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Opinioni

‘A politica è ‘nata cosa

Se ne sarà fatte di risate, Clemente Mastella, nel prendere atto del veto posto da Emma Bonino a Matteo Renzi sulla sua persona quale condizione irrinunciabile per chiudere l’accordo in chiave europea. Avrà riso assai, ameno per tre motivi. Proviamo a ridere insieme a lui

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Quando Clemente Mastella ha letto l’indiscrezione di Repubblica, secondo cui + Europa avrebbe imposto a Renzi l’esclusione di “Noi di Centro” come condizione irrinunciabile per un accordo in chiave europea, avrà certamente riso di gusto.

In primo luogo perché nella sua testa queste elezioni europee rappresentano solo un passaggio funzionale ad alimentare la strategia sul piano regionale, ovvero a saldare il destino di “Noi di Centro” a quello del gruppo dirigente di Italia Viva in Campania. Mastella non ha nessuna necessità di esprimere candidature in questa tornata, ha solo la necessità di misurarsi sui territori, per dimostrare il proprio peso, mettendo la propria utilità marginale a servizio di Italia Viva, perché la sua priorità è quella di uscire dall’isolamento, di recuperare una prospettiva in vista delle prossime elezioni regionali. Nessun veto potrebbe impedirgli di mobilitare il suo elettorato, di tenere fede al patto con Renzi. E infatti è quel che Mastella ha dichiarato per commentare l’indiscrezione di cui sopra.

In seconda battuta avrà riso perché è quantomeno paradossale il fatto che Bonino abbia posto a uno come Renzi, con la reputazione di Renzi, il veto sulla sua persona. Insomma, parliamo uno che da Senatore fa il conferenziere per il governo saudita, dieci anni fa voleva fare la rivoluzione nel nome della nuova sinistra europea, prometteva di rottamare tutti i Mastella d’Italia, portò il Pd nel Partito Socialista Europeo e oggi fa il liberale, promise di ritirarsi dal proscenio politico qualora gli italiani avessero bocciato le sue riforme e sta ancora là, è di gran lunga il personaggio pubblico più inviso agli italiani.

Lui, il Clemente Nazionale, è un meme vivente che suscita simpatia ad ogni latitudine, è uno che sta sulla scena da mezzo secolo e balla ancora come il primo giorno, uno dei volti più Pop del Bel Paese, uno che può vantare persino una foto con Lenny Kravitz. Detta altrimenti, se c’è un puzzone tra i due non è lui. Che tra l’altro è pure l’unico che può dire di avere voti da mettere sul piatto.

Infine, Clemente avrà riso di gusto pensando a Totò Cuffaro, sul cui capo pure si sarebbe abbattuto il veto di Emma Bonino. Avrà riso di gusto cedendo anche a qualche lacrima di nostalgia, immaginando quel che sarebbe potuto essere di Italia Viva e del Terzo Polo se al posto di Renzi e Calenda ci fossero lui e Totò con trent’anni di meno, ma soprattutto immaginando la faccia della Bonino il prossimo dieci giugno, quando leggerà le percentuali raccolte nel Sannio e in Sicilia.

Donna straordinaria, Emma. Ma ‘a politica è ‘nata cosa.

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