fbpx
Connettiti con noi
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio
Annuncio

POLITICA

Canu: “Lascio il PD, non condivido più linea e gestione”

Pubblicato

su

Ascolta la lettura dell'articolo

“Mai avrei immaginato di scrivere questo comunicato, ma esistono valori, modalità e idee, in politica come nella vita, che non possono essere traditi. Dopo una lunga riflessione su motivazioni squisitamente politiche, ho deciso di lasciare il Partito Democratico dopo una lunga militanza durata 14 anni”. Così in una nota Pio Canu, ex vice segretario del PD Sannio. 

“Una militanza – spiega – che non rinnego, caratterizzata da anni di grandi battaglie, di soddisfazioni e delusioni. Anni in cui ho avuto il privilegio e l’onore di ricoprire molteplici responsabilità: da coordinatore del dipartimento ambiente e sviluppo sostenibile, a coordinatore di staff al Parlamento Europeo per la circoscrizione Sud, fino alle collaborazioni con Consiglieri Regionali, Deputati e Senatori, e in ultimo il ruolo di Vice Segretario Provinciale del PD Sannio. Esperienze e relazioni umane che porterò sempre con me.

Per formazione politica e culturale sono orgogliosamente un socialista liberale di scuola rosselliana e, come tale, sono garantista, progressista, antiproibizionista e riformista. Valori ed idee che mi hanno sempre guidato nella mia azione politica così come nella vita di tutti i giorni. Valori che mai tradirò.

In piena coerenza con il mio pensiero politico ed umano, consapevole delle ormai numerose divergenze con l’azione politica del PD nazionale, ho deciso di lasciare una formazione politica a cui non mi sento di appartenere più.

Sebbene i maggiori motivi di divergenza risiedano nella politica nazionale, è da sottolineare una mancanza di condivisione anche nella gestione locale del partito, rispetto alla quale mi sono più volte espresso contrario, a partire dallo scarso coinvolgimento degli amministratori pubblici.

Nonostante i tanti amici democratici di grande valore politico ed umano, venendo meno la fiducia e la condivisione di un percorso politico con l’attuale classe dirigente provinciale, non posso non essere coerente.

Con altrettanta coerenza devo far fronte alle troppe divergenze con un partito che, a livello nazionale, sembra brancolare nel buio senza una chiara visione politica e senza una programmazione seria sul lungo periodo. Dal referendum giustizia, alla gestione della guerra tra Israele e Palestina, passando per il tema Ucraina e la situazione europea, sono in netta contrapposizione con le scelte del mio ormai ex partito.

Sul referendum giustizia, al contrario della grande maggioranza del PD, resto coerente con la mia storia politica e con le mie idee, sostenendo convintamente le ragioni del SÌ. L’errore di trasformare una riforma così importante e storicamente di sinistra in una battaglia personale contro il Governo Meloni è un forte segnale di debolezza politica e culturale che mai avremmo dovuto commettere. Sarebbe stato utile ragionare come comunità democratica sul tema della riforma e non su chi ha presentato il referendum.

Come disse un mio punto di riferimento politico, Ernesto Rossi: “Se un fascista dice che piove, e piove, ha ragione il fascista”. Invece, gran parte del centrosinistra preferisce rinnegare la realtà pur di andare contro l’avversario politico.

Sulle tematiche ambientali e sulla sicurezza energetica si è affrontata poco e male la questione. Ancora oggi si fa fatica a riconoscere l’importanza dell’economia circolare, la necessità dei termovalorizzatori, la fondamentale importanza del mix energetico rinnovabili/nucleare ed il sostegno al comparto della green economy e dell’agritech.

Sulla questione Israele-Palestina, altro clamoroso errore del mio ex partito è stato fomentare un clima di antisemitismo, dando riconoscimento e voce alle frange più fondamentaliste del fronte pro-Palestina, più vicine ad Hamas che al popolo palestinese. Da socialista ho sempre difeso le ragioni della Palestina, riconoscendo la via della pace e la soluzione dei due popoli e due Stati, condannando sempre però gruppi terroristici come Hamas.

Di certo non è favorendo un clima di antisemitismo che si aiuta il popolo palestinese, e non si deve confondere l’azione di un singolo governante con il volere di un intero popolo. Vedere stimate personalità come Segre e Fiano, vittime di insulti antisemiti da parte di chi si dichiara di sinistra, è stato per me inaccettabile e fuori da ogni ragion politica ed umana. Alla Senatrice Segre e all’amico Fiano vanno i miei più sentiti ringraziamenti, la mia stima e il mio affetto per gli orribili attacchi ricevuti.

L’apoteosi di questa fallimentare gestione è rappresentata dall’innalzamento di Francesca Albanese a nuova paladina del PD, salvo poi fare un passo indietro appena conosciuto meglio il personaggio. La vicenda dimostra una sconcertante mancanza di figure autorevoli all’interno del partito, che spinge i vertici a una continua ricerca di riferimenti esterni.

Una volta la figura di riferimento è Albanese, poi Landini, poi Mamdani, sindaco di New York, quindi Gratteri per il referendum ed infine il Primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, a cui sembra essere stata affidata persino l’opposizione al Governo Meloni.

In ultimo, ma non per importanza, resta la mancanza di un’azione politica concreta nella costruzione di un vero fronte a favore degli Stati Uniti d’Europa. Una visione ambigua dell’Europa non è accettabile per un partito che si dichiara europeista. Non può esistere un europeismo a fasi alterne.

Questi sono solo alcuni dei principali motivi che mi hanno spinto a lasciare il PD con grande tranquillità e consapevolezza. Il mio impegno politico prosegue fuori da questo PD, con coerenza e lealtà verso le mie idee e la mia storia.

Con maggiore dedizione continuerò le battaglie sull’ambiente e sui diritti civili che mi hanno sempre caratterizzato.

In ultimo, ci tengo a ringraziare i tanti militanti con cui ho condiviso molto in questi anni. A tutti loro va il mio più sincero in bocca al lupo. La comunità democratica è molto di più di una semplice tessera: i vertici senza la base non rappresentano nulla se non loro stessi”, conclude Canu. 

Annuncio

Correlati

redazione 3 settimane fa

Pd, Palumbo: ‘Basta doppiezze e ambiguità, campo largo unica opzione possibile per vincere’

ntr24admin 3 settimane fa

Iapozzuto (NdC): “Da alcune reazioni e dichiarazioni del Pd si capisce che la ‘politica è altrove'”

redazione 3 settimane fa

Pd Sannio: Marcantonio segretaria, Vito Fusco presidente. Ecco tutte le nomine

redazione 4 settimane fa

PD, Cacciano: “Sono stati 4 anni di grandi sfide”

Dall'autore

redazione 31 secondi fa

Riconoscimento per “Il Sannio tra Sapori e Folklore”: soddisfazione di Vessichelli e Mazzeo

redazione 9 minuti fa

Dal Sannio all’Europa: JA Europe patrocina la Sannio Valley Masterclass

redazione 20 minuti fa

Via libera del Consiglio al conferimento della cittadinanza onoraria all’oncologo Paolo Antonio Ascierto

redazione 33 minuti fa

Martelius sbarca nelle scuole sannite con il progetto “Missione Energia”

Primo piano

Alberto Tranfa 2 ore fa

Piazza Risorgimento, Pasquariello: “Sarà luogo di aggregazione”. Su Piazza Duomo nodo project financing

redazione 3 ore fa

La FPL e la PA si fondono: a Benevento il primo congresso della Uil FP

redazione 3 ore fa

Telesina, fermato un camion con oltre 100 kg di esplosivi: arrestato conducente

redazione 3 ore fa

Benevento, tentata rapina al centro commerciale Buonvento. Scatta l’antifurto nebbiogeno: ladri in fuga, una donna fermata

Copyright © 2023 Intelligentia S.r.l.

Skip to content