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Comune di Benevento

Benevento ricorda il poliziotto Martone con l’intitolazione di un’area pedonalizzata

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L’area pedonalizzata antistante la chiesa di San Michele Arcangelo, a Benevento, sarà intitolata alla memoria del poliziotto Clemente Martone, scomparso prematuramente nel 1981 a Poggiomarino, in provincia di Napoli.

Il largo è situato a pochi metri dalla Caserma Cestari, sede della Polstrada del capoluogo sannita, dove confluiscono via Pacevecchia, viale degli Atlantici e via Almerico Meomartini.

La decisione è stata assunta nella giunta comunale dello scorso 22 aprile, su proposta dell’assessore alla Toponomastica, Molly Chiusolo.

Prima a marzo 2021 e poi a gennaio 2022, era stata l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato a presentare l’istanza al Comune per chiedere l’intitolazione e installare nell’aiuola un cippo commemorativo in pietra locale. Il riconoscimento comunale arriva ora a distanza di 41 anni dalla morte.

L’agente Martone nacque a Bolzano nel 1954. Trasferitosi a Benevento, frequentò l’istituto per geometri e poi decise di seguire le orme del padre Raffaele, entrando a far parte dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. Nel 1977, terminato il corso di formazione a Trieste, venne  assegnato al CAPS (Centro di addestramento di Polizia Stradale) di Cesena per acquisire la specializzazione di operatore di polizia stradale. Trasferito prima alla sottosezione di Milano Ovest, poi al Compartimento di Napoli con assegnazione alla sezione di Benevento, dove si prese cura del papà non più autosufficiente e del fratello Antonio, ancora minore. Il 6 maggio 1981, comandato di servizio al seguito della carovana del sesto giro ciclistico della Campania, perse la vita a soli 27 anni nell’adempimento del proprio dovere, lasciando una moglie e due bimbi piccoli.

Mentre era alla guida della moto di servizio, intervenendo per bloccare un tir arbitrariamente introdottosi nel circuito chiuso, venne violentemente urtato dal mezzo pesante rovinando al suolo. Un sacrificio, quello di Martone, che evitò una strage di ciclisti e appassionati presenti.

Nel novembre 1981 è stato riconosciuto vittima del dovere. Oggi anche il figlio Raffaele ha seguito le orme del papà Clemente e del nonno ed è in servizio presso la Questura di Benevento.  

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