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Il sannita Bufardeci autore di uno studio scientifico sulle deformità vertebrali: ecco come osteopatia e IA possono intervenire sulla scoliosi

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Uno studio scientifico sulle deformità vertebrali, con un focus specifico sull’osteopatia e intelligenza artificiale nel trattamento della scoliosi idiopatica. Ne è l’autore il professionista sannita Dario Bufardeci, titolare del centro Human Zero , che lo presenterà oggi all’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, presso la Facoltà di Medicina e Odontoiatria – Dipartimento di Neuroscienze Umane.

La tesi – dal titolo “Analisi tridimensionale del rachide scoliotico dopo terapia manuale” – sarà poi pubblicata su riviste mediche del settore.

“La scoliosi idiopatica – spiega il dottor Bufardeci – è una patologia a larga diffusione: si riscontra una prevalenza media del 2-3%, con incidenza maggiore nel sesso femminile. Il focus sull’aspetto clinico ha fatto sì che negli anni passati gli studi scientifici misurassero la loro efficacia solo sull’angolo di Cobb, perdendo perciò di vista l’individualità dell’utente, gli importanti compensi posturali e la capacità di gestire l’aspetto emotivo, psicologico e funzionale della patologia. Questo inficia nettamente la qualità della vita del soggetto, con una possibile compromissione delle attività funzionali della vita adulta.

Lo scopo della mia ricerca è stato proprio quello di misurare e validare, attraverso un dispositivo di analisi 3D della postura integrato con intelligenza artificiale e confrontato con radiografia (con studi scientifici a supporto) gli effetti del trattamento manipolativo osteopatico (OMT) sui compensi posturali della scoliosi idiopatica, mettendo in evidenza l’importanza del riequilibrio biomeccanico delle disfunzioni e degli adattamenti posturali nel contesto globale del trattamento conservativo della scoliosi idiopatica nel soggetto adulto”.

Sono stati presi in esame – spiega il professionista – 60 soggetti volontari (M: 25% – F: 75%) che presentavano una scoliosi idiopatica >10° Cobb. I partecipanti sono stati sottoposti a un protocollo di misurazione della scoliosi prima e dopo ogni intervento.

Gli interventi adottati sono stati: controllo e semplice osservazione (CTRL), trattamento gentle touch (GTI) e trattamento manipolativo osteopatico (OMT).

I risultati dello studio hanno dimostrato che il trattamento manipolativo osteopatico ha un impatto significativo su vari parametri posturali e biomeccanici. Rispetto al gruppo CTRL e al gruppo GTI, l’OMT ha prodotto miglioramenti più marcati e statisticamente significativi nei gradi di scoliosi, cifosi toracica, tilt pelvico anteriore e postura della testa.

In conclusione, lo studio conferma l’importanza del trattamento manipolativo osteopatico come approccio terapeutico efficace nella gestione della scoliosi idiopatica. I risultati ottenuti dimostrano che, attraverso un’integrazione tra competenze cliniche e tecnologie avanzate, è possibile migliorare significativamente non solo le condizioni posturali dei pazienti, ma anche la qualità della valutazione e dell’intervento.

“Questo approccio multidisciplinare rappresenta una solida base per ulteriori ricerche e per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, puntando sempre di più verso un futuro in cui tecnologia e cura del paziente viaggiano di pari passo”, conclude Bufardeci.

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