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ENTI

Rifiuti, Di Maria invia rapporto al prefetto: “Sistema in stato di crisi”

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“Sin dall’atto dell’insediamento (01 novembre 2018) sono stato assorbito dalla problematica che palesava segni inconfutabili di una stagnazione, aziendale e societaria della Samte”, è quanto ha scritto il Presidente della Provincia di Benevento, Antonio Di Maria, nel Rapporto presentato oggi al Prefetto di Benevento al “briefing” sul ciclo dei rifiuti nel Sannio. Il documento ha fatto il punto “sulla reale situazione concernente lo stato di crisi conclamato del sistema rifiuti in ambito provinciale”.

Di Maria sintetizza così la situazione che ha trovato: “L’impiantistica è completamente ferma, sia per l’incendio dello Stir di Casalduni distrutto dall’incendio del mese di agosto 2018 sia per la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte sottoposta a sequestro; la società SAMTE Srl in procedura prevista per “crisi aziendale” per concordato liquidatorio con continuità aziendale e le maestranze in massima parte in Cassa Integrazione; la presenza sul territorio provinciale di diversi siti utilizzati per lo stoccaggio di una consistente quantità di ecoballe che, addirittura dal 2011, gravano sui bilanci della SAMTE per un valore di circa € 1.000.000,00 (un milione) annui producendo, negli ultimi otto anni, un pesante disvalore di gestione ricaduto, inopinatamente, sui soli cittadini della provincia di Benevento, pur essendo il materiale in discarica di provenienza, per la quasi totalità, da altre province campane. Distrutto dall’incendio, lo Stir di Casalduni presentava l’ulteriore aggravio di dover intervenire per liberare l’impianto da circa 17.500 tonnellate di rifiuti giacenti al suo interno. Il risanamento dell’impianto è associato da tempo alle difficoltà di smaltire i rifiuti giacenti nell’impianto per la impossibilità di reperire siti di smaltimento finale”.

A fronte di situazione, Di Maria ricorda, nel suo Rapporto al Prefetto, di “aver convocato una apposita riunione del Consiglio Provinciale a febbraio scorso per far emergere le ragioni che avevano concorso a determinare lo stallo della gestione dei rifiuti in provincia. Le relazioni dei Commissari Giudiziari e dell’Organo Ispettivo del Ministero Economia e Finanze sulla gestione Samte (trasmessa alla competente Corte dei Conti Campania) hanno evidenziato che la società non ha mai operato in equilibrio economico/finanziario, anche per effetto della disapplicazione dei precetti e dei principi previsti e regolati dalla predetta legge”.


Di Maria così continua: “L’intervento di ripristino dell’operatività della discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, susseguente all’attività di reperimento delle risorse nelle pieghe del bilancio della Provincia, ha caratterizzato i mesi successivi a quel Consiglio Provinciale. La redazione di un piano/progetto/programma da parte della SAMTE per dare un assetto operativo alle strutture e riprendere le attività, sia pur parziali, del ciclo dei rifiuti della Provincia di Benevento, hanno rappresentato il punto di arrivo di un percorso che ha portato all’approvazione di una tariffa per sostenere i costi relativi alle attività di mantenimento e gestione delle discariche “post mortem” e dei siti di stoccaggio delle ecoballe depositate sul territorio provinciale nel corso della precedente crisi del ciclo dei rifiuti”.


Di Maria osserva ancora nel suo Rapporto che in questa fase storica, secondo la legge regionale, la competenza all’Ente Provincia è “di mera supplenza al sistema dei rifiuti a regia regionale attraverso gli Enti d’Ambito: e questo provoca ulteriori incertezze e precarietà, al punto che”, annota il Presidente, “soltanto la solidarietà e i sistemi operativi delle altre Province hanno evitato gli effetti del blocco totale del sistema di gestione della frazione indifferenziata raccolta su tutto il territorio della Provincia di Benevento. Per le altre frazioni, in particolare per l’organico, la polverizzazione del sistema della fase della raccolta affidata a singoli operatori del settore da parte dei singoli Comuni, ha spogliato da sempre da ogni competenza l’Ente Provincia, e per essa la società Samte che, diversamente da quanto previsto dalla sua legge istitutrice, non ha mai trattato tale frazione”.

Ora, afferma ancora Di Maria nel suo Rapporto, si pone il problema ulteriore dell’interruzione delle attività del termovalorizzatore di Acerra.

La Provincia ha continuato “a dare il proprio contributo istituzionale nel tentativo di arginare la crisi del sistema attivando iniziative di ricerca, unitamente ai vertici della SAMTE, per la individuazione di siti finali di trattamento della frazione organica, attività questa che, purtroppo, non ha dato gli esiti sperati, pur avendo esteso l’interesse ben oltre i confini regionali”.

Secondo Di Maria, “solo il superamento della precarietà istituzionale con il passaggio dalla fase transitoria a quella ordinaria prevista dalla vigente L.R. 14/16 potrà garantire titolarità e legittimità nella definizione di progetti e programmi tesi ad impiantare un compiuto ciclo integrato dei rifiuti”. 

Il Presidente della Provincia ha dichiarato che si sta lavorando alacremente con le strutture tecniche della stessa Provincia e con quelle della Samte al fine di far ripartire le attività dello Stir di Casalduni per il mese di gennaio 2020.  

E Di Maria così conclude: “E’ in corso l’apertura di un confronto con la Regione Campania per veder riconosciuti e ristorati i costi sostenuti per la gestione dei siti di stoccaggio di rifiuti di provenienza da altre province della regione Campania. Uno snodo prioritario e fondamentale per recuperare risorse e riportare la gestione nei binari della reale giustizia al fine di veder compensato il contributo ambientale che questa provincia da sempre è stata costretta a dare oltre le proprie competenze istituzionali e territoriali”.

Infine, il Presidente della Provincia di Benevento ha rivolto un forte appello al Ministro del Lavoro affinché siano adottate le misure previste dall’ordinamento a favore dei lavoratori della Samte oggi in Cassa Integrazione Guadagni.

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