Il quarto piano del Palazzo del Reduce, a Benevento, diventerà molto probabilmente una nuova casa per il tessuto associativo cittadino. È questo il cuore della delibera di giunta dello scorso 16 marzo, presentata dall’assessore al Patrimonio Attilio Cappa, che punta a rimettere in circolo spazi pubblici inutilizzati destinandoli ad attività sociali, culturali e di volontariato.
L’immobile di proprietà comunale, situato in via Traiano, ha recentemente visto liberarsi il quarto piano dopo il trasferimento degli uffici comunali in altra sede. Una disponibilità che l’amministrazione ha deciso di trasformare in opportunità, rispondendo alle numerose richieste avanzate da associazioni del territorio in cerca di una sede operativa.
La proposta prevede l’assegnazione degli spazi in comodato d’uso gratuito, con il solo rimborso delle spese per le utenze (acqua, luce e gas). Ogni associazione potrà disporre di una singola stanza, secondo una logica di condivisione che mira ad accogliere il maggior numero possibile di realtà nello stesso edificio. Una scelta che, nelle intenzioni della Giunta, favorirà anche i cittadini, che potranno trovare in un’unica sede diversi servizi e punti di riferimento.
Non si tratterà di un’assegnazione permanente: la durata del comodato è fissata in due anni, con possibilità di proroga. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire una soluzione temporanea alle associazioni, in attesa che possano dotarsi di spazi autonomi.
La delibera si inserisce nel quadro normativo del regolamento comunale per la concessione di immobili a enti e associazioni, che consente, in casi particolari, di procedere senza bando pubblico. Tra i requisiti richiesti: attività senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche o culturali, iscrizione al RUNTS e, in alcuni casi, rilevanza nazionale.
Sarà il Servizio Patrimonio a occuparsi degli adempimenti successivi, valutando le domande e verificando il possesso dei requisiti. Solo dopo questa fase verranno individuate le associazioni assegnatarie.
Con questa iniziativa, l’amministrazione comunale prova a valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato e, allo stesso tempo, a rafforzare il ruolo del terzo settore, riconosciuto come attore fondamentale per la coesione sociale e la vita culturale della città. Un esperimento di coabitazione associativa che, se funzionerà, potrebbe diventare un modello replicabile anche in altri immobili comunali.