“Ci hanno rubato un anno di vita. Hanno bruciato 20 anni di attività commerciali e sacrifici”. E’ il grido di allarme lanciato da Confesercenti Benevento attraverso le parole del presidente, Gianluca Alviggi, al termine di una riunione con il prefetto del capoluogo Carlo Torlontano. “Oggi viviamo una situazione di calma appartente – ha aggiunto con preoccupazione – sotto la cenere covano le fiamme di un vulcano che è pronto ad esplodere. Ci sono moltissime imprese a rischio”.
Il tema è quello delle chiusure dovute al covid e ai ristori che, secondo le associazioni di categoria e i commercianti, non sono all’altezza delle necessità e dei bisogni reali delle piccole imprese. Nel mirino anche la differenziazione dei codici ateco che “dopo un anno di pandemia e soldi spesi per adeguamenti alle normative, appare assurda”, ha aggiunto Alviggi.
A pesare anche la
doccia fredda del prolungamento della zona rossa in Campania. Molti
negozianti, infatti, erano pronti a riaprire nel tentativo di
recuperare e rilanciare le attività. Confesercenti ha anche
presentato un documento nazionale nel tentativo di far ripartire un
comparto martoriato. “Ho aggiunto al livello locale la richiesta di
una differenziazione per aree – ha spiegato il presidente sannita
-. Non possiamo più pagare per colpe di altri”.
Una richiesta che potrebbe apparire come campanilistica, ma che in realtà si poggia su dati economici reali. Le aree interne, infatti, a differenza di quelle costiere e turistiche possono contare su un bacino di utenza e fatturati molto inferiori. Una disparità che potrebbe farsi sentire in negativo nel momento della ripartenza, ma che ora potrebbe fare la differenza e permettere a questi esercenti di riaprire e sopravvivere alla crisi. Intanto, il prefetto ha comunicato che trasmetterà il documento a Roma insieme alle istanze degli ambulanti e dei ristoratori, ricevute nei giorni scorsi, e a quelle del comparto florivivaistico che riceverà nei prossimi giorni.