POLITICA
Sinistra Italiana, Ferella e Cirocco: “Dopo le amministrative serve un vero radicamento nelle aree interne”
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“Le ultime elezioni amministrative nella provincia di Benevento hanno sostanzialmente confermato sindaci, assetti politici e coalizioni già consolidate. Un dato che merita rispetto democratico, ma che allo stesso tempo apre a una riflessione sincera sul ruolo di Sinistra Italiana nella provincia sannita. Nei comuni al voto, in questa tornata elettorale, non sono stati espressi candidati direttamente riconducibili al partito. Non è cresciuta, dunque, la presenza nei territori capace di rafforzare la capacità di interpretare le dinamiche delle comunità locali e di riportarne le istanze nei luoghi istituzionali, a partire dalla Regione Campania”. Così in una nota Lucio Ferella e Rocco Cirocco esponenti di Sinistra Italiana.
“Va riconosciuto il lavoro svolto a Benevento città, dove esiste un impegno politico e amministrativo reale, anche se rischia di essere schiacciato dalle vicende, pur rilevanti, dell’amministrazione comunale. Tuttavia, Sinistra Italiana, per rappresentare davvero le aree interne, non può limitarsi al perimetro cittadino né costruire la propria identità solo in chiave oppositiva.
Serve una struttura più ampia e radicata, capace di affrontare temi centrali come lavoro, sanità pubblica, gestione dell’acqua, trasporti, scuola, energia, spopolamento e diritto a restare. Senza questo radicamento territoriale, il dibattito sul futuro delle aree interne rischia di restare solo retorica.
In questo percorso vengono riconosciuti il lavoro di Nicola Fratoianni a livello nazionale, di Tonino Scala a livello regionale e di Andrea De Simone sul piano organizzativo territoriale, insieme all’impegno del circolo di Benevento che ha mantenuto vivo uno spazio politico in anni difficili. Tutti questi elementi sono considerati punti di partenza e non di arrivo.
Sinistra Italiana si trova ancora in una fase di costruzione e ha la necessità di aprire spazi reali di partecipazione, con un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni e la creazione di luoghi di confronto e conflitto sociale in grado di incidere concretamente sulle scelte delle comunità.
Infine, viene sottolineata l’importanza di affrontare con chiarezza il tema delle coalizioni, evitando sia l’isolamento sia la dispersione dentro alleanze prive di identità. Il cosiddetto “campo largo” dovrebbe basarsi su contenuti e temi concreti – sanità, scuola, mobilità, lavoro e welfare – più che su accordi di convenienza politica.
Si invita quindi a superare tatticismi e logiche di pura conta, per costruire invece una proposta politica coerente e condivisa, mentre si segnala come le attuali dinamiche rischino di allontanare la politica dai problemi reali dei territori”, concludono Cirocco e Ferella.



