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Comune di Benevento

M5s contro Mastella: “L’acqua non è una merce e va sottratta a logiche di mercato”

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“Fino a quando ci sarà e non cambia la logica secondo una dimensione che è quella della proposta Daga… noi abbiamo il dovere di essere sul mercato”: questo il ragionamento di Mastella a giustificazione del via libera all’aumento di capitale della Gesesa, con ridimensionamento azionario del Comune di Benevento, mirante ad assecondare le strategie espansionistiche della Spa,  distratta ad illuminare monumenti, tenendo in ombra i cittadini sugli esiti dei controlli sul tetracloroetilene.

Come da noi illustrato in Consiglio prima della dichiarazione di voto contrario alla proposta, – scrivono Marianna Farese e Anna Maria Mollica, consiglieri M5s a Palazzo Mosti – risulta già completato alla Camera il ciclo di audizioni sul disegno di legge n.52 ad oggetto “Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque”, di cui è prima firmataria la deputata del MoVimento 5 Stelle Federica Daga e che, inquadrato nella previsione dell’articolo 43 della Costituzione, rispetta finalmente la volontà dei 27 milioni di italiani che nel 2011 hanno votato contro la privatizzazione dell’acqua. All’entrata in vigore della legge, le aziende esistenti dovrebbero essere ripubblicizzate grazie a quote del Ministero dell’Ambiente, con interruzioni delle concessioni al 31 dicembre 2020, data esattamente coincidente con la scadenza della durata fissata dall’art. 3 dello Statuto della Gesesa.

Secondo l’art.17 del Testo Unico delle Società Partecipate, la durata della società partecipata non può essere superiore alla durata dell’appalto e lo statuto deve prevedere meccanismi idonei a determinare lo scioglimento del rapporto societario in caso di risoluzione del contratto di servizio. Tale adeguamento, previsto dalla Legge entro il limite massimo del 31 dicembre 2017, non è mai avvenuto e il Comune di Benevento, in serena attesa del “cambio di logica” a livello normativo, prima  ha sottoscritto il 17 luglio 2018 l’impugnabile convenzione che prevede l’affidamento per la gestione del Servizio Idrico Integrato alla Gesesa fino al 30 giugno 2022, cioè  fino ad un anno e mezzo dopo l’avvenuta scadenza della Società e, poi, giocando d’anticipo di un anno rispetto alla naturale scadenza della partecipata, ne ha addirittura prorogato l’esistenza  fino  a tutto il 2050!

Per il MoVimento 5 Stelle – proseguono nella nota – l’acqua non è una merce e va sottratta a logiche di mercato. Privatizzarla vuol dire ledere un diritto naturale dell’umanità. L’acqua pubblica è la nostra prima stella ed è il secondo punto del Contratto di Governo.

Come ripete giustamente padre Alex Zanotelli: “non si può fare profitto sull’acqua”.

Il sindaco Mastella e la sua maggioranza, non obbligati a raccogliere l’invito del comitato sannita Acqua Bene Comune a rispettare i dettami dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco e l’esito del Referendum consultivo richiesto da oltre tremila beneventani, – concludono Mollica e Farese – non hanno preso in alcuna considerazione neanche la risoluzione legislativa del Parlamento Europeo del 15 gennaio 2014, la quale non solo “non impone la privatizzazione delle imprese pubbliche che forniscono servizi al pubblico”, ma riconosce la particolare natura dell’acqua come un bene pubblico, escluso dall’obbligo di applicazione degli appalti e delle concessioni.

Il 22 marzo 2019, Giornata Mondiale dell’Acqua, l’amministrazione Mastella ha deciso di inferire un colpo mortale all’acqua pubblica. Purtuttavia, prima di esternare i suoi rituali attacchi al Movimento 5 Stelle che ha espresso voto contrario, Il Sindaco ha dovuto ammettere mesto: Se passa la proposta Daga nelle aule, cambia la natura e, quindi, come tale, tutto quello che stiamo dicendo oggi non ha più senso!”.

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