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‘La visita al Teatro Romano non vale il biglietto’

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Una recente visita al Teatro Romano di Benevento ha fornito – all’archeologo Luigi Pedroni, del quale pubblichiamo la nota diffusa agli organi di informazione – “lo spunto per una riflessione sulla conservazione e la fruibilità del monumento che sembra interessato da lavori di consolidamento o restauro i quali però appaiono fermi da tempo. Anche volendo sorvolare sulla presenza di erbacce cresciute pericolosamente sui muri un po’ ovunque, non possono non suscitare apprensione i sacchetti di immondizia e calcinacci ammassati ormai da settimane all’esterno del teatro, presso la rampa della Chiesa di S. Maria della Verità, la cui rimozione sarebbe doverosa; attrezzi e materiali edili giacenti sotto gli archi di sostruzione della cavea, poi, potrebbero essere meglio custoditi piuttosto che essere lasciati alla portata dei visitatori; infine, la fatiscente copertura dei resti delle crustae marmoree che ancora decorano la parte posteriore dell’ingresso settentrionale alla scena dovrebbe essere sostituita al più presto. Tra i piccoli, ma opportuni, interventi da realizzare con uguale sollecitudine vi sarebbe la pulizia di alcuni lacerti di mosaico abbandonati presso l’ingresso coperti dal guano corrosivo dei piccioni e la sistemazione di alcune sculture lungo l’attuale viale d’accesso che si trovano inspiegabilmente coricate”.
“Il visitatore, infine, gradirebbe vedere illustrati i frammenti architettonici esposti, essere meglio informato sul teatro e la sua storia, ma anche sugli imperatori Adriano e Caracalla, promotori di noti interventi strutturali sul monumento. A tale scopo, – conclude Pedroni – pur non volendo (o potendo) creare una struttura apposita, i corridoi sottostanti le gradinate potrebbero essere sfruttati come spazio espositivo per accogliere pannelli esplicativi, semmai multimediali, e più in generale mostre temporanee di carattere storico-archeologico. Solo in questo modo, dopo una serie di interventi di restauro e valorizzazione, potrebbe forse risultare giustificato il pagamento di un biglietto d’ingresso che altrimenti sarebbe più corretto abolire”.

 

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