degli organi della provincia’.

La Fp Cgil e la Rsu Cgil propongono, invece, che la somma disponibile venga utilizzata per le seguenti finalità:
1. Superamento della categoria ‘A’;
2. Espletamento di concorsi per l’assunzione di personale a tempo indeterminato per le categorie B, C e D con riserva, per ciascuna categoria, agli interni e (progressioni verticali).
Relativamente al punto 1, il superamento della Categoria ‘A’ è finalizzato innanzitutto a tutelare i dipendenti inquadrati in tale categoria in vista del passaggio delle competenze delle Province ai Comuni o alle Regioni ai sensi della citata legge n. 214/2011. Inoltre, non è più concepibile che esista personale ancora inquadrato nella categoria ‘A’.
In tale categoria, infatti, si trovano gli ‘uscieri’, gli ‘autisti’ (tra cui anche quelli delle autovetture di rappresentanza), i ‘custodi del Museo del Sannio’, ecc. Tutti essi svolgono mansioni non più ascrivibili alla categoria di appartenenza ma a quella superiore.

Per il superamento di tale categoria ed il passaggio del personale nella categoria ‘B’, si potrebbe, per esempio, utilizzare una parte delle somme annualmente destinate alla formazione per organizzare dei corsi di riqualificazione riservati al personale attualmente inquadrato nella categoria ‘A’. Tra l’altro, la somma complessiva necessaria per poter effettuare tali passaggi di categoria è molto limitata in quanto si tratta di circa 20 dipendenti e la differenza stipendiale annua media tra un dipendente di categoria ‘A’ e uno di categoria ‘B’ è di circa 250/300 euro. E addirittura per il personale già inquadrato nella categoria ‘A5’ (ne sono 12) non c’è alcun costo aggiuntivo. Pertanto il costo complessivo per attuare tale proposta ammonta a circa 3500 euro annui.

Per quanto riguarda il punto 2, invece, con i concorsi esterni e le progressioni verticali, si otterrebbero due risultati:
– dare un giusto riconoscimento, anche se purtroppo molto limitato, a personale interno; ci sono, infatti, molti dipendenti della Provincia di Benevento, attualmente inquadrati nelle categorie B e C, che hanno i titoli culturali, la professionalità, le competenze per poter aspirare a svolgere mansioni della categoria superiore;
– consentire a due/tre giovani di poter finalmente entrare nel mondo del lavoro, in un’amministrazione pubblica.
Allo stesso modo, anche per quel che riguarda i dirigenti a tempo determinato, se proprio ve n’è necessità, chiediamo che essi siano individuati tra il personale interno all’Ente, perché vi sono le professionalità giuste e con una spesa dimezzata. Inoltre, per essi, probabilmente non si applica il limite dell’8 o 18% previsto dal D. Lgs 150/2009 (decreto Brunetta) e successive modifiche e integrazioni.

Relativamente, infine, alla volontà di individuare dirigenti extra dotazione organica, si chiede di rinunciarvi e utilizzare i risparmi di spesa per l’assunzione a tempo determinato di altro personale impiegatizio (sia tecnico che amministrativo), per poter consentire a giovani di poter fare esperienza lavorativa in una Pubblica Amministrazione”.

 

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