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Gesesa, Orafo: ‘Corona, con le sue clamorose cantonate, la smetta di diffondere il panico’

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“Ringrazio Gabriele Corona per il saluto istituzionale con cui ha voluto testimoniare la propria partecipazione al rinnovo del CdA Gesesa, i sentimenti espressi non colgono di sorpresa ed erano ampiamente attesi. Ringrazio Corona per l’attività di partecipazione e controllo che svolge con le varie sigle di cui è spesso unico ispiratore, anche se proprio il suo quotidiano intervenire in ogni argomento lo porta spesso a prendere clamorose cantonate. Si pensi, ad esempio, alle istanze sollevate negli anni scorsi contro la pedonalizzazione del Corso Garibaldi o contro il centro commerciale i Sanniti, o ancora, per restare all’attuale amministrazione, quando certificava l’impossibilità perpetua di riaprire le mense scolastiche a Benevento. Sbagliava, ha sbagliato, sbaglia spesso, per la verità quasi sempre, ma stavolta ha esagerato”. Inizia così la replica del giornalista sannita Antonio Orafo, membro del Cda di Gesesa, la partecipata che gestisce l’erogazione della fornitura idrica in gran parte dei comuni della provincia sannita.

“Sono i fatti – aggiunge Orafo – a smentire Corona nel caso della qualità dell’acqua servita a Benevento. Tuttavia nel tempo in cui domina il populismo, con l’obiettivo magari di affrancarsi o dotarsi di una nuova immagine, Corona non si ferma nemmeno davanti gli interessi della collettività e a ruota libera sostiene la necessità di chiudere pozzi, aumentare portate o gestire flussi, insomma tutte cose di cui non ha alcuna contezza o competenza. Tuttavia è addirittura lui a lanciare ombre sulle qualità dei componenti il CdA e ciò nonostante,  ad esempio, il presidente Abbate sia un noto professionista, medico e uomo di scienza beneventano, già assessore all’Ambiente del Capoluogo, protagonista delle politiche ecologiche cittadine e non solo sulle note stampa. Oppure, omettendo di proposito che io stesso ho svolto un percorso di formazione professionale dedicato al risanamento ed alla gestione dei bacini idrici, prima ancora di misurarmi sul campo con le peggiori situazioni di emergenza legate all’approvvigionamento cittadino. E tutto ciò per non dilungarsi  sulle qualità degli altri componenti: amministratori delegati e dirigenti di aziende specializzate nei servizi idrici, o giovani e talentuosi legali come nel caso della collega Alessandra Itro.

Sarebbe invece interessante conoscere l’ateneo presso il quale si è formato Corona, che dall’acqua all’urbanistica passando per il commercio e fino alla materia sindacale, si ammanta di competenze che, questa volta sì, non sono mai state certificate.

Tutto legittimo per carità, soprattutto nell’epoca del populismo, continui pure Corona come fatto in questi anni l’azione di discredito personale, magari questo può contribuire a rendergli meno pesante il fardello dei fallimenti accumulati. D’altra parte – prosegue Orafo – è esattamente quello che fa quando utilizza l’accusa di ‘mastellismo’ per sminuire i suoi interlocutori, magari dopo aver egli stesso realizzato le giunte con l’Udeur.

Per me, invece, l’occasione di questo raro intervento pubblico è propizia per ringraziare proprio il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che apprezzando i risultati raggiunti in termini di efficienza ma anche trasparenza e presenza sul territorio, ha deciso di confermare la fiducia nel CdA guidato dal presidente Abbate. Una conferma ancora più importante e che mi assicura personale soddisfazione perché inoppugnabilmente avvenuta sulla base esclusiva di qualità e risultati raggiunti. C’è chi la politica l’ha intesa come una cospirazione nell’ombra e chi resiste a polemiche e bassezze non avendo alcun timore a confermare le squadre vincenti.

Sul piano politico Corona continui pure a fare quanto da sempre lo caratterizza, si fermi però davanti all’interesse della collettività. La smetta di diffondere il panico: su questo campo ha già vinto. La particolare delicatezza della materia, con l’impatto paventato sulla salute pubblica, ha permesso che in poco tempo ed in assenza di qualunque riscontro reale, si generasse diffidenza se non allarme o psicosi sulla qualità dell’acqua cittadina. Questo è uno scempio, compiuto in danno dei beneventani prima ancora che della Gesesa o dell’amministrazione comunale che si  volevano colpire. Le risorse idriche sono patrimonio di una comunità e la loro qualità è certificata dalle autorità sanitaria indicate dalla legge. Abbiamo in questi mesi intensificato le azioni di controllo e monitoraggio, pubblicato periodicamente gli esiti delle analisi commissionate, e coinvolto tanto la Prefettura quanto la Magistratura. Intanto, come risulta a tutti, la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti di Benevento risponde ad ogni requisito di legge e di tutela della salute, risultando spesso di gran lunga migliore di quella imbottigliata.

Corona lo sa ma evidentemente preferisce tutelare altri interessi: ne saranno contenti i grandi gruppi privati e multinazionali che vendono acqua non pubblica e che hanno beneficiato in questi mesi degli aumenti di fatturato prodotti dalla confusione generata.

Per tutte queste ragioni, nelle vesti di giornalista o di attivista dell’acqua pubblica, da portavoce del Comune di Benevento o da componente del CdA Gesesa, da disobbediente o semplicemente da cittadino di questo territorio, – conclude Orafo – mi sento di dire a Corona che se non riesce a vergognarsi almeno la smetta di infangare le risorse pubbliche. Le professionalità di Gesesa che ogni giorno garantiscono un servizio di enorme qualità ed efficienza, invano agognato già a pochi chilometri di distanza, sono un patrimonio collettivo che va tutelato. Anche la recente e prestigiosa conferma che tanto ha fatto infuriare Corona, impone l’obbligo di attuare questa tutela dell’interesse pubblico, in ogni sede e contro ogni faziosità di parte”.

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