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Comune di Benevento

De Stasio: ‘La lezione di bon ton istituzionale dovrebbe essere impartita al sindaco’

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“In esito all’ormai nota vicenda svoltasi nel consiglio comunale di ieri, 8 Novembre, ritengo necessario rispondere alla nota diffusa a mezzo stampa dai capigruppo di maggioranza, nella quale mi imputano una carenza di “bon ton” e una….”sgrammatura istituzionale”.

Ciò – scrive Rosetta De Stasio, consigliera comunale con ‘Prima Benevento’ – perché mi sono “permessa” di intervenire in Consiglio sull’argomento delle deleghe attribuite agli Assessori, presentando poi apposita interrogazione scritta, e perché lo avrei fatto nella prima seduta del Consiglio comunale a loro dire “tradizionalmente dedicata all’insediamento”.

Fermo restando che il regolamento comunale consacra il diritto per ogni consigliere di intervenire su qualsiasi argomento, e quindi anche sull’attribuzione delle deleghe, devo precisare che il mio intervento e la conseguente interrogazione scritta, non potevano essere effettuati prima della seduta consiliare di ieri. Infatti solo ieri, a prescindere dalle notizie diffuse a mezzo stampa, si è avuto l’ufficialità delle nomine e dell’attribuzione delle deleghe. E cioè, prima del consiglio comunale di ieri, il Sindaco avrebbe potuto, legittimamente, cambiare opinione ed attribuire le deleghe ad altri assessori e/o consiglieri.

Pertanto non solo non avrei potuto presentare la mia interrogazione prima di ieri, ma avevo il diritto/dovere di presentarla al momento in cui l’argomento (delle deleghe) è stato portato in Consiglio, e cioè dopo la comunicazione ufficiale del Sindaco.

Peraltro, come può evincersi dalla registrazione della seduta e dalla diretta del Consiglio, alla quale hanno assistito numerosi cittadini, sia l’intervento che l’interrogazione – prosegue l’esponente dell’opposizione – sono stati formalizzati ion modo corretto ed assolutamente garbato.

A dire il vero non solo ho precisato che non si trattava, naturalmente, di una questione personale con l’Assessore Chiusolo, ma il contenuto dell’intervento e dell’interrogazione consiste semplicemente in “un invito” rivolto al Sindaco a verificare se quanto risulta a proposito dei crediti dello studio Chiusolo nei confronti dell’ACER – ex IACP risponda al vero, e, laddove confermato, a valutare l’eventuale “inopportunità” della delega attribuita all’Assessore Chiusolo alla luce del conflitto d’interessi.

Naturalmente è nel pieno diritto del Sindaco confermare la delega e ritenere che il detto conflitto d’interessi non determini, a suo parere, un’inopportunità o un’incompatibilità.

Allo stesso modo, però, è nel pieno diritto del Consigliere Comunale rilevare l’eventuale conflitto d’interessi e la conseguente inopportunità, ed è suo dovere farlo in Consiglio Comunale. Ciò proprio perché il Consiglio è il luogo istituzionale deputato alla discussione, alla presentazione di interrogazioni ed interpellanze, alla politica vera.

Che poi il mio intervento abbia avuto visibilità – continua nella nota – non mi pare possa essere imputato a me; è del tutto normale che in una seduta pubblica possa essere presente la stampa, ma ciò non poteva esimermi dal compiere il mio dovere di consigliere. Né il rischio di “offendere” qualcuno” poteva e potrà mai costituire ostacolo all’esercizio della mia attività politico/amministrativa.

Quanto al “bon ton” che, a parere dei capigruppo di maggioranza, sarebbe mancato nel mio comportamento, mi sia consentito far rilevare che i detti capigruppo dovrebbero probabilmente impartire, se ne sono capaci, lezioni di “bon ton” al Sindaco da loro sostenuto.

Pavoneggiarsi per essere stato “ministro” in passato evitando, così, di rispondere a quanto da me richiesto, affermare in modo sgarbato “sono io il Sindaco e decido io, quando lei lo sarà nel 2050 deciderà lei”, e poi abbandonare l’aula al momento della presentazione dell’interrogazione senza salutare nessuno, dopo avere affermato che “non è possibile il dibattito” nel momento in cui il Consigliere Moretti aveva chiesto la parola, non è certo un esempio di “bon ton istituzionale” !

Per fortuna molti cittadini hanno assistito alla diretta del consiglio comunale e quindi sanno perfettamente come si sono svolti i fatti.

Un Sindaco che abbandona l’aula in pieno consiglio di insediamento non viola solo le regole del “bon ton” ma le regole, molto più importanti, del garbo istituzionale.

Più che invitare me a “non dare lezioni di diritto” (peraltro potrei consentirmelo, esercitando la professione di Avvocato da 31 anni), i capigruppo di maggioranza dovrebbero invece invitare qualcuno “a dare lezioni di bon ton e di garbo istituzionale” al loro Sindaco!

Infine è opportuno evidenziare che il termine “sgrammatura” significa “riduzione del peso di un prodotto contenuto in una confezione per la vendita al minuto”. Con tutta la buona volontà non riesco a decifrare il significato di “sgrammatura istituzionale”. Ma, partendo dal presupposto che va tutelata la libertà di espressione, cercherò di impegnarmi più a fondo per comprendere il concetto. Intanto – conclude De Stasio – è importante che si comprenda bene il concetto di “opposizione”, termine certamente più “usato”, ma probabilmente “meno compreso”.

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