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Valle Telesina

Limatola, Di Lorenzo abbandona il Consiglio comunale e protesta contro il mancato accesso agli atti pubblici

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L’esponente della minoranza al Comune di Limatola, Pietro Di Lorenzo, abbandona i lavori del consiglio comunale per protestare contro il mancato accesso agli atti. “Da oltre due anni – scrive in una nota – il sindaco continua ad ostacolare la normale attività istituzionale del consigliere. Non sono serviti i tanti interventi dei prefetti e gli appelli. Finanche le richieste di consiglio elaborate con tanto impegno dalla minoranza su temi vitali per il paese, come le scuole, il servizio idrico, l’occupazione e la crisi economica, la raccolta rifiuti, lo staff del sindaco ed il futuro dei dipendenti comunali, gli sprechi e l’efficienza dei servizi comunali, sono state banalizzate e rese inutili dal mancato accesso agli atti”.

“Per la Tares – aggiunge – c’è voluto il ricorso al TAR, con il Comune che è stato condannato ed il sindaco, dopo un ennesimo ricorso, ha inviato al consigliere Di Lorenzo solo parte della documentazione”.

Di Lorenzo passa poi all’episodio che lo ha visto protagonista nella giornata di ieri: il consiglio comunale convocato su richiesta della minoranza per discutere sull’alienazione del chiosco bar l’ottagono attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, avvenuto – a parere dell’opposizione – in contrasto con il regolamento approvato con delibera di consiglio comunale n° 10 del 24.4.2013.

“Nemmeno stavolta – spiega l’esponente della minoranza – è stato possibile avere l’accesso agli atti”. Di Lorenzo subito dopo l’appello ha chiesto la parola ed ha letto un documento, poi allegato alla delibera, in cui precisa di aver chiesto, a suo tempo, l’accesso agli atti indispensabili per lo svolgimento dell’attività istituzionale per preparare la proposta per il consiglio odierno. Ma – secondo quanto scive – i documenti non sono stati messi a disposizione. Ha rimarcato che la mancata conoscenza di documenti essenziali incide sulla consapevolezza della proposta di deliberazione su cui è chiamato ad esprimere il voto, tanto da condizionare negativamente le prerogative del consigliere. Alla fine ha abbandonato l’aula.

Per la cronaca – conclude – il consiglio si è poi svolto (si fa per dire) tra le ulteriori inutili richieste di atti e licenze edilizie dell’altro consigliere di minoranza, che alla fine ha proposto di rinviare l’argomento. Ma la maggioranza in maniera compatta ha bocciato il rinvio. Tanto è chiaro che senza la conoscenza degli atti amministrativi, nessuna proposta deliberativa si può fare. A questo punto sembra essere chiaro che a Limatola ci sono consiglieri comunali di serie A e quelli di serie B. Per le Istituzioni è più di un campanello d’allarme”.

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