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L’Ordine dei Medici di Benevento dice no al regionalismo differenziato

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Sabato 23 febbraio si è tenuta a Roma, per la prima volta, l’assemblea congiunta delle professioni mediche e sanitarie che unitariamente hanno sottoscritto il “Manifesto dell’Alleanza tra Professionisti della Salute per un Nuovo SSN”.

Mentre il Governo sul regionalismo differenziato sembra diviso, alla ricerca di una mediazione, la sanità, su iniziativa lungimirante della FNOMCeO, si è auto-organizzata costituendosi come soggetto politico inter-professionale unitario autonomo.

“Il significato politico della manifestazione è evidente, dichiara Giovanni Pietro Ianniello, presidente dell’Ordine dei Medici di Benevento.

Il regionalismo differenziato pone il problema della sopravvivenza del Sistema Sanitario Nazionale. A Roma gli Ordini delle professioni sanitarie e sociali si sono ricompattati su una proposta che difende i valori dell’universalismo e,  non chiudendo al cambiamento, in quanto  organi sussidiari dello Stato  garanti del diritto alla salute delle Persone, si sono posti  come l’interlocutori principali della politica e del governo.

Parlando a nome di 1 milione e mezzo di operatori, abbiamo detto al governo che il regionalismo differenziato come proposto da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna mette a rischio alcuni postulati fondamentali che sino ad oggi hanno garantito in questo paese, ad ogni cittadino italiano o straniero, uguaglianza di trattamento, universalità delle cure e centralità del bisogno della persona.

Postulati senza i quali in una società civile la medicina non può essere esercitata. Prima delle ragioni giuridiche, economiche, e partitiche ci sono quelle morali, etiche e deontologiche che dicono “no” al regionalismo differenziato.

La perdita di benefici di alcune  persone – spiega – non può essere in nessun modo giustificata dai maggiori benefici goduti da altre.

Prima del valore degli interessi, del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna, viene quello della giustizia cioè quello della morale. In medicina l’egualitarismo è morale il regionalismo differenziato no. Come Federazione Nazionale – conclude Ianniello – ci stiamo impegnando fortemente su tale problematica, è però indispensabile che anche le forze politiche ed i cittadini facciano sentire la loro voce prima  che vengano prese decisioni irreparabili”.

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