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Lavoratori Cas, l’Usb incontra Maglione (M5s): “120 famiglie in attesa degli stipendi”

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C’è ancora preoccupazione a Benevento per i lavoratori degli ex centri Cas. Come è noto, dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il fenomeno della gestione degli immigrati nel Sannio, in 120 sono rimasti senza lavoro e in attesa di ottenere le spettanze arretrate: si tratta di mensilità, TFR e tredicesime.

Una questione già al centro di alcuni incontri in Prefettura e che oggi il segretario dell’Usb, Giovanni Venditti, ha esternato anche all’onorevole del M5S, Pasquale Maglione. L’obiettivo è coinvolgere il ministero nella vicenda chiedendo un intervento concreto, almeno per ristorare il lavoro già svolto e mai pagato. Sul tavolo anche il tema delle tempistiche per ottenere le spettanze arretrate. Argomenti che il deputato sannita ha accolto e che ha promesso di ‘girare’ alla struttura tecnica del ministero per ottenere risposte chiare in merito.

Decisamente più complessa, invece, la questione relativa al futuro lavorativo dei 120 dipendenti. In giornata dovrebbe essere discusso il decreto Salvini in merito alla riorganizzazione delle politiche di accoglienza. Un passaggio che a questo punto diventa fondamentale per capire come si evolverà la situazione per l’intero Paese. Intanto, per domani è fissata una nuova riunione in Prefettura per rilanciare la problematica legata allo sblocco dei fondi già destinati per la liquidazione del consorzio Maleventum e che dovrebbero servire per pagare gli arretrati.

Sulla vicenda è intervenuta anche Dema Benevento che parla di propaganda sul tema dell’accoglienza: “Il mancato pagamento delle spettanze dei 120 lavoratori degli ex centri Cas della provincia di Benevento dipendono solo ed esclusivamente dalle scelte del Ministro Salvini che non sbloccherà i fondi già destinati per la liquidazione del consorzio Maleventum. La necessità di continuare a fare propaganda sul tema dell’accoglienza per prendere facili consensi sta colpendo solo ed esclusivamente le famiglie di 120 lavoratori che non hanno visto riconosciute le proprie prestazioni lavorative.

L’incontro di martedì in Prefettura si concluderà con in nulla di fatto proprio a causa della decisione improrogabile del ministero. Dema Benevento esprime la propria vicinanza e solidarietà ai 120 lavoratori e alle loro famiglie, abbandonati dalle istituzioni e dal Governo, perché considerati meno importanti di una manciata di consensi. Dinanzi al nuovo decreto immigrazione, che sarà approvato in questi giorni, inoltre scompare ogni possibilità di prospettiva occupazionale per questi lavoratori, che in quattro anni hanno maturato esperienza nel settore dell’accoglienza. Il nuovo decreto infatti elimina l’esistenza degli Sprar ovvero dell’unico modello di accoglienza che funzionava nel nostro Paese, divenendo anche una possibilità di promuovere inclusione sociale nei piccoli comuni con grandi difficoltà economiche.

Basta guardare nella nostra realtà provinciale come il modello dei piccoli comuni in welfare promosso dal Consorzio il Sale della Terra abbia rappresentato non solo un ottimo modello di integrazione ma anche occasione di creazione di piccoli modelli di welfare per i comuni che hanno aderito. Con il nuovo decreto scompaiono gli Sprar e si ritornerà ad un modello di gestione emergenziale e repressiva dell’accoglienza lasciando in strada e senza prospettive migliaia di lavoratori in tutto il paese. Ancora una volta tali provvedimenti non avranno alcun risultato se non quello di colpire i poveri del nostro paese, al di là di ogni nazionalità”.

L’intervista nel servizio video

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