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CULTURA

Successo per “400” di Beppe Casales: il teatro diventa voce dell’emergenza climatica

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Successo strepitoso, lunghissimi applausi e grida di sincera riconoscenza dal pubblico conquistato e attento per “400”, spettacolo contro il cambiamento climatico con uno straordinario Beppe Casales, autore e protagonista, andato in scena ieri sera nel Chiostro del Convento San Francesco di Benevento. Lo spettacolo, a ingresso libero, rientrava nella rassegna Rapsodie 2025, organizzata da Monica Carbini, curatrice di TeSt Teatro Stage.

“400” è uno spettacolo di teatro di narrazione nato dalla collaborazione con Legambiente, ma soprattutto dal talento e dalla passione di Beppe Casales. Con uno stile incisivo, poetico e commovente, l’autore invita a ripensare il nostro posto nel mondo, stimolando un profondo senso di responsabilità civile e un nuovo rapporto di rispetto e cura per la natura.

Il monologo, frutto di anni di documentazione e studio rigoroso, scuote le coscienze: denuncia con lucidità i danni provocati dalla cieca corsa al profitto e sottolinea quanto la nostra sopravvivenza sia legata agli equilibri naturali e ai fragili ecosistemi.

Casales, attore e drammaturgo dalla straordinaria dedizione, si fa portatore di un messaggio urgente e profondo. Le sue parole, scandite da immagini e musica, fluiscono come un fiume in piena: precise, efficaci, misurate. Provocano sdegno e impotenza, ma anche una ribellione alla rassegnazione e un incoraggiamento all’azione.

Lo spettacolo esprime una forte fiducia nelle nuove generazioni e in tutti coloro – intellettuali, scienziati, artisti e attivisti – che affrontano con razionalità e impegno i grandi temi del nostro tempo.

“400” è una passeggiata nel bosco con mia figlia Nina, un viaggio per scoprire il nostro rapporto con quella cosa che chiamiamo natura, così sconosciuta, come sconosciuto è il nostro rapporto con l’aria, l’acqua e il cibo, le tre cose senza le quali davvero non possiamo vivere. Il teatro è il luogo delle domande, dell’incontro tra sconosciuti, del calore dell’emozione… “400” vuole essere un tramite tra il teatro e l’attivismo ambientale. L’attivismo non è più una possibilità, è l’unica opzione.” ha detto Casales. 

Oltre allo spettacolo, grande soddisfazione anche per il workshop sul “Teatro di Narrazione” tenuto da Casales nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 maggio, sempre presso il Convento San Francesco. Il laboratorio, fortemente voluto da Monica Carbini, ha coinvolto con entusiasmo gli allievi di TeSt Teatro Stage, arricchendo ulteriormente la rassegna culturale Rapsodie 2025, che si concluderà con gli eventi di giugno.

Professionista dal 1998, Beppe Casales ha lavorato con figure di spicco come Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Michela Cescon e Mirko Artuso. La sua ricerca si concentra sul teatro di narrazione, con una continua tensione verso un linguaggio originale.

Tra i suoi spettacoli più significativi: Salud, Einstein aveva ragione, Appunti per la rivoluzione, La spremuta, L’albero storto, Welcome, Nazieuropa, Cara professoressa, Il Monsone. Casales ha inoltre partecipato al laboratorio permanente di scrittura “CRISI” diretto da Fausto Paravidino presso il Teatro Valle Occupato.

Nel corso della sua carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Miglior attore con Nazieuropa al Premio Mauro Rostagno 2021; Vincitore del bando Theatrical Mass 2019 e selezionato per il Festival del Teatro di Resistenza dell’Istituto Cervi; Miglior drammaturgia e semifinalista al Roma Fringe Festival 2015 con L’albero storto; Premio nazionale “Linutile del teatro 2013” con La spremuta.

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