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‘Ospedale Sant’Agata, si spinga verso polo oncologico. San Pio, Regione potenzi atto aziendale con fondi’

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Il consigliere regionale del Pd, Erasmo Mortaruolo, è intervenuto poco fa all’audizione sui temi dell’assistenza ospedaliera in V Commissione Permanente del Consiglio regionale della Campania (Sanità e Sicurezza Sociale) convocata dal presidente Vincenzo Alaia per ascoltare le istanze dei sindaci del comprensorio e fornire risposte in merito al Presidio Ospedaliero “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” di Sant’Agata de’ Goti.

“Questo Consiglio ha approvato il decreto 41 – ha spiegato Mortaruolo – che prevedeva l’assegnazione al nosocomio saticulano di una serie di servizi sanitari importanti, in ragione della fusione con l’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento per la creazione di un Dea di II Livello, tra cui il mantenimento del Pronto Soccorso. Un accorpamento che fu possibile solo grazie ad una deroga ministeriale, allorquando la struttura di Sant’Agata era sotto l’egida dell’Asl, sottodimensionata e poco utilizzata, con una perdita stimata intorno ai 5 milioni di euro all’anno. Grazie a questo riconoscimento noi tutti auspicavamo, nell’ambito delle variazioni alla pianificazione della medicina in Regione Campania, un’inversione di rotta per l’intero comparto sanitario beneventano, che però non è avvenuto perché nonostante struttura e personale fossero stati inglobati dall’Azienda Ospedaliera San Pio, l’atto aziendale non è mai stato modificato e aggiornato”.

Presenti all’audizione anche i sindaci dei Comuni di Limatola, Dugenta, Frasso Telesino e Melizzano. “Ne deriva – ha proseguito il consigliere regionale – che oggi l’Azienda Ospedaliera San Pio riesce a mantenere due strutture al limite della sufficienza facendo una fatica enorme, anche perché mancano all’appello circa 150 dipendenti. Nelle ultime settimane sono stati rimessi in moto una serie di bandi che erano fermi e si tratta di un’iniziativa senz’altro lodevole ma che da sola non basta a garantire il cambio di marcia. Così come la convenzione dei 40 euro lordi extraorari, da sola non aiuterà certo a risolvere l’annoso problema della reperibilità degli anestesisti. Oggi scontiamo una forte ambivalenza tra medicina privata e pubblica sul piano del pagamento delle prestazioni degli operatori sanitari, e allora questa strategia può valere nell’immediatezza, ma poi per arginare la crisi del sistema occorrono scelte di un certo tipo che possono fare solo la Regione Campania”.

“Per quel che riguarda Sant’Agata – ha evidenziato Mortaruolo – siamo convinti da sempre che quella struttura vada sfruttata per una specialità sulla quale far camminare il Pronto Soccorso. C’era stata l’opzione Covid Center che però non è stata perseguita perché ci hanno detto che sarebbero stati necessari ulteriori servizi per le terapie dei positivi con patologie cardiovascolari e tumorali”.

Al termine delle considerazioni espresse, Mortaruolo ha lanciato le sue proposte: “Il posizionamento geografico della struttura di Sant’Agata – ha concluso l’esponente dei democratici – che la pone a cavallo tra le province di Caserta e Benevento, e tutte le intese raggiunte a livello territoriale anche con le istituzioni casertane, ci inducono a spingere forte verso la soluzione del polo oncologico. Le 100 ore di convenzione con l’Istituto Pascale sono un buon inizio ma solo una timidissima traccia di ciò che immaginiamo. Dico solo che in questo momento non è utile fare terrorismo psicologico, ma è opportuno sostenere tutte le accelerazioni dal punto di vista amministrativo, augurandosi e facendo in modo che quando al San Pio occorrerà qualche milione di euro in più, il Consiglio regionale faccia una battaglia finalizzata al potenziamento dell’atto aziendale per l’immissione di risorse più importanti rispetto a quelle che abbiamo avute fino a ieri. I livelli istituzionali, a partire dal sottoscritto, devono essere più attenti e impegnati, perché queste sono ore cruciali sul piano dell’autonomia differenziata considerato quanto potrebbe prefigurarsi in seno al Governo che sta per essere varato”, conclude Mortaruolo.

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