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Emergenza rifiuti, Di Maria: “Fermi non possiamo stare, altrimenti il Sannio muore”

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Fare presto e trovare soluzioni concrete. E’ il mantra sul tema dei rifiuti che il presidente della Provincia Antonio Di Maria ripete da settimane. Lo ha fatto in occasione dell’assemblea dei sindaci alla Rocca, lo ha ripetuto al tavolo della Prefettura, nel corso del vertice di questa mattina, e ai microfoni dei giornalisti al termine dell’incontro.

L’esigenza è chiara: iniziare a gestire i processi nel tentativo di scongiurare una crisi rifiuti che sembra essere sempre più vicina. La pericolosa road map racconta dello stop al conferimento dell’umido per un blocco di alcuni impianti fuori regione, del fermo – nel prossimo mese di settembre – dell’inceneritore di Acerra e di un aumento delle tariffe per il conferimento negli Stir dopo l’incendio di Casalduni.

Il quadro, dunque, non è semplice. Un rebus nel quale si inseriscono anche la mancata partenza dell’Ato e il costo delle discariche post mortem. Come è noto, la Samte ha preparato un Piano industriale che prevede un aumento di circa 14 euro procapite per gestire le discariche sorte dopo l’ultima emergenza e che ospitato rifiuti di tutta la Campania. Una spesa che ricade sui cittadini sanniti, ma che i sindaci non vogliono accettare. Da qui anche la decisione di agire per vie legali della Rocca per chiedere una redistribuzione regionale dei costi degli impianti.

La chiave per il rilancio restano dunque gli impianti. Non è una novità, ma un vento di cambiamento soffia sulla Provincia. L’intenzione di Di Maria, infatti, è quella di attivarsi nei prossimi anni per dare il via ad una azione di programmazione dell’impiantistica nel Sannio. In sostanza senza i siti per i rifiuti il ciclo non può chiudersi e l’alta percentuale di differenziata non si tramuta in ricchezza per il territorio. Dall’altro lato resta la necessità di riaprire lo Stir per dare un sbocco alla frazione indifferenziata e salvare anche la Samte senza la quale la Provincia non può gestire il ciclo. “Non possiamo più stare fermi”, ha concluso Di Maria, ripetendo il suo mantra che ora, però, dovrà trovare una applicazione concreta.

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