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Sindacati

Case popolari, i sindacati: riforma senza cancellare l’edilizia pubblica

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“La Commissione Finanze del Consiglio regionale ha approvato un emendamento proposto dal Presidente on. Franco Picarone in merito alla liquidazione degli IIAACCPP della Campania e allo smobilizzo del patrimonio pubblico che stravolge i principi della riforma avviata con la legge finanziaria 18/01/2016 n. 1. La riforma pensata allo scopo di riorganizzare e razionalizzare la gestione del patrimonio pubblico in Campania con la creazione di un’azienda pubblica articolata in dipartimenti provinciali e con l’obiettivo di rilanciare l’edilizia pubblica, previa approvazione dei vari regolamenti (criteri di assegnazione degli alloggi, definizione di una nuova disciplina dei canoni di locazione, l’uso del patrimonio l’autogestione, la vendita del patrimonio nel rispetto della Legge 560/1993 e del DM 25/05/2015) rischia di essere vanificata ancor prima di nascere”. A scriverlo sono Giuseppe Falzarano, Stefano Iovini e Antonio Pagliuca, segretari provinciali di Sunia, Sicet e Uniat.

 

“L’emendamento Picarone – spiegano – parte da un assioma assolutamente infondato in ordine a presunte situazioni debitorie degli IIAACCPP, prive di fondamento come è facile verificare presso gli uffici finanziari degli Istituti, confondendo una situazione di sofferenza per la morosità dell’utenza che, tra l’altro andrebbe correttamente analizzata in quanto frutto, spesso, di situazioni gestionali del passato ( canoni post terremoto, canoni non riscossi, per esempio, delle Vele, quando erano in gestione all’IACP; canoni d’uso erroneamente contabilizzati che andrebbero rivisti a seguito di regolarizzazione dei rapporti di utenza). L’emendamento pone in liquidazione gli IIAACCPP affidando alla Società Attuazione Piano di Stabilizzazione (SAPS) il compito di procedere alla formazione di un unico piano di liquidazione, passando a quest’ultima tutti i proventi delle alienazioni degli immobili pubblici fino a tutto il dicembre del 2018 ( quindi anche le somme rateizzate) e con la previsione addirittura della contrazione di aperture di credito nelle more degli effettivi incassi e ciò allo scopo di ripianare i debiti della liquidazione che non si sa quali siano, visto che nessun Istituto ha situazioni debitorie verso terzi, ma solo crediti per morosità degli utenti.

Le Organizzazioni degli inquilini – prosegue la nota – ritengono assolutamente inopportuno l’emendamento presentato dal Presidente della Commissione Finanze della Regione che, di fatto, mette una pietra tombale sulla possibilità di riformare l’ERP in Campania e crea i presupposti per un indiscriminato smobilizzo del patrimonio che non è solo quello degli Istituti Case Popolari, ma anche quello dei Comuni che potrebbero essere incoraggiati a svendere il patrimonio pubblico solo per fare cassa, in barba al vincolo di destinazione dei fondi per il recupero e nuovi programmi di edilizia pubblica. Evidentemente gli autori di tale disegno ignorano le condizioni di invivibilità e degrado in cui versa la gran parte del patrimonio pubblico.

Per questi motivi – concludono Sunia, Sicet e Uniat – le Organizzazioni degli inquilini e assegnatari chiedono il ritiro dell’emendamento e l’avvio di un confronto con tutte le parti sociali per discutere, acquisendo la necessaria documentazione sullo stato degli Enti e del patrimonio pubblico, del concreto e proficuo avvio della riforma nel rispetto dei principi della legge regionale 1/2016”.

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