Il presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, sta seguendo con la massima attenzione e viva preoccupazione la situazione degli incendi delle aree boschive che stanno martoriando il territorio sannita in questi giorni.
Molti ettari di vegetazione sono già andati in fumo:
oltre al devastante danno ambientale e paesaggistico, che peraltro crea le
premesse per le frane e gli smottamenti dei versanti e cioè per ulteriori
disastri, il fuoco ha creato in più di una occasione pericoli gravi per la
pubblica incolumità perché le fiamme hanno lambito le abitazioni di numerosi
centri, tra i quali la stessa Benevento in due
occasioni.
Di Maria ha voluto rinnovare il proprio ringraziamento per quanti (Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Operatori della Regione Campania e della Protezione Civile, Operatori delle Squadra AIB della Provincia e degli altri delegati, Prefettura), in queste ore ed in questi mesi, stanno operando contro le fiamme, in condizioni assai difficili ed affrontando rischi seri e concreti.
Di Maria, inoltre, ha voluto esprimere la più ferma
condanna per chi ha appicca gli incendi: «non c’è dubbio infatti», ha dichiarato
Di Maria, «che la storiella della “autocombustione”, che qualcuno si ostina a
lanciare in tali circostanze, sia un’autentica stupidaggine. Vi sono, invece,
persone che speculano sugli effetti del fuoco e godono nel vedere alzarsi le
fiamme. Auspico che le Forze dell’Ordine e la Procura della repubblica possano
individuare e perseguire chi si rende responsabili di questi gesti criminali. Ai
Sindaci e ai cittadini dei centri maggiormente colpiti va tutta intera la mia
solidarietà».
Di Maria, in questo contesto, ha anche voluto
sottolineare il ruolo che sta giocando in questi giorni la diga di Campolattaro
sul fiume Tammaro, affidata alla Provincia di Benevento, che la gestisce grazie
all’ASEA, la propria Azienda Speciale.
E’ noto che, nei mesi più caldi, la diga di Campolattaro
svolga ormai da anni un’importante, anzi un’essenziale funzione idrologica e
naturalistica in quanto rilascia un considerevole quantitativo di acqua a valle
dell’invaso per consentire il minimo flusso vitale sia dello stesso Tammaro che,
più a valle, quasi alle porte di Benevento, del fiume Calore, a sua volta
affluente del Volturno.
In riferimento al rilascio idrico, dai dati del bilancio
idrologico, che vengono rilevati quotidianamente da Asea, dal 1° agosto al 10
settembre sono stati scaricati a valle della diga, in alveo, ben 10.094.714
m3 di acqua con un dato medio di deflusso pari a 2.85 m³/
al secondo, a fronte di un afflusso a monte, ovvero all’ingresso del fiume
Tammaro nell’area creata dal bacino artificiale, pari a 987.374 m3 di
acqua corrispondenti a 0,28
m³/s.
Pertanto, si riscontra una sensibile differenza delle
acque rilasciate: si tratta di un valore di oltre dieci volte superiore a quelle
affluite, che ha naturalmente comportato un ribasso del livello dell’altezza
raggiunta dall’invaso, ribasso che anche a d occhio nudo si percepisce
distintamente.
«Il deflusso, pari a circa tre volte il valore del
minimo deflusso vitale, ha contribuito, ha dichiarato Di Maria, «in questa
stagione fortemente siccitosa, al mantenimento dello stato ambientale e
dell’ecosistema fluviale, sia del Tammaro, che del Calore, di cui il primo è
tributario. Sottolineo come come l’abbassamento del livello d’invaso sia poi
funzionale alla laminazione delle piene effettuata nella stagione
invernale».
Ma c’è molto di più, avverte Di Maria: la diga di
Campolattaro rappresenta un enorme bacino di approvvigionamento idrico per gli
aeromobili impegnati nelle campagne antincendio. Infatti, negli ultimi giorni
l’acqua dell’invaso di Campolattaro è stata prelevata, grazie a manovre aeree di
alta scuola, dei piloti dei “Canadair”, gli aerei-antincendio, per contribuire
alle attività di spegnimento del fuoco.
Nel dettaglio, tra martedì 8 settembre e giovedì 10, i
Canadair si sono “tuffati” nella diga per oltre cinquanta missioni: coordinati
dalla Protezione Civile, con la supervisione di Asea, gli aerei hanno prelevato
l’acqua per le operazioni contro i vasti incendi che,
purtroppo, hanno interessato l’area di monte Erbano in Valle telesina e la zona
del Camposauro.
«Lo specchio d’acqua dell’invaso di Campolattaro», ha
detto Di Maria, «è perfettamente funzionale per questo tipo di attività, in
quanto presenta una sezione rettilinea di oltre quattro chilometri, ed un ampia
profondità anche a quote medio basse di riempimento dell’invaso, permettendo
quindi di svolgere le operazioni in piena sicurezza. Si sottolinea,
infine, come queste funzioni della diga», ha concluso Di Maria, « saranno
naturalmente eseguite e quindi complementari, anche una volta realizzate le
opere di adduzione per l’utilizzo della acque invasate, opere di cui è in corso
la redazione della progettazione definitiva da parte della Regione Campania in
cooperazione con la Provincia di Benevento, ente concessionario della
diga».