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Amore (CIA): “Serve piano serio di interventi per la riduzione del rischio idrogeologico”

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“Conosciamo benissimo la fragilità dal punto di vista idrogeologico del nostro territorio ed è per questo che non possiamo permetterci di continuare ad attendere passivi che siano le emergenze a dettare l’agenda politica locale. Quanto accaduto nella giornata di ieri e poi ancora nella scorsa notte non è altro che la riproposizione delle problematiche che avevano portato all’alluvione del 2015. E’ il momento che la politica e le istituzioni mettano in atto un piano di interventi definendo quelle che sono le vere priorità e avviando azioni definitive per la riduzione del rischio idrogeologico, del rischio frane e del rischio esondazioni».

Il presidente della CIA Agricoltori Italiani di Benevento, Raffaele Amore, interviene dopo i disagi registrati nel Sannio a causa del maltempo con i Comuni e gli agricoltori chiamati ancora una volta a fare la conta dei danni.

“Il Sannio soffre un’alta fragilità dal punto di vista idrogeologico, oltre che dal punto di vista sismico – aggiunge Amore – ma oggi abbiamo un background di conoscenze, soprattutto grazie agli studi messe in campo dalle università, che ci permetterebbero di avviare una seria programmazione della cura del territorio. E ci sarebbero anche le risorse economiche che troppo spesso vengono dilapidate in mille iniziative scollegate tra loro che non portano a nessun risultato. Serve allora l’impegno di tutti. Delle istituzioni nazionali perché quelle risorse vengano stanziate. Delle istituzioni locali che devono far emergere le reali esigenze di un territorio. Ma non può più succedere che un’intera rete infrastrutturale rurale cada a pezzi per la pioggia”.

“Come CIA – conclude Amore – abbiamo lavorato a due progetti per i quali ci siamo avvalsi dell’importante contributo del professore Guadagno dell’Università degli Studi del Sannio. Un primo dedicato proprio alla problematica del dissesto idrogeologico e collegato al rischio frane. Un secondo, sugli invasi fluviali. Crediamo molto nell’importanza di una rete dove agricoltori, mondo accademico ed istituzioni territoriali lavorino assieme. Partiamo pure dalla manutenzione e dalla pulizia degli alvei e delle aste fluviali. Ma serve poi una strategia di interventi”.  

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