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POLITICA

Ospedale Sant’Agata, Boccalone: “Dieci anni di promesse tradite. È tempo di ridare voce ai territori”

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«Da dieci anni sentiamo parlare del rilancio dell’ospedale di Sant’Agata de’ Goti, ma nulla è cambiato. È tempo di ridare voce ai territori». Con queste parole Nicola Boccalone, candidato della lista Cirielli Presidente, è intervenuto domenica pomeriggio alla Sala Cinema Italia durante l’incontro promosso dal Movimento Civico per l’Ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

«Ho partecipato con spirito di collaborazione – ha spiegato Boccalone – perché la vicenda del nostro presidio non può ridursi al tema del pronto soccorso. Qui è in gioco il futuro di un intero territorio».

Al centro del dibattito, ancora una volta, il Decreto Commissariale n. 41 del 2019, firmato dall’uscente presidente, Vincenzo De Luca, in qualità di commissario ad acta. «Quel decreto – ha ricordato Boccalone – prevedeva un ospedale con pronto soccorso attivo 24 ore su 24 e 96 posti letto, divisi tra diverse specialità. Sei anni dopo, tutto è rimasto sulla carta. Oggi il pronto soccorso funziona come un ufficio postale: questa è un’offesa alla dignità del territorio».

Boccalone – si legge nella nota – ha denunciato anche l’assenza di risultati concreti nonostante le risorse disponibili: «I bilanci 2023 e 2024 del San Pio confermano l’inattuazione del decreto. Non si può parlare di mancanza di fondi: si tratta di incapacità gestionale».

Il candidato, con piglio critico, ha anche tracciato un bilancio degli ultimi trent’anni di sanità campana: «Per venticinque anni la sanità è stata gestita dal centrosinistra, lasciando un’eredità pesante: commissariamento, debiti per decine di miliardi, chiusura di ospedali, aumento delle tasse e fuga dei pazienti verso altre regioni. L’unica parentesi di risanamento fu quella del governo Caldoro, di centrodestra, che rimise in ordine i conti e pose le basi per uscire dal piano di rientro».

Molto duro il giudizio di Boccalone sui dieci anni di amministrazione De Luca: «Nel 2024 lo Stato ha aumentato i fondi per la sanità ma in Campania la situazione è peggiorata: pronto soccorso intasati o chiusi, liste d’attesa infinite, Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.) non rispettati e mobilità passiva che nel 2024 costerà 300 milioni. Il Sannio è la vittima più colpita: a Cerreto l’ospedale è solo una promessa, a Sant’Agata un’illusione che dura da otto anni».

Un passaggio importante ha riguardato la macroarea Avellino-Benevento, istituita nel 2018: «Con quella scelta – ha sottolineato Boccalone – è stata svenduta l’autonomia del Sannio, favorendo una competizione tra territori e rischiando di far diventare Benevento semplice spoke di Avellino. È in gioco l’intero sistema sanitario provinciale».

Da qui la proposta del candidato: «Serve un piano regionale che restituisca autonomia e funzioni ai territori. Non si può governare la sanità dall’alto. Bisogna rimettere al centro il Sannio e rendere il presidio di Sant’Agata de’ Goti parte integrante del sistema sanitario regionale, per la sua posizione strategica e per il diritto alla salute dei cittadini».

L’intervento di Boccalone – conclude la nota – ha ricevuto applausi convinti dal pubblico e dal Comitato Civico per l’Ospedale, che da anni mantiene alta l’attenzione sulla vertenza. «Basta promesse – ha concluso Boccalone – è tempo di passare finalmente ai fatti».

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