SOCIETA'
Oltre duemila visitatori alla Notte della Ricerca dell’Unisannio
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È stata una serata di scienza vissuta sul campo quella che venerdi 25 settembre ha animatoPalazzo San Domenico e l’Hortus Conclusus, per la Notte della Ricerca UNISANNIO 2026. Più di 2mila partecipanti tra adulti e bambini.
Nel Chiostro di San Domenico hanno preso forma esperimenti, dimostrazioni e tecnologie sviluppate nei laboratori dell’Ateneo: dalla robotica all’IA, dalla statistica al marketing, fino alle applicazioni per la salute, l’ambiente e la sicurezza.
A catalizzare l’attenzione sono stati soprattutto i robot e i prototipi dedicati alla medicina e alle emergenze. Tra questi, una mano robotica capace di utilizzare l’attività muscolare e dispositivi pensati per possibili impieghi in ambito ospedaliero e nelle aree colpite da calamità.
Ma la serata ha mostrato anche una ricerca molto vicina alla vita quotidiana: tecnologie per il monitoraggio del territorio, prevenzione del rischio idrogeologico, smart city, energie rinnovabili e strumenti per analizzare movimento e prestazioni sportive.
All’Hortus Conclusus la ricerca ha trovato un linguaggio diverso, quello del teatro. Con “Voci e luci della scienza”, le studentesse e gli studenti del CUT – Centro Universitario Teatrale dell’Università del Sannio hanno trasformato le storie dei grandi scienziati in una narrazionefatta di parole, luci e suggestioni.
La performance era inserita nelle attività di PRO-BEN PRIMA, progetto dell’Università dedicato alla prevenzione e alla promozione del benessere psicofisico della popolazione studentesca. In questa prospettiva, il teatro non è stato soltanto una forma di spettacolo, ma uno spazio di espressione, creatività, relazione e partecipazione: elementi attraverso i quali la cultura può contribuire alla costruzione di condizioni favorevoli al benessere.
E proprio questo il filo che ha unito teatro e ricerca: raccontare la scienza attraverso le persone e le emozioni, offrendo agli studenti un’occasione per mettersi in gioco e al pubblico un modo diverso di avvicinarsi alla conoscenza.
Accanto alla performance teatrale, l’Hortus ha ospitato anche gli incontri botanici, aggiungendo alla serata una dimensione legata alla natura e alla conoscenza del patrimonio vegetale del giardino. Il programma si è poi completato con le osservazioni astronomiche curate dal Gruppo Astrofili Beneventani, con lo sguardo rivolto verso il cielo e Saturno tra i protagonisti della serata.
Una Notte della Ricerca, dunque, fatta di volti, esperimenti e dimostrazioni, ma anche di spettacolo e partecipazione. L’iniziativaha offerto una fotografia concreta del lavoro svolto dall’Università del Sannio e delle sue possibili ricadute sul territorio. Per qualche ora il Rettorato di Piazza Guerrazzi è diventato un laboratorio aperto e l’Hortus un palcoscenico sotto le stelle. E Benevento ha potuto vedere da vicino una parte della ricerca che normalmente resta dietro le porte dei laboratori.



