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Provincia di Benevento

La Provincia e la sua classe dirigente nell’Alto Sannio

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Ormai prossimi ai festeggiamenti per i 150 anni della Provincia sannita, si moltiplicano le iniziative che mirano alla riscoperta e valorizzazione di temi, accadimenti e personaggi che hanno fatto la storia del territorio nel periodo che coincide con l’Unità d’Italia. In proposito, presso l’aula consiliare del comune di Campolattaro si è svolto un incontro sul tema: “Classi dirigenti nell’Italia unita: i protagonisti nell’alto Sannio”, promosso dall’associazione Nuova Morcone Nostra e dal centro culturale per lo studio della Civiltà Contadina nel Sannio, curato da Tommaso Paolucci con lo scopo di “ricordare quelle classi dirigenti, bene o male, hanno contribuito a fare l’unità nella Provincia e quindi il clima culturale dei nostri paesi nel quale quest’adesione è maturata”.
Partendo da una riflessione del concetto di classe dirigente nella storia contemporanea, tante sono state le personalità che hanno reso possibile la realizzazione dell’Unità d’Italia e della Provincia: “Il concetto di classe dirigente – ha spiegato Adriana Di Leo, dell’Università di Salerno – nella nuova formulazione tiene presente gli studi di Bruno Buongiovanni, che ha analizzato la formazione della classe dirigente, facendo una distinzione tra concetto di classe e appunto classe dirigente, e Paolo Macry, che ha approfondito il crollo dello Stato come è accaduto nel 1860 nel Mezzogiorno”.
Consiglieri provinciali, sindaci, esponenti del mondo della cultura e dell’imprenditoria, tanti i nomi di cui si conservano tracce importanti negli archivi pubblici e privati, come ad esempio Urbano De Agostini, figura emblematica che ha avuto un ruolo di primo piano nell’economia agraia dell’Alto Sannio: “Un grosso personaggio – ha ricordato Annibale Laudato, direttore del Centro Culturale di Campolattaro – conosciuto in ambito locale e provinciale perché è stato sindaco di Campolattaro fra laf ine dell’800 e gli inizi del ‘900, nonché presidente della Provincia E’ una figura emblematica per le zone dell’Alto Tammaro perché si è adoperato per la rinascita del mondo contadino, oltre ad essere tra gli artefici della costruzione della famosa strada Bebiana”.

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