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CULTURA

Presentata la collana “Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del ‘500”

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Presentata, nell’ambito della rassegna “StregArti. Premio Arco di Traiano“, la collana “Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del ‘500”, lavoro pubblicato da ABE (Arturo Bascetta Editore). Primo testo scelto “Il dragone di Eliseo Danza ed altre storie”, di Virgilio Iandiorio, latinista, preside e studioso.

Danza è stato tradotto per la prima volta, per intero, dal latino all’italiano, così come avvenuto per il “De Bello Neapolitano” di Giovanni Pontano. Attraverso i resoconti del giurista Danza e di altri cronisti, lo scrittore ha ricostruito alcune fra le vicende più significative ed interessanti, sconosciute ai più, perché lontane dai resoconti della storia ufficiale.

Con la giornalista Maria Ricca, moderatrice dell’incontro, introdotto dall’editore Arturo Bascetta, Iandiorio ha illustrato al pubblico la storia del dragone comparso nel Cinquecento tra Montefusco a Benevento, affrontato ed ucciso, a costo della vita, dal generoso nobile Antonello Castiglione, della spudorata “banditessa” Grazia Napoletano, delle beneventane definite “selvagge”, ovvero fiere e indomite, in una parola “Streghe”. Spazio infine alla vicenda di Zoto, bandito e brigante e al ricordo del culto di S. Barbato, il Vescovo che convertì i Longobardi al cattolicesimo.

L’incontro si è chiuso con la considerazione che il fenomeno culturale delle Streghe di Benevento va letto come autorappresentazione identitaria della civiltà che lo espresse e non come evoluzione di miti e riti già presenti nell’antichità. A fine serata la casa editrice ABE ha donato al presidente della Proloco Samnium e direttore organizzativo di “StregArti”, Giuseppe Petito, una preziosa penna stilografica.

Prossimo appuntamento con la presentazione del secondo volume incentrato sul Terremoto del 1348 che rase al suolo Benevento, Campobasso e Foggia e che portò alla nascita della città di oggi con 29 paesi del nuovo Sannio, è per domenica 21 gennaio, alle 18.00, sempre a Palazzo Paolo V del capoluogo sannita.

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